Un'oasi naturale, a due passi dal centro. Il bosco didattico di Ponte Felcino occupa una zona pianeggiante di circa 80.000 mq, alla destra idrografica del Tevere.
L'area,di proprietà comunale, è accessibile dalla zona antistante al parcheggio del Cva, dell'Ostello, delle scuole.
Ecco cosa s'incontra percorrendo i viottoli che separano gli ambienti vegetali ricreati. Ci sono le zone boscate:l'arboreto,una delle collezioni di essenze arboree e arbustive più grandi d'Italia; il bosco planiziale,ad imitazione delle foreste che ricoprivano le pianure prima del disboscamento iniziato in età romana; quello ripariale, parzialmente originale, lungo le sponde del Tevere e del canale d'adduzione dell'ex centrale elettrica; il frutteto di antiche coltivazioni,custode delle varietà locali a rischio di estinzione.
All'aperto sono stati allestiti anche un roseto,con le specie in ordine cronologico e l'aiuola delle erbacee perenni,divise fra officinali, mediche, da fiore, graminacee.
Ci sono poi le serre, dotate di sistemi d'irrigazione e riscaldamento automatizzati, che raccolgono piante di particolare interesse ornamentale ed economico: quella delle succulente,con esemplari da meno di un centimetro(piante sasso)a qualche metro(le cactaceae), particolarmente belle in primavera per le fioriture; delle tropicali, realizzata nella cupola di acciaio e plexiglass che copriva la Fontana Maggiore; delle subtropicali, un poliedro pieno di colori e profumi; la limonaia,con 70 esemplari di agrumi.
Non mancano gli habitat ideali per flora e la fauna acquatiche: una fontana, un ruscello, una cascata, due laghetti, lo stagno tropicale, abitato da una tartaruga ed il vecchio canale, costeggiato dal percorso pedonale che porta a Villa Pitignano.
Dedicati ai bambini sono la fattoria degli animali, con il calesse trainato dal pony ed i giochi gonfiabili, disponibili dall'anno prossimo.
Anche l'arte è rappresentata con installazioni moderne donate da artisti umbri e toscani,tra cui una grande tartaruga, a cui hanno contributo gli studenti delle elementari.
L'Assessore Comunale alle Infrastrutture Claudio Bazzarri ricostruisce la storia di ciò che può essere definito una sua creatura:
"Nei primi anni novanta, con l'iniziativa "Il Mare Verde",il Comune rispose al dibattito in corso nel Paese sulla difesa del suolo.
Le aree verdi, considerate non più superflue, ma parte integrante del tessuto cittadino, furono classificate e diversificate.
Si realizzò l'itinerario pedonale lungo il Tevere,si completò la riforestazione urbana con 70.000 alberi e si iniziò il bosco didattico.
In quasi vent'anni, partendo da tre esemplari per specie, abbiamo creato un impianto che raccoglie 140 famiglie botaniche.
Adesso anche Perugia, come le maggiori città del mondo, ha il suo "garden", importante strumento formativo per gli studiosi e i cittadini."
Bazzarri appartiene al Comitato di Gestione, 15 esperti di enti ed organizzazioni, nominati ogni 4 anni dal Comune, che impegnano gratuitamente "la propria professionalità e il proprio tempo libero", spiega il presidente Mauro Frattegiani.
Si occupano della manutenzione in collaborazione con il Consorzio Abn e una decina di volontari. Uno di loro, Giancarlo Marri, detto Cannone,racconta:
"Ci spinge la voglia di stare con gli amici e di fare qualcosa di utile."
Curano inoltre la divulgazione insieme a Legambiente.
"Durante tutto l'anno teniamo corsi scientifici, di livello da elementare a post universitario,e giardinieristici, in primavera.
Vorremmo istituzionalizzarli con il trasferimento del Centro di Educazione Ambientale nella nuova sede della Torre del Molino"
auspica Luca Crotti,direttore del Comitato.
Organizzano anche la Festa degli alberi ed eventi, come i due imminenti. Uno è l'assemblea pubblica indetta il 19 settembre alle 18, nella sede del Cea, per reclutare altri volontari.
L'altro è Umbriamangiantico, manifestazione enogastronomica promossa dall'organizzazione Chefs in Smoking, il 20 settembre.
Il bosco didattico è sempre aperto, le serre sono visitabili con gli operatori dalle 9 alle 18,30 in estate, dalle 9 alle 16 in inverno
Stefania Piccotti dal Corriere dell'Umbria

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