Vacanze rinviate e dimezzati, consumi che vanno a picco e prezzi in altalena. Alla barba della gente che, sempre più difficilmente arriva a fine mese. Ma a pesare sulle tasche degli umbri sono anche tasse e tariffe.
Basta prendere le bollette di quest’anno e confrontarle con quelle del 2007 oppure ci sono i dati evidenziati dall'Osservatorio tariffe e tributi locali 2004 - 2006 che parlano chiaro. Le varie imposte, dal servizio idrico alla fornitura di gas e corrente, fino alla Tia, segnano sempre più in negativo le tasche dei cittadini.
E questa, purtroppo, non è una novità. A suscitare un certo scalpore, semmai, è quanto ogni singola tariffa vada a incidere sui portafogli.
L'imposta più esosa è risultata essere quella dovuta per il sistema idrico integrato. Per intenderci, fornitura dell'acqua, canone di fognatura e depurazione. Secondo quanto riportato nell'Osservatorio, la spesa del sistema idrico integrato rappresenta il 52% del paniere di una famiglia monoreddito composta da quattro persone (proprietaria dell'abitazione in cui vive) e il 46% di quello di un nucleo sempre di quattro elementi con entrambi i genitori lavoratori (e sempre con la casa di proprietà).
Nel perugino, "feudo" dell'Ato 1 e dell'Umbra Acque Spa, il prezzo di un metro cubo di acqua (uso domestico e come residente) varia dallo 0,1548 della prima fascia di consumi allo 0,6922 della seconda.
Prendendo come riferimento il consumo medio di una famiglia, circa novanta metri cubi, il conto è presto fatto.
La spesa è di 13,932 euro (dato riferito alla prima fascia) e di 62,098 euro (per la seconda). Cifre alle quali si aggiungono gli importi per depurazione (fissati a 0,3793 euro e senza fasce di distinzione) che, sempre per novanta metri cubi, determinano all'utente un esborso di 34,137 euro.
Poi va calcolata anche la quota per la fognatura. In questo caso, la tariffa è di 12,474 euro (l'importo a metro cubo è di 0,1386 euro). Da considerare, inoltre, la quota fissa (0,079726 euro al giorno) che, prendendo a riferimento un bimestre, comporta una spesa di 4,784 euro. Infine, l'Iva (al 10%). Il totale, quindi, per servizi e consumi di novanta metri cubi di acqua è di 71,86 euro (con riferimento solo alla prima fascia di consumi) e di 124,84 euro (considerando solo i costi determinati nella seconda fascia).
Importi che però potrebbero essere sensibilmente ridotti. Come? Semplicemente verificando, consultando il progetto del proprio condominio o della propria casa, se la struttura, magari dotata di fossa biologica), sia effettivamente agganciata al sistema fognario.
Se no, l'utente ha diritto a un consistente sconto sulla bolletta (circa il 30 - 40%), oltre che al rimborso retroattivo degli ultimi cinque anni (tramite conguaglio sulle successive emissioni). Una "conquista" in favore degli utenti per la quale si è lungamente battuta la Federconsumatori regionale.
"Un grande problema - ha commentato il presidente dell'associazione, Alessandro Petruzzi - è rappresentato dalla mancanza di omogeneità, in Umbria, per quanto riguarda i piani tariffari dei tre Ato.
Nel Perugino, ad esempio, si tiene conto dei nuclei familiari, mentre a Terni del numero dei componenti". "Inoltre - sempre Petruzzi - è assurdo come il prezzo dell'acqua per il 2007 sia stato stabilito il 12 dicembre dello stesso anno, aumentandolo del 7%. L'utente, così, non può conoscere il costo cui andrà incontro. E circa due settimane fa è stato deciso per un ulteriore aumento, di altri sette punti percentuali". Quindi, i costi nel Perugino sono già lievitati del 15%. E si aspetta con timore quanto sarà determinato nel prossimo piano di programmazione triennale.
Di certo, l'avvento della Tia (Tariffa d'igiene ambientale) in luogo della Tarsu ha attaccato, duramente, le economie domestiche. Sette i comuni che, nel 2006, sono stati interessati dal cambiamento. Si tratta di Perugia, Terni, Foligno, Narni, Bevagna, Montefalco e Passignano sul Trasimeno. Realtà nelle quali il passaggio dalla tassa alla tariffa ha comportato rialzi considerevoli per tutte le famiglie. Unici "beneficiati" sono stati i nuclei monocomponenti. Nel biennio 2004 - 2006, comunque, la spesa per il servizio di igiene ambientale ha fatto registrare, per le abitazioni civili, aumenti medi nella regione del 10,3%. La spesa media evidenziata dall'Osservatorio è stata di 124,3 euro. Ma è nei sette municipi che hanno aderito alla Tia che si è verificato lo strappo più netto. Dove a regnare è ancora la Tarsu, la spesa media è notevolmente inferiore, circa il 60% in meno, rispetto alle realtà dove vige la Tia (in media, 118,1 euro contro 188,6). A Perugia, prendendo a modello una famiglia composta da tre elementi che vive in 75 metri quadri (e con dieci metri quadri di garage), la Tia viene a costare 236,37 euro. La tariffa è composta da due parti. Una fissa, riferita ai metri quadri dell'immobile e al numero dei componenti. Nel caso in esame, ogni persona paga 1,67733 euro a metro quadro, per un importo 125,80 euro. E una variabile, che per il nostro modello comporta una spesa di 62,96 euro. Al calcolo, che già tiene conto del 10% di Iva, va poi aggiunto il tributo ambientale provinciale (5%). Oltre che il costo dei dieci metri quadri della pertinenza (16,77 euro). Basta poi tirare giù una somma e il gioco, o meglio l'importo, è fatto. Quanto pesano luce e gas La liberalizzazione del mercato non sembra aver portato grandi benefici per i consumatori. Il problema, come sottolineato da Federconsumatori, è che "non c'è una reale concorrenza". "Manca - ha affermato Petruzzi - un soggetto terzo che operi i controlli". Riguardo la fornitura elettrica, l'avvento dei nuovi contatori (quelli elettronici) ha sì portato migliorie, essendo l'autolettura in automatico, ma ha anche determinato una maggiore rigidità per quanto concerne il controllo dei consumi. "Ora, se viene superato il tetto dei tre kilowattora, dopo tre minuti scatta il conteggio con la tariffazione più alta. Prima c'era una maggiore tolleranza, con un'oscillazione di tempo più alta". Sulla fornitura gas, invece, un utile consiglio: "Assolutamente effettuare l'autolettura. Ci sono arrivati casi di persone con bollette astronomiche, tutte contestate". Il fatto è che, non comunicando l'utente la quantità di gas effettivamente consumata, si riconosce al fornitore la facoltà di stimare, attraverso calcoli e parametri ipotetici, i metri cubi di gas utilizzati. Un conteggio spesso "gonfiato". Certo, pagando di più prima l'utente vanterà un credito nelle emissioni successive. Ma, dopotutto, pagare anticipatamente per qualcosa di cui non si è usufruito non è esattamente giusto.

Daniele Brizi dal Corriere dell'Umbria

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