martedì 23 giugno 2009

Il Cinese si impara all'isola Polvese

" i - e - saaan (mi raccomando la "a" allungata) - sù, ditelo in modo cattivo, sù. Ripetete: "i - e - saaan - sù". E i bambini, muniti già di pennello e foglio bianco, l'attenzione rivolta al loro insegnante, tutti con la divisa bianca della palestra Cka di Perugia, ripetono in coro "i - e - saaan - sù" ovvero uno, due, tre, quattro in cinese, anzi in pinyin, il suono corrispondente al carattere.
Perché il cinese, come l'inglese, si scrive in un modo e si pronuncia in un altro, e questo spiazza un po' i piccoli.
Che però dopo solo due ore sapevano già contare fino a dieci; ma non solo, sapevano anche scrivere i numeri con gli ideogrammi.
Siamo all'isola Polvese, in mezzo al lago Trasimeno, nel pieno della "domenica cinese" organizzata, con l'aiuto determinante dell'instancabile Faliero della Provincia di Perugia, dall'associazione Li Madou (Li sta per Ricci e Madou per Matteo) così come in Cina era stato ribattezzato in mandarino il celebre padre gesuita, matematico, cartografo di Macerata che alla fine del '500 ha impresso un forte impulso all'azione evangelizzatrice della Chiesa nel Sol Levante e ancora oggi, a 400 anni dalla morte, viene riconosciuto come uno dei più grandi missionari della Cina, amatissimo e stimato dal popolo cinese che ha voluto persino, cosa assai rara per uno straniero, fosse sepolto nella loro terra.
Da tre anni l'associazione ha inserito nel suo programma anche l'organizzazione di una giornata en plein air alla Polvese, anzi quest'anno sono state due (la seconda proprio ieri), dedicata totalmente ai bambini che dal mattino al pomeriggio hanno avuto l'opportunità di fare una lezione di kung fu e thai chi a piedi scalzi sui grandi prati verdi e ben rasati, di imparare a memoria e a scrivere i numeri, di ripassarli attraverso una passeggiata "numerata" intorno all'isola e di passare l'esame finale nel tardo pomeriggio con una bella tombolata , usando cartelle con il numero scritto in cinese e con la sua pronuncia in pinyin.
Entusiasti anche i genitori per questa giornata così diversa all'insegna della natura, della cultura e dello sport senza tuttavia dimenticare la dimensione ludica, essenziale per attirare e conservare l'attenzione dei ragazzi.
L'idea di costituire questa inusuale associazione è nata nel 2007 ad un gruppo di professionisti (manager d'azienda, professoresse, commercialisti) impegnati in settore diversi ma legati in qualche modo, per varie ragioni, alla Cina.
Intorno all'associazione, attualmente presieduta da Sofia Foo, docente all'Università per Stranieri, girano una quarantina di soci di ogni età, dai 18 agli 80 anni, e di varie estrazioni sociali: studenti, professori, impiegati, operai, pensionati.
"Noi non facciamo la classica attività culturale con il cinema, il teatro o la letteratura - spiega la vice presidente Grazia Milani, insegnante - ma programmiamo i nostri incontri quindicinali integrando il corso di lingua con la pittura degli ideogrammi, con il canto di canzoni della tradizione cinese, con le arti marziali (tai chi) e la musica cinese.
Creare un nucleo minimamente stabile e qualificato per la durata di almeno un anno è stata impresa complessa perchè molti studenti cinesi iscritti all'Università per Stranieri o al Conservatorio che partecipano ai nostri incontri o iniziative a Perugia sono soltanto di passaggio, in pratica si fermano solo per qualche mese".
Al suo fianco in questo momento ci sono le "due Sofie", nome italiano di Xie Lei e di Xu Ting, due studentesse della Stranieri e del Conservatorio arrivate a Perugia quattro mesi fa e in partenza, alla fine di agosto, per altri lidi italiani.
Le due Sofie aiutano lei e il marito nella lezione di cinese ma si dilettano anche a ripassare sul prato, munite di sciabole, le mosse di thai chi apprese a scuole.
"Gli studenti italiani che si sono avvicinati all'Associazione - prosegue Grazia Milani - frequentano invece solo una o due lezioni e poi si scoraggiano anche se cerchiamo di tenere gli incontri a livello elementare".
L'oggetto sociale di Li Madou, come precisato nello statuto, è quello di promuovere la diffusione della cultura, dell'economia e della lingua cinese nella realtà regionale umbra.
La "Domenica cinese all'isola Polvese" , arrivata alla sua terza edizione, è una delle tante iniziative della "Li Madou".
Tra l'ottobre del 2008 e l'aprile del 2009 ha realizzato ben 16 incontri al Cva di Madonna Alta per "farsi capire in Cina e imparare a conoscere la storia e la cultura di una civiltà millenaria", con un programma estremamente variegato.
Dall'insegnamento degli ideogrammi alla conoscenza dei numeri e delle ore, dai toni della lingua (in Cina sono quattro) alle parole di uso comune, dallo "zodiaco" al calendario cinese fino alla festa del Capodanno.
[...]
Per mettersi in contatto con l'Associazione ed eventualmente farsi coinvolgere nella sua attività l'indirizzo e-mail è limadouitalia@tiscali.it e il numero di telefono al quale fare riferimento 348-8525781
Anna Lia Sabelli Fioretti
Corriere dell'Umbria Lunedì 22 Giugno 2009

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