Le emissioni delle caldaie, come ricordano dal Comune di Perugia, influiscono per il 36% sull'inquinamento generale dell'aria. Basti pensare che in estate, come rileva il Cnr, se i livelli di Pm10 si abbassano mediamente del 15-20% è quasi esclusivamente merito dei riscaldamenti spenti.
Ma un ruolo determinante sulla salute dell'aria lo rivestono gli scarichi di automobili e mezzi pesanti. Secondo l'Ispr, il trasporto su strada genera il 26% dei gas serra immessi nell'atmosfera, il 27% delle polveri sottili ed il 45% degli ossidi di azoto. Non a caso il controllo del traffico automobilistico è una delle questioni ricorrenti nei comuni. A partire da Perugia dove i settori mobilità e ambiente del Comune stanno pensando a nuove misure per limitare la circolazione, nonostante l'Aci abbia bocciato il blocco del traffico come misura anti-smog. I tecnici comunali hanno proposto il blocco totale di tutti i mezzi "ante-euro" la cui circolazione sarebbe interdetta per un lungo periodo nella "zona rossa" delimitata da 18 varchi, da Ponte San Giovanni a Madonna Alta.
Tornando alla questione riscaldamento, avere un impianto funzionante regolarmente, può non bastare: il comportamento dei cittadini, infatti, resta un elemento chiave. Abbassare di un solo grado la temperatura nelle case e negli uffici, ad esempio, farebbe ridurre del 7% i consumi di carburante, con ripercussioni positive sulla bolletta e sulle emissioni in atmosfera. In Umbria, un impulso ai controlli annuali degli impianti lo hanno fornito nel tempo i controlli a campione attivati dalle due province per i comuni sotto i 40mila abitanti e dal comune di Foligno, tramite l'agenzia Aea.
"Dal 2005 al 2009 – fanno sapere dall'Area ambiente della Provincia di Perugia – la percentuale delle irregolarità riscontrate, anche di tipo amministrativo, è passata dal 40 al 24%, mentre gli impianti considerati non a norma sono passati dal 14 al 5,5%."
È chiamato ad allinearsi a tale sistema di controlli a campione, invece, il comune di Perugia che, tuttavia, si sta interessando alla questione e tramite l'assessore alle Politiche energetiche, Lorena Pesaresi, ha richiamato l'attenzione sull'importanza dei controlli.
"Per la manutenzione, le verifiche di rendimento e l'analisi dei fumi devono essere utilizzate ditte dotate dei requisiti tecnico-professionali previsti dalla legge, abilitate ad eseguire interventi sugli impianti termici."
La manutenzione ordinaria sugli impianti termici (parliamo di quelli piccoli, domestici) va fatta annualmente mentre il controllo dei fumi va eseguito ogni due anni.
"L'analisi di combustione biennale è consigliabile anche per le caldaie di nuova generazione, a condensazione – spiega Giuseppe Mariucci, responsabile Confartigianato Impianti della provincia di Perugia – e non ogni 4 come sostengono le case produttrici. Si tratta di impianti che lavorano a basse temperature e gli installatori dicono che è più complicato farli rendere al meglio se non controllate spesso."
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Il Messaggero Venerdì 26 Febbraio 2010

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