Jeremy Rifkin a Perugia

Il mondo che conosciamo sta cambiando. E anche molto in fretta. Il petrolio, il carbone, il gas stanno finendo. L'unica forma energetica che potrà condurci verso il futuro avrà le stesse caratteristiche del sole e del vento, e sarà distribuita da tutti e per tutti.
Parola di Jeremy Rifkin, fondatore e presidente della Foundation on economic trends di Washington, consigliere per più volte dei presidenti di turno dell'Unione europea, economista, filosofo, scienziato, pacifista, "guru" dell'energia pulita e molto di più.
L'Università per Stranieri, ieri pomeriggio, era stracolma di attentissimi ascoltatori. Tutti molto giovani, tutti in silenzio perfetto, tutti lì, seduti sui banchi o, i più ritardatari, accampati sulle scale, per ascoltare Jeremy Rifkin.
Il professore, come nel suo stile, ha parlato a braccio, presentato dai rappresentanti dell'associazione Perugia Erasmus Project, coinvolgendo il pubblico in una speciale "rete comunicativa" che rappresenta uno degli elementi cardine del suo pensiero.
É l'idrogeno il punto chiave della teoria rifkiniana, un elemento, ha chiarito l'economista americano nel corso della conferenza,
"che si trova ovunque.
Il sistema energetico a idrogeno rappresenta l'unico, vero futuro possibile per il nostro mondo, e utilizzerà le stesse tecnologie intelligenti e gli stessi principi di progettazione che hanno reso possibile la nascita e lo sviluppo di internet.
Se l'economia a idrogeno prenderà piede - ha sottolineato Rifkin - avremo di fronte a noi il primo, vero regime energetico democratico della storia dell'uomo."
É proprio dal concetto di globalizzazione dal basso e dalla possibilità per tutti di accedere alle risorse mondiali che si sviluppa il pensiero del professor Rifkin, il quale, agli attentissimi ragazzi presenti alla Stranieri, ha anche spiegato che
"una volta funzionante, la rete mondiale di energia a idrogeno darà vita alla prossima, grande, terza rivoluzione industriale, tecnologica, commerciale e sociale."
Il mondo "basato sull'idrogeno", secondo Rifkin, sarà un universo nel quale le risorse energetiche saranno delocalizzate e differenziate: ogni singola abitazione e azienda potrà rigenerare e distribuire energia a proprio piacimento, attraverso l'estrazione e il riciclaggio dell'idrogeno stesso.
Il tutto, naturalmente, senza dover subire le transazioni, spesso ineguali, controllate dalle grandi multinazionali.
"L'idrogeno - ha spiegato ancora Rifkin - farà terminare la dipendenza del mondo dal petrolio, risolvendo in buona parte anche gli effetti del surriscaldamento del pianeta."
A sentirlo parlare, questo guru dell'energia pulita, il futuro all'idrogeno sembra davvero alle porte.
"Questa forma di riscaldamento, ecologica e non inquinante, virtualmente illimitata e poco costosa, porterà finalmente a tutti quelle risorse che, ad oggi, sono riservate soltanto a pochi."
E a chi chiede all'economista lumi su chi e come potrà mettere mano a tale incredibiole rivoluzione, il presidente dell'americana Foundation on economic trends risponde di
"riporre tantissima fiducia nei giovani europei, che rappresentano il futuro del nostro mondo.
L'unione dei popoli è fatta soprattutto dalla voglia di voi ragazzi di mettervi in gioco, di impegnare cuore, anima e mente per il nostro futuro.
Per far sì, finalmente, che tutti possano accedere alle risorse del mondo e che nessuno debba più morire per un barile di petrolio".
Federica Grandis
dal Corriere dell'Umbria Lunedì 15 Settembre 2008

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