mercoledì 30 marzo 2011

Torna Attravers ... Arna, impegno del Comune per le cisterne romane

Siamo alla quinta edizione di Attravers… Arna e sentieri aperti: qualcosa che si pone a mezza via tra una passeggiata e un'escursione. Con rilevanti risvolti culinari, culturali e antropologici. Quest'anno sono cinque le scarpinate della domenica mattina che si propongono come strumento per la valorizzazione di un patrimonio materiale (il territorio e le sue risorse) e immateriale (costume, civiltà, bere, mangiare, modo di stare al mondo). Le menti pensanti dell'organizzazione sono il dinamico Lamberto Salvatori e l'infaticabile Daniele Crotti, d'intesa col Comune di Perugia, rappresentato dal vicesindaco Arcudi e dall'assessore all'Ambiente Pesaresi.
Della partita anche il pretolano Ecomuseo del fiume e della Torre, la comunità montana Monti del Trasimeno, le associazioni culturali Arnati. Ogni camminata prevede una quota di adesione di 5 euro, utile a coprire i costi di organizzazione e di ristoro.
Al termine di ogni percorso viene infatti servita una merenda consistente in un piatto tipico della zona. Nel territorio - precisa Salvatori della pro-Arna - esistono ben due preziose cisterne romane in stato di degrado, delle quali il Comune di Perugia è invitato a farsi carico. Invito raccolto dal vicesindaco Arcudi che ricorda come la spesa per il recupero della sentieristica ammonti già a 100.000 euro e altri 15.000 siano nelle poste di bilancio dell'anno in corso. La Pesaresi evidenzia la necessità di acquisire un più alto livello di civismo e ricorda due prossime iniziative pubbliche, imperniate sull'acqua e sull'uso della bicicletta.
Le camminate interessano Ripa (3 aprile), Pianello (10 aprile), Civitella d'Arna (8 maggio), Sant'Egidio (15 maggio) e Pilorico Paterno (29 maggio). Appuntamenti nella piazza principale del paese alle 8.30 per la registrazione, partenza alle 9
Sandro Allegrini
Corriere dell'Umbria Mercoledì 30 Marzo 2011

Jovanotti: i concerti spostati da aprile a maggio

Riceviamo e inoltriamo la nota ufficiale della Trident Management, agenzia che gestisce il tour europeo 2011 di Jovanotti, in merito alle due date previste a Perugia, ospitate dal cartellone della Stagione d'Autore dalla Musical Box Eventi.

"Trident Management comunica che, a seguito delle manifestazioni di disagio espresse da una parte di pubblico per la concomitanza dei concerti di Lorenzo Jovanotti con le festività pasquali e al fine di rispettare la sensibilità religiosa di ognuno, è stato deciso di spostare i due concerti previsti per il 22 ed il 23 aprile pv rispettivamente al 28 e 29 maggio pv. I biglietti del 22 aprile saranno validi per il 28 maggio e quelli del 23 aprile per il 29 maggio. Per chi sarà impossibilitato a partecipare, sarà immediatamente possibile il rimborso del biglietto."
Presentandosi presso il punto prevendita dove è stato acquistato , a partire dal giorno mercoledì 30 marzo fino e non oltre il sabato 09 aprile. info 075 5056950

martedì 22 marzo 2011

9lle: torna il 26 marzo l’improvvisazione teatrale

26 Marzo
Teatro dell'Equilibrio
Via Cortonese, 115

Rassegna Improvvisazione Teatrale

9lle (nuova produzione)

Continua la stagione di improvvisazione teatrale Perugia, all'Improvviso al teatro dell'Equilibrio. L'Associazione Voci e Progetti di Chianciano Terme torna a esibirsi sul palco del teatro perugino di via Cortonese 115 con una sua nuova produzione. Si tratta di 9lle, uno spettacolo che gli attori professionisti di Voci e Progetti propongono in prima assoluta.
Quattro sceneggiatori si ritrovano, loro malgrado perché obbligati da un grosso network televisivo, in una casa sperduta in campagna per cercare di tirare fuori un'idea vincente per un nuovo serial televisivo che sbaragli la concorrenza. Un improvviso blackout li costringe ad abbandonare il loro tradizionale metodo di lavoro e a iniziare a raccontarsi storie (le 9lle/novelle del nome del format) per cercare di tirare fuori l'idea giusta. É questo il contesto in cui nasceranno le storie più strane, divertenti, emozionanti. Il tutto, naturalmente, improvvisato.
L'appuntamento è quindi a Perugia per Sabato 26 Marzo ore 21.00 al teatro dell'Equilibrio di via Cortonese 115 con ingresso intero € 8,00 e ridotto € 6,00. Per ulteriori informazioni consultare il sito www.vocieprogetti.it
Gli altri appuntamenti della rassegna sono previsti per il
30 Aprile: Imprò Amatori Perugia vs Milano, sfida valida per le qualificazioni alla fase finale del prossimo campionato nazionale amatori.
13 Maggio la rassegna si conclude con Improhappening, una vera festa dell'improvvisazione perugina con ingresso libero.

Martedì 22 Marzo 2011

Doppio Finardi a Perugia: Venerdì la presentazione del libro, sabato in concerto al Norma club di Boneggio

In una iniziativa articolata in due giorni, che prevede un incontro pubblico ed un concerto, Perugia incontra Eugenio Finardi. L'artista milanese, ha deciso di tracciare un proprio bilancio professionale ed umano: lo ha fatto con un libro autobiografico scritto in collaborazione con Antonio D'errico (
"Spostare l'orizzonte - Come sopravvivere a 40 anni di vita Rock"
) e con una tourneè. La presentazione del libro sarà venerdì alle 18 nel corso di un incontro pubblico organizzato dall'Adisu e dal Norman presso il 110Cafe' di Via Pascoli, con ingresso aperto a tutti: l'evento è organizzato in collaborazione con l'associazione Banana Republic. La tappa perugina del Finardi electric tour 2011 è i Sabato al Norman, con il patrocinio dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Perugia. L'apertura delle porte sarà anticipata per l'occasione alle 22.30. Il concerto del cantautore sul palco del Club di Boneggio è già di per sè un evento per il prestigio dell'ospite, a ciò va aggiunto che Finardi è assente dalla città da moltissimo tempo Sono previste riduzioni sul biglietto d'ingresso per gli studenti in possesso del Tesserino Adisu
Corriere dell'Umbria Martedì 22 Marzo 2011

giovedì 17 marzo 2011

Gli Umbri che unirono l’Italia

Donne e uomini, popolani e nobili, religiosi e laici. Centocinquanta anni fa combatterono insieme per sottrarre l'Umbria all'egemonia papale e far parte del nascente Regno d'Italia. Simbolo ancora evidente del passato dominio del Papa-Re è la Rocca Paolina che i perugini assalirono il 13 dicembre del 1848. Ma già da tempo il fermento rivoluzionario era forte nelle terre pontificie. Gubbio era un centro di riferimento per la Carboneria in Umbria sin dai primi decenni del secolo.
A Città di Castello, nonostante il forte controllo papalino, venivano smerciati coccarde e nastri tricolori. ostentarli significava il carcere, ma ci fu anche chi, come il perugino Romualdo Ettorri, non si sottomise alla minaccia preferendo la condanna. Nei primi anni trenta dell'ottocento iniziava a farsi largo Francesco Guardabassi, futuro capo dell'opposizione liberale perugina. Fu lui, l'8 maggio del 1833, a mettersi a capo della rivolta contro i gendarmi pontifici che volevano perquisire la farmacia di Bernardino Tei, convinti che fosse un ritrovo di rivoluzionari. Quando i fratelli Bandiera, venuti a conoscenza dei moti rivoluzionari in corso, decisero di sbarcare in Calabria, anche un perugino si unì alla spedizione: Domenico Lupatelli, che morì fucilato a Cosenza il 25 luglio 1844. Allo scoppio della prima guerra d'indipendenza, il fermento umbro era così forte, che solo da Foligno partirono in più di 100.
E anche quando Pio IX decise di non appoggiare più la guerra contro gli austriaci, furono molti i folignati che disobbedirono alla volontà papale e rimasero al fronte. Il più famoso è Luigi Chianciani di Spoleto che tornerà dall'esilio solo dopo l'unificazione dell'Italia. Da lì a pochi anni i moti rivoluzionari portarono alla nascita della Repubblica Romana. Un'esperienza alla quale parteciparono ancora una volta molti umbri. Il 9 febbraio del 1849 un decreto dichiarò il Papa decaduto e la nascita della Repubblica. Atto che portava la firma di due umbri: Giovanni Pennacchi e Ariodante Fabretti. Ma la vita della Repubblica fu breve. Il Papa chiese aiuto ai francesi che, il 24 aprile 1849, sbarcarono a Civitavecchia.
S'inserisce qui la storia di una giovane diciassettenne di Città di Castello, desiderosa di portare il suo contributo alla causa repubblicana. Colomba Antonietti era una bella e giovane popolana che, tagliati i capelli e indossata la divisa, morì tra le braccia del marito in difesa della Repubblica Romana che crollò pochi giorni dopo. Nel 1859, con lo scoppio della seconda guerra d'indipendenza, 350 umbri partirono in aiuto dell'esercito piemontese. Il 14 giugno una delegazione di perugini guidata ancora da Guardabassi dichiarò l'indipendenza della città dallo Stato Pontificio, formando un governo provvisorio. La controffensiva papalina non si fece attendere: il 20 giugno le truppe del Papa invasero la città saccheggiandola e distruggendola. Episodio che fece scalpore in tutto il mondo, tanto da trovare spazio anche tra le pagine del New York Times. Ma la liberazione era vicina. Alla spedizione di Garibaldi partecipò anche l'orvietano Pietro Stagnetti che nell'elenco dei mille compare al numero 956. Con i successi dei garibaldini arrivò anche la libertà umbra. Era il 14 settembre 1860 quando, con i combattimenti di Porta Santa Margherita, i piemontesi liberarono la città. E ancora una volta un perugino fu tra i protagonisti della battaglia: il generale Giovanni Ruggia. Con il plebiscito del 9 novembre, 97.040 umbri contro 380 dichiararono di voler aderire al nuovo Stato. Con il decreto del commissario Napoleone Gioacchino Pepoli, il 15 dicembre la provincia dell'Umbria, formata dai territori delle antiche delegazioni pontificie di Perugia, Spoleto, Rieti e orvieto, divenne una realtà.
Gianluca Ruggirello
Giulia Serenelli
da QuattroColonne
Lunedì 21 Febbraio 2011

mercoledì 16 marzo 2011

Festa per i 150 anni dell'Unità nazionale a Tuoro

Anche il Comune di Tuoro si prepara a festeggiare i centocinquant'anni dell'Unità nazionale. In programma due giornate ricche di iniziative. Si partirà oggi alle 9,15 al teatro comunale dell'Accademia, dove gli alunni delle scuole del territorio prenderanno parte a una conferenza dello storico Gian Pietro Chiodini sul
"Risorgimento nella zona del Trasimeno."
Seguiranno alcune rappresentazioni, sempre sui temi del Risorgimento, con la partecipazione di Gianfranco Zampetti, Leandro Corbucci e l'ausilio di Franco Girolmoni. In serata, alle 19, nel centro storico, saranno in funzione taverne con un inedito quanto curioso "menù patriottico". É prevista inoltre un'esibizione della banda cittadina "G.A. Castellini". Domani alle 9.15 nella sala consiliare, si terrà un incontro con il generale di corpo d'armata dell'esercito italiano Giovan Battista Borrini, originario di Tuoro, che ha tra l'altro partecipato a diverse missioni di pace all'estero. Nel pomeriggio, alle 16, al teatro comunale dell'Accademia, sono previsti momenti di allegria con Gianfranco Zampetti e Leandro Corbucci. In programma, il "Telegiornale del Risorgimento" e la lettura di passi dell'Inferno dantesco tradotto in dialetto perugino.
"Mi auguro che le due giornate di celebrazioni, organizzate anche grazie alla fattiva collaborazione delle associazioni di volontariato e di preziosissimi ospiti - dice il sindaco di Tuoro, Mario Bocerani - vedano coinvolte e lascino un segno tangibile soprattutto nelle nuove generazioni. L'inizio dell'Italia unita, il suo percorso, lungo e faticoso, meritano tanta attenzione soprattutto oggi, in un momento in cui imperversano spinte secessioniste. In qualità di sindaco auspico, data l'unicità dell'evento, un'ampia partecipazione. Sollecito inoltre tutta la cittadinanza ad esporre il vessillo tricolore."
( ser. spac. )
Corriere dell'Umbria Mercoledì 16 Marzo 2011

martedì 15 marzo 2011

Workshop Giornalisti under 21 al Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia 2011

Il Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia organizza quest'anno un workshop specifico per i Giornalisti nell’Erba di età compresa tra i 15 e 21 anni (ovvero dalla prima classe delle superiori).
Il tema sarà (ovviamente) Giornalismo ambientale e sarà tenuto da Marco Gisotti, direttore di Modus Vivendi.
Ai giornalisti nell'erba che parteciperanno al workshop, previsto il giorno di apertura del Festival, a partire dalle ore 10 di mercoledì 13 aprile 2011 presso il Teatro Pavone di Perugia, verrà rilasciato un attestato di partecipazione.
Ai fini organizzativi, è importante far sapere al più presto - entro due o tre giorni - l'intento di partecipazione inviando una mail a questo indirizzo: info@giornalistinellerba.org.

helene duval segreteria dei partecipanti
333.6349937
ilrefuso.com
giornalistinellerba.org
06.94340043-06.9438665
info@giornalistinellerba.org
Comune di Perugia Martedì 15 Marzo 2011

Autovelox in Umbria: funzionano ed aumenteranno

Cinque nel Perugino e uno nel Ternano. Sono le postazioni fisse degli autovelox in Umbria, grande novità del 2010 che non ha reso la vita facile agli automobilisti. In entrambe le province, non a caso, le contestazioni ai velocisti della strada sono "esplose".
Perugia - Le postazioni fisse per autovelox agevolano l'attività di controllo della Polstrada di Perugia dall'anno scorso e i risultati si vedono: i verbali sono aumentati di circa il 20 per cento. Se nel 2009 infatti erano 1019, nel 2010 sono saliti a 1245. Le sanzioni variano a seconda della velocità registrata, ma siano consentiti due calcoli in termini di curo incamerati dallo Stato, perché i proventi delle multe vanno al ministero dei trasporti e delle infrastrutture e la quasi totalità (l'80 per cento) è reinvestita per sostenere interventi a favore della sicurezza stradale. Considerando dunque la sanzione medio-bassa di 159 curo, il frutto dei verbali dell'anno passato si aggira attorno ai 200mila curo.
Se si pensa alla sanzione da 500 curo, si arriva a una cifra superiore al mezzo milione. Tanto per dire quanto "vale" l'irrefrenabile vizio del piede troppo premuto sull'acceleratore. I punti controllati nel territorio della provincia perugina sono cinque e sono attivati a discrezione della polizia in base a "calendari" settimanali. I servizi sono gestiti interamente dalla sezione perugina della Stradale, con apparecchiature in dotazione; anche i rullini fotografici sono sviluppati direttamente dalla polizia di Perugia.
Questa, la ricordiamo, la mappa degli autovelox che funzionano nelle infrastrutture predisposte dall'Anas l'anno scorso. Sul raccordo autostradale Perugia-Bettolle, attenzione dopo lo svincolo di Piscille prima della galleria Volumni. Quanto alle strade statali, sulla 3 bis (Terni-Ravenna) ce ne sono due: uno all'altezza dello svincolo per il centro commerciale e un altro prima di Collestrada; altri due in località Ilci (Todi) all'incirca al chilometro 40.
Terni - In poco più di un'ora 108 fotografie. I clic degli autovelox, sistemati dalla polizia stradale di Terni vicino alle aree di servizio tra il raccordo e la E45, non si fermano mai anche se ora, a dire il vero, le infrazioni segnalate sono un po' diminuite. Bruciare tre rullini in poco più di 60 minuti vuol dire però che la velocità è ancora una tentazione a cui in troppi non sanno resistere. Basti pensare all'autovelox fisso sistemato da qualche mese sul raccordo Terni-Orte, vicino allo svincolo per San Liberato di Narni. Anche, in quel tratto della corsia sud al chilometro 52, in mezzo a due curve, le infrazioni si contano a centinaia anche se molti ormai conoscono i rischi a cui vanno incontro.
Il limite degli 80 chilometri orari viene ancora troppo spesso superato e le multe si accatastano sui tavoli della polizia stradale. E mentre il Comune di Narni progetta nuovi rilevatori di velocità sulla Flaminia e l'Ortana, un'altra strada maledetta dove l'estate scorsa persero la vita tre ragazzi, a Terni l'assessore Luigi Bencivenga ha dichiarato guerra ai pirati della strada. Per prima cosa, grazie al coordinamento della Prefettura, sono state individuate le zone più a rischio e si è quindi deciso di operare dove c'era più bisogno.
"Abbiamo cominciato con gli speed check a Campomicciolo, una strada dove l'estate scorsa c'erano stati gravissimi incidenti e poi siamo andati avanti."
Si tratta di rallentatori di velocità a cabina dove la misurazione avviene su un campione di veicoli in transito. Insomma c'è sempre un'opportunità di farla franca. Ma d'altra parte - come dice lo stesso Bencivenga -
"questi strumenti, a mio parere, devono avere una funzione soprattutto deterrente. I risultati sono già arrivati. É sufficiente scorrere i dati del monitoraggio trimestrale per rendersene conto. Dopo Campomicciolo siamo passati in viale Trento, un'altra strada che, nonostante le proteste dei residenti, per troppi anni è stata considerata alla stregua di un autodromo. Oggi non è più così. Basta andare a farsi un giro in auto da quelle parti e notare come le abitudini degli automobilisti siano cambiate."
All'inizio gli speed check hanno multato senza pietà, fino a 10 veicoli al giorno, ma adesso la gran parte dei veicoli in transito non supera i 50 chilometri orari. Ma Bencivenga non demorde e nonostante le polemiche in consiglio comunale tira diritto per la sua strada. Costellata di autovelox.
"Ne abbiamo già messi in bilancio altri tre - annuncia. Costeranno 300.000 curo, ma se la manovra passerà, li avremo presto in funzione."
Il Comune li piazzerà in viale Alfonsine, altra strada killer dove in estate morirono tre ragazzi, viale Aleardi e viale Leopardi, nei pressi dello stadio. Tre arterie stradali in parte interessate dai T-red ai semafori, ma dove la tentazione di premere troppo sul pedale dell'acceleratore è stata sempre molto forte.
[…] autovelox in Valnerina, tra Casteldilago di Arrone, Fontechiaruccia di Montefranco e il bivio per Terrìa di Ferentillo. Non manca dunque il lavoro per polizia stradale e vigili urbani. Ma lo stesso vale per i carabinieri che appena pochi giorni fa hanno bloccato e multato un giovane narnese al volante di una 500 abarth che ha avuto l'ardire di superare una pattuglia dell'Arma a 200 chilometri orari sul raccordo.
In casi come questi neppure 100 autovelox possono bastare.
Ma gioverà anche ricordare le sanzioni previste, variabili a seconda della velocità, come detto, e anche delle fasce orarie in cui si registra l'infrazione dei limiti di velocità.Per ogni violazione c'è anzitutto una tolleranza strumentale del 5 per cento, cui si aggiunge quella fino a cento chilometri orari, che è di 5 chilometri. Detratta la tolleranza, se si supera il limite di 10 chilometri orari, la sanzione è di 39 curo; da 10 a 40 chilometri orari è di 159 curo; da 40 a 60 chilometri orari è di 500; oltre 60 chilometri orari si arriva a 779 curo. C'è stato però un inasprimento, che ha comportato la considerazione delle infrazioni compiute in fascia notturna dalle 22 fino alle 10: per determinati tipi di sanzioni la multa così aumenta di un terzo. C'è poi il discorso dei punti decurtati: con la sanzione da 159 curo se ne perdono 3; con quella da 500 curo se ne perdono sei più la sospensione della patente, con quella da 779 curo via 10 punti e patente sospesa.
Alessandra Borghi
Corriere dell'Umbria Lunedì 14 Marzo 2011

giovedì 10 marzo 2011

Agriturismi in Umbria: controlli e multe della Forestale

Agriturismi sulla carta, alberghi di fatto. Affitti in nero e pubblicità ingannevole. Sono alcune delle situazioni emerse dagli accertamenti del corpo forestale dello Stato su 125 agriturismi dell'Umbria. Ieri il comandante regionale Guido Conti ha spiegato l'operazione che ha coinvolto i nuclei di polizia investigativa di entrambi i comandi provinciali. L'occhio della Forestale si è posato su una serie di attività, tratte da una lista fornita dalla Regione, che hanno ricevuto finanziamenti pubblici a fondo perduto nel biennio 2006-2008.
Di tutte le erogazioni previste dal Piano di sviluppo rurale 2000-2006 i controlli si sono concentrati solo sui casi dai 50mila a 100mla euro. Ciò ha portato a "selezionare" 108 strutture in provincia di Perugia e 17 in quella di Terni. Sono state elevate 42 sanzioni amministrative nel Perugino e 8 nel Ternano, con una media del 40% sui controlli effettuati.
In tutto le sanzioni ammontano a 34mila curo. Variegata la tipologia di illeciti amministrativi rilevati: mancata esposizione di tariffe, dei prodotti somministrati o delle autorizzazioni, mancata erogazione di servizi, superamento delle capacità ricettive, assenza di nulla osta sanitari, pubblicità ingannevole. Quanto alle condotte con rilievo penale, sono state comunicate alle procure competenti per territorio 8 notizie di reato, fra truffa aggravata, false attestazioni e abuso d'ufficio. Sono ad esempio emersi casi di affitti in nero percepiti sfruttando le unità immobiliari realizzate col concorso dei fondi pubblici. Oppure, secondo la Forestale, la qualifica di agricoltore era solo di facciata e finalizzata in realtà a coprire un'attività alberghiera. Ancora: la Forestale ha rilevato situazioni di attività agrituristiche mai avviate a distanza di anni dall' erogazione dei benefici economici e del completamento dell'attività edilizia, con le strutture usate per uso proprio dai beneficiari dei fondi. Un'ipotesi di truffa aggravata riguarda lavori che, secondo la Forestale, sarebbero stati collaudati senza essere stati finiti, con conseguente denuncia per false attestazioni anche del tecnico che ha eseguito il collaudo. Solo nel Perugino si ipotizza quindi che siano stati percepiti indebitamente circa 400mila euro. Sempre in provincia di Perugia un agriturismo è stato chiuso per mancanza di autorizzazioni da parte del comune. L'attività svolta dalla forestale, che continuerà ad opera dei comandi stazione sotto il profilo del rispetto della regolarità amministrativa, è mirata alla
"tutela delle strutture che si attengono alla legge"
, come precisato dal primo dirigente Guido Conti. É stato ricordato che l'Umbria detiene il primato italiano per numero di agriturismi, che sono circa 1700.
La media nazionale è infatti di 4 agriturismi ogni 10mila abitanti, mentre il dato ragionale parla di 18,2 ogni 10mila residenti. L'Umbria è sempre al primo posto anche considerato il rapporto per chilometri quadrati: 19,4 strutture per 100 km quadrati (concentrate per lo più nell'Assisano, in zona lago Trasimeno e nell' Eugubino), seguita dalla Toscana con 11,9 e Valle d'Aosta con 7. Ultime sono Calabria e Basilicata, rispettivamente con 0,9 e 0,2 agriturismi ogni 100 chilometri quadrati.
Alessandra Borghi
Corriere dell'Umbria Giovedì 10 Marzo 2011
L'importante è riuscire a prendere i contributi del Piano di sviluppo rurale della Regione. Poi se il casale ristrutturato diventa un agriturismo, come recita la documentazione presentata, la villa privata del proprietario, un ristorante o un albergo "normale", è una "sottigliezza". Per il Corpo forestale dello Stato, invece, è un'ipotetica truffa. L'attività di monitoraggio degli agriturismo umbri ha interessato 125 attività sulle circa 1.700 presenti sul territorio regionale.
Sono quelle che, in relazione al periodo 2006-2008, hanno usufruito di finanziamenti a fondo perduto da 50mila a 100mila euro. Otto situazioni sospette sono finite all'attenzione delle Procure della Repubblica di Perugia e di Terni che potrebbero avviare altrettante inchieste, ipotizzando anche responsabilità di funzionari pubblici: falso e abuso di ufficio. Perché, per citare uno dei casi scoperti dagli investigatori dei due comandi provinciali, una struttura di Narni, finanziata dalla Regione, era stata ristrutturata solo in parte, ma il collaudo era stato già vidimato dagli appositi uffici.
A Città della Pieve, invece, ha riferito il comandante regionale Guido Conti, i controlli hanno permesso di appurare che il titolare di un agriturismo, destinatario di 100mila euro, non aveva avviato l'attività. Nella struttura viveva con la sua famiglia in una parte, nell'altra aveva degli inquilini - non turisti - dai quali recepiva il canone d’affitto, ma in nero. E il padre, ha riferito il comandante regionale della Forestale, è un funzionario di Comunità montana, addetto proprio ai controlli sugli agriturismo.
Nella zona di Città di Castello e di Terni sono state individuate tre strutture, più o meno completate, ma mai avviate all'attività di ricezione. Che, come prevede la legge,  deve mantenere una percentuale di attività produttiva in ambito agricolo. Una mancanza che in alcuni casi la Forestale ha rilevato. Perché, agli otto casi di presente irregolarità penali che hanno comportato presunti bonus non dovuti per circa 400mila euro nella provincia di Perugia, di "errori" se ne aggiungono 50 (42 a Perugia, 8 a Terni) di natura amministrativa: mancata esposizione delle tariffe, superamento della capacità ricettiva autorizzata, pubblicità ingannevoli […]
Luca Fiorucci
Il Giornale dell'Umbria Giovedì 10 Marzo 2011

giovedì 3 marzo 2011

Umbria terra di santi e giocatori

Novanta milioni di euro tondi tondi. É la cifra spesa complessivamente in Umbria nello scorso mese di gennaio per lotterie, scommesse, gratta e vinci e giochi vari. Considerato che la popolazione è di circa 900mila unità, ogni umbro (compresi lattanti e vegliardi) ha consumato in media 100 euro nel primo mese dell'anno per tentare la sorte. In Italia hanno fatto di peggio solo Basilicata (dove sono stati spesi 46 milioni di euro: in media 78 euro a cittadino), Molise (33 milioni con una media pro capite di 103 euro) e Valle d'Aosta (13 milioni, in media 101 euro a testa).
In testa alla classifica delle regioni c'è largamente la Lombardia (dove sono stati spesi 1106 milioni con un costo a testa di 111 euro); seguono il Lazio (667 milioni, 117 a cittadino: la media più alta in Italia), la Campania (648 milioni, 111 euro pro capite). In termini percentuali, la regione dove si gioca e si scommette di meno è la Calabria: ogni calabrese, infatti, in gennaio ha tirato fuori poco più di 72 euro; seguono la Sicilia (con 74 euro a testa) e la Sardegna (spesa pro capite di 79 euro).
Complessivamente lo Stato ha incassato nel primo mese dell'anno quasi 5,9 miliardi di euro: +13,5% rispetto al gennaio 2010 che chiuse a 5,2 miliardi. In tutto l'Erario ha potuto contare su un introito di circa 816 milioni di euro, con una crescita del 2,25% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Complessivamente da giochi e scommesse, lo Stato ha guadagnato nel 2010 (fra prelievo e pagamento una tantum delle concessioni) qualcosa come 9,9 miliardi di euro, con una spesa complessiva per gli italiani che ha superato i 60 miliardi di euro. Insomma, se ognuno di noi avesse rinunciato a qualsiasi tipo di "tentazione" e avesse versato le somme spese direttamente nelle casse dell'Erario, avremmo potuto evitare un paio di manovre economiche.
Tornando all'Umbria, è interessante scandagliare come sono stati ripartiti quei 90 milioni di euro che in gennaio sono stati utilizzati per sfidare la fortuna. Apparecchi provvisori Con questa dizione si intendono sostanzialmente le slot machine che si trovano comunemente nei bar e nei luoghi di ritrovo. Gli umbri hanno "investito" in questo settore 55 milioni , ben più della metà di quelli spesi in totale. Le slot prevedono una giocata minima di 50 centesimi e massima di 2 euro; la vincita massima è di 200 euro. Bingo e scommesse ippiche Sono tipi di puntate che non piacciono particolarmente ai cittadini di questa regione. L'incasso, infatti, per la "tombola meccanizzata" si è fermato a un milione di euro. Medesima cifra è stata spesa per scommettere sui cavalli. Giochi a base sportiva Si tratta di giocate legate, appunto, ad avvenimenti di tipo sportivo: dal classico Totocalcio (che ha perso però molto del suo appeal che nei decenni scorsi ne faceva il sogno degli italiani: il famoso "13") al Totogol. E ancora scommesse a quota fissa sugli incontri di calcio, basket o altri sport, Big Match, Big Race e "Il 9", legato al Totocalcio che consiste nel pronosticare il risultato delle prime nove partite in schedina mediante i segni 1, X e 2. Per tutto questo, gli umbri nel mese di gennaio hanno speso complessivamente 5 milioni di euro. Lotterie Ben più consistente (14 milioni di euro, la seconda voce in assoluto) è la quota di denaro investita nell'acquisto di biglietti delle lotterie. In questa categoria rientrano non solo i tradizionali appuntamenti come la Lotteria Italia (il più famoso), ma soprattutto le cosiddette lotterie istantanee, i diffusissimi gratta e vinci che, declinati in molteplici forme, hanno in comune la caratteristica di far incassare immediatamente la vincita al giocatore. Lotto Il "contributo" dell'Umbria si ferma a 7 milioni di euro in un mese. Dopo la Lombardia che capeggia la speciale graduatoria con 89 milioni di euro spesi, segue ovviamente la Campania dove ne sono stati spesi 66. E i campani sono anche i cittadini che più hanno giocato al bingo: ben 27 milioni di euro, 5 in più di quelli spesi in Lombardia e in Sicilia. Giochi numerici a totalizzatore nazionale Secondo la definizione dei Monopoli di Stato, rientrano in questa categoria
"i giochi di sorte basati sulla scelta di numeri da parte dei consumatori all'atto della giocata, ovvero sull'attribuzione alla giocata medesima di numeri determinati casualmente, per i quali una quota predeterminata delle poste di gioco è conferita ad un unico montepremi, avente una base di raccolta di ampiezza non inferiore a quella nazionale, e che prevedono, altresì, la ripartizione in parti uguali del montepremi tra le giocate vincenti appartenenti alla medesima categoria di premi."
Al di là delle dizioni tecniche, si fa semplicemente riferimento a Superenalotto, Win for Life e Superstar. L'Umbria in gennaio ha contribuito con 3 milioni di euro. Giochi di abilità a distanza In inglese si utilizza il termine skill games , che comprende un insieme di giochi caratterizzati dalla maggiore prevalenza dell'abilità rispetto alla fortuna. Gli skill games possono essere praticati solo su siti on line gestiti da soggetti concessionari dei Monopoli e permettono in tutta legalità di giocare con denaro vero. Le vincite sono esentasse. Il più famoso e praticato è sicuramente il Poker Texas Hold'em che ha conosciuto un autentico boom da quando è arrivato in tv: addirittura c'è un canale satellitare dove si trasmettono in continuazione partite e tornei giocati in tutto il mondo. In Umbria sono stati spesi 4 milioni di euro; in Campania (la regione più attiva su questo fronte) addirittura 103. Conclusioni Agli umbri, dunque, piace giocare e scommettere, un po' di più della media nazionale che assegna ad ogni italiano una spesa in gennaio di circa 97 euro. Nella classifica generale per regioni, l'Umbria è al settimo posto, preceduta solo da Lazio, Lombardia, Campania, Abruzzo, Emilia Romagna e, di poco, Valle d'Aosta. Un risultato di cui andar fieri? Chissà, certo indice di una propensione al rischio che mal si concilia però con una certa qual parsimonia che contraddistingue gli abitanti di questa terra
Nicola Savino
Corriere dell'Umbria Martedì 1° Marzo 2011