In occasione della Giornata della Terra, nonché del duecentesimo anniversario della nascita di Darwin, l'Associazione Culturale "L.Bonazzi" di Perugia ha organizzato una conferenza sul tema:
"Origini ed evoluzione della vita e del cosmo."
Ne hanno parlato Carlo Cirotto, biologo e citologo presso l'Università di Perugia, e Roberto Battiston, direttore della sezione di Perugia dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, collaboratore della Nasa e docente di Fisica presso l'Università di Perugia.
Cirotto è arrivato nella sede dell'Associazione con un pesante "Atlante della Creazione", scritto da uno scienziato turco, convinto creazionista, che è addirittura riuscito a stabilire che la Terra è nata il 22 ottobre del 4004 a.C., ed esattamente alle ore 18,00.
Gli scienziati, infatti, si dividono in creazionisti, che credono in un essere che ha creato il mondo, e in evoluzionisti, che invece ritengono che il mondo si sia formato grazie ad una evoluzione che si svolge continuamente.
La Terra, ha detto Cirotto, è nata quattro miliardi e mezzo di anni fa, subito è nata anche la vita, in forma di batteri, poi sono venuti i vertebrati, poi i dinosauri, poi una miriade di specie viventi, e tre milioni di anni fa, la nostra specie.
Linneo, lo scienziato svedese del '700, credeva in un Dio creatore di tutte le cose, e riteneva che l'Universo fosse fisso.
Chi cominciò ad intuire il principio dell'evoluzione fu Lamarck, nella seconda metà del '700. Darwin, nell'800, dedicò la sua vita a dimostrare che gli esseri viventi si evolvono nel tempo gradualmente e, grazie alla selezione naturale, sopravvive chi meglio si adatta all'ambiente.
Mendel, poi, fissò le idee di Darwin in leggi che vanno sotto il nome di "sintesi moderna" o "neodarwinismo".
Infine, scienziati moderni come Gould e Eldredge hanno dimostrato che l'evoluzione procede anche per salti.
Le cellule di tutta la materia vivente, per esempio, si rinnovano continuamente e Cirotto ha mostrato alcune immagini affascinanti indicative della complessità della cellula.
Battiston ha affrontato il tema della possibilità di altre forme di vita in altri pianeti e nel cosmo in generale.
Questa materia si chiama Astrobiologia. Per avere vita si deve avere energia, e devono sussistere delle condizioni particolari perché le forme di vita possano venire ad esistenza.
Sulla Terra queste condizioni si sono verificate e nulla ci impedisce di pensare che si possano verificare anche nell'infinità del cosmo.
Su Venere la vita potrebbe forse esistere nelle sue nuvole che hanno una temperatura inferiore ai 450 gradi del pianeta.
Su Marte ci potrebbe essere vita nel sottosuolo, vicino a fonti di calore. E così su Titano e su Europa. Alla domanda rivolta ai due relatori su come si sia originata la vita, ancora la scienza non può dare una risposta.
É anche possibile, hanno detto, che siano nate più vite contemporaneamente. L'affascinante mistero rimane ancora insoluto

Carlo Timio
Corriere dell'Umbria Lunedì 11 Maggio 2009

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