La facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali è una delle unità più complesse dell'Università di Perugia.
Secondo quanto affermato dal preside Francesco Fringuelli, sebbene la facoltà sia molto composita, c'è un filo conduttore che unisce tutte le attività, e cioè la scienza.
Come si coniugano, preside, dipartimenti così apparentemente disparati tra loro e quali difficoltà incontra nel coordinare tutte queste attività?
"i tre perni su cui si fonda la nostra facoltà sono la chimica, la fisica e la matematica che poi sono i pilastri che portano allo sviluppo tecnologico ed economico del Paese.
Quando una nazione non procede da questo punto di vista è perché queste tre branche si trovano in una posizione di rilassamento.
Le scienze basilari che conferiscono le lauree triennali e magistrali sono, la chimica, la fisica, la matematica, la scienze biologiche, le scienze naturali, l'informatica, le bio-tecnologie e la geologia.
Gli aspetti di tipo scientifico e tecnologico hanno anche ripercussioni di carattere applicativo. Il corso di laurea in restauro, che adesso andiamo a chiudere perché non ha riscosso un grande successo, ad esempio, presenta degli aspetti di tipo applicativo perché lo studio che viene fatto sui quadri non a livello artistico ma piuttosto a livello di composizione delle pitture e delle componenti chimiche, necessita di competenze specifiche, nella fattispecie della chimica.
Per quanto riguarda la Sis (scuola di specializzazione per la formazione degli insegnanti), poiché una volta conseguita la laurea si possono insegnare le materie oggetto dei nostri corsi, abbiamo anche un corso che si basa sull'insegnamento della didattica.
A Foligno ci occupiamo di protezione civile intesa come lo studio dei fenomeni naturali e non, cui occorre dare una risposta in termini di spiegazione e analisi critica.
Faccio riferimento, per inciso, ai terremoti, di cui è indispensabile conoscere gli aspetti geologici, oppure ad altri fenomeni quali un attentato terroristico realizzato con prodotti chimici o batteriologici di cui vanno analizzate le possibile conseguenze.
Oggi la scienza non ha delle barriere precise. La differenza tra chimica e fisica o tra chimica e biologia è molto sfumata. La nostra offerta formativa quindi è molto differenziata ed è rimasta invariata nel corso degli anni.
Abbiamo aggiunto solo il corso in protezione civile a Foligno. Il coordinamento di tutti questi corsi richiede un notevole equilibrio e un bilanciamento generale. Gestire una diversità è più difficile che gestire una situazione di omogeneità. Tuttavia, il fatto di aver tutti una mentalità scientifica, basata sull'osservazione del fatto e sul dato sperimentale, indubbiamente aiuta molto."
Per quanto riguarda il corpo docenti, c'è una buona proporzione tra studenti e professori?
"Per numero di docenti la nostra facoltà è seconda solo a quella di Medicina.
Però non tutti i professori si trovano nei dipartimenti che fanno capo alla nostra facoltà. Alcuni di loro stanno anche in altri dipartimenti, come Medicina, Ingegneria e Agraria. C'è una proporzione ottimale tra docente e studente anche perché i corsi di tipo scientifico non hanno un numero considerevole di studenti.
In un laboratorio, ad esempio, per chiarire tutti gli aspetti pratici della sperimentazione, un unico docente non può seguire un gruppo consistente di ragazzi.
Abbiamo dato molto spazio ai concorsi per ricercatori. Nell'ultima tornata abbiamo bandito 16 posti. La nostra facoltà è abbastanza anziana, ma le facoltà scientifiche devono puntare, per loro natura, sui giovani.
Occorre entusiasmo, disponibilità verso il rischio e spirito d'iniziativa tipica dei giovani, perché non tutto quello che viene sperimentato nelle ricerca ha un risultato positivo, anzi sarebbe un successo se almeno un terzo andasse a buon fine.
L'indicazione è quella di fare concorsi per ricercatori per ringiovanire questa facoltà."
Come viene organizzata la ricerca scientifica e tecnologica e a quali risultati conduce in termini di pubblicazioni, applicazione pratica e brevetti?
"La nostra ricerca scientifica, che porta alla pubblicazione di lavori su giornali internazionali, è sicuramente di elevato livello.
Noi svolgiamo principalmente un tipo di ricerca fondamentale senza la quale non si può avere ricerca applicata.
Facciamo anche una ricerca sperimentale basata su un lavoro di laboratorio. Un dato sicuramente da rilevare è che da diversi anni usiamo l'acqua come mezzo per fare reazioni chimiche, anziché fare uso di solventi, che sono materiali difficilmente smaltibili, ottenendo ottimi risultati.
Abbiamo anche alcuni brevetti."
Quali sono le relazioni che intrattenete con centri di ricerca, aziende italiane ed estere e con altre università?
"Sia in Italia che all'estero le collaborazioni che abbiamo in senso generale sono notevoli.
Oggi in campo scientifico, non è pensabile vivere in una posizione di isolamento. Facciamo continuamente seminari in cui invitiamo ricercatori di altre università. Scriviamo libri e testi. Con le aziende multinazionali portiamo avanti collaborazioni sul campo ingegneristico, mentre con alcune industrie farmaceutiche operiamo sul settore chimico, fisico e biologico."
Qual è il corso di studio nel quale si registra un maggior numero di iscritti?
"Sul piano delle iscrizioni quest'anno abbiamo registrato un aumento, seppur lieve, malgrado il calo degli iscritti nell'intero ateneo.
L'incremento più significativo lo abbiamo avuto a matematica. C'è una ragione precisa perché ciò si è verificato: abbiamo fatto uno sforzo notevole, andando nelle scuole, per cercare di risollevare questo aspetto della conoscenza.
Quattro anni fa, quando abbiamo cominciato a registrare un calo delle iscrizioni nelle facoltà scientifiche, abbiamo realizzato varie iniziative.
Abbiamo un progetto lauree scientifiche sponsorizzato dal Ministero che coinvolge la matematica, la fisica e la chimica.
Gli studenti delle scuole superiori partecipano a degli incontri che organizziamo durante l'anno all'interno dei nostri dipartimenti.
Così, chi si iscrive alla facoltà di Scienze avrà già a un certo livello di conoscenze. Un'altra iniziativa di tipo divulgativo indirizzata non solo alle scuole ma a tutta la cittadinanza è la "settimana scientifica" basata su incontri, tenuti da docenti, su argomenti scientifici di comune interesse e su tematiche di attualità.
Facciamo anche una serie di incontri chiamati "venerdì della scienza", che ugualmente hanno una finalità di tipo divulgativo.
Sono conferenze che durano tre mesi e sono tenute da nostri docenti o esperti di un determinato settore con la finalità di accostare l'opinione pubblica e gli studenti alla tematiche di carattere scientifiche."
Quali sono le opportunità per i giovani laureati?
"Gli sbocchi occupazionali per un laureato in Scienze sono notevolissimi.
Il problema è che non si deve pretendere di trovare il lavoro sotto casa, soprattutto in Umbria. Ci vuole predisposizione ad andare via, in particolare all'estero. I nostri studenti hanno un'ottima preparazione quando escono da qua. Ci sono alcuni laureati nel mio gruppo che lavorano negli Stati Uniti e in Svizzera, con ampie soddisfazioni e importanti responsabilità.
Anche in Italia ci sono numerose possibilità lavorative nei laboratori di tipo diagnostico, per le analisi delle acque, dell'atmosfera o anche nei Ris (reparto investigazioni scientifiche dell'arma dei carabinieri).
Tra l'altro, abbiamo creato un corso di laurea specialistico in geologia degli idrocarburi in accordo con l'Eni che considera i nostri laureati in geologia tra i migliori d'Italia.
L'Eni ha sponsorizzato il corso, facendosi carico di assumere le persone che riescono a finire tale corso.
Inizierà formalmente nel 2009-2010, con la nuova offerta formativa. 8 - continua Le puntate precedenti sono state pubblicate il 10 e 17 dicembre (quadro generale dell'ateneo), 14 gennaio (Giurisprudenza), 21 gennaio (Scienze politiche), 28 gennaio (Ingegneria), 4 febbraio (Farmacia) e 11 febbraio (Economia)
Carlo Timio
Corriere dell'Umbria Mercoledì 18 Febbraio 2009

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