martedì 27 luglio 2010

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venerdì 23 luglio 2010

Palio da dieci e lode a Passignano sul Trasimeno

Il Palio delle Barche ha attirato l'attenzione di centinaia di visitatori accorsi a Passignano sul Trasimeno
Tra le tante novità di questa ventisettesima edizione del Palio delle Barche ve n'è una di straordinario interesse. Infatti l'Ente Palio, neonato organismo di partecipata realizzazione dell'evento, ha curato la presenza per le vie del paese e presso la Rocca del castello di vere e proprie rappresentazioni per promuovere e diffondere la conoscenza e lo studio del mondo antico nelle sue varie e molteplici espressioni quali l'artigianato e una moltitudine di attività legate alle arti e mestieri della tradizione popolare.

É così che passeggiando tra le vie storiche ed il lungolago si possono osservare in piena attività gli abitanti di un villaggio medievale con arredi e attrezzi artigianali ed artisti, provenienti da diverse località italiane, in costume storico riecheggiante il medioevo che lavorando tutti sul posto, propongono arti mestieri e manufatti di un mercato medievale. Maniscalco, la zecca con fusione del metallo e battitura delle monete, rettilaio, fabbro, filatura della lana, telai, tombolo, filè, amanuense, cartaio, lettura dei tarocchi e altri ancora fanno conoscere come nascono le cose creando attenzione curiosità cultura, memoria.
L'arte della falconiera, sbandieratori, trampolieri, sputafuoco, artisti di strada, contribuiscono a ricreare un clima assolutamente suggestivo e realistico. Impossibile non visitarlo e non andarsene con in tasca una moneta appena coniata, un Palio (questo il nome del doblone) si porta via con tre euro e dà anche diritto ad assaggiare qualche leccornia dell'epoca, in molti assicurano che possederlo porti anche una discreta fortuna. Tutti gli artisti fanno parte della "Compagnia sipario Medioevale".
Per tornare al programma agonistico della competizione ieri sera è stata la volta del Rione Centro Storico che ha compiuto il percorso a terra con un tempo di 3 minuti e 35 secondi. Stasera invece ci saranno le prove generali. La prova si svolgerà in maniera del tutto identica al palio di domenica e servirà a stabilire le posizioni di partenza. Altro attesissimo evento della serata è la Corsa delle Brocche, competizione tutta al femminile con le "ancelle" dei rispettivi rioni che si sfidano in una corsa in costume medievale portando sul capo una brocca colma d'acqua. La vittoria è determinata da un rapporto tra l'ordine di arrivo e la quantità di liquido conservato. La cena sarà curata dal Rione Centro 2 e si proseguirà fino a tarda notte con il concerto di Trasimeno Blues di Otis Taylor
Sara Minciaroni
Corriere dell'Umbria Venerdì 23 Luglio 2010

Festa del Giacchio 2010 a Magione

Parte oggi la trentesima edizione della festa del Giacchio a San Feliciano. Anche per questo 2010 non poteva di certo mancare una delle feste più conosciute al Trasimeno, che vanta alle spalle anni di esperienza e che viene apprezzata soprattutto per la cucina e per i splendidi fuochi d'artificio che anche quest'anno chiuderanno in bellezza (domenica primo agosto alle 23,30) una settimana all'insegna del divertimento, della buona musica e della cultura. In questa edizione sarà, tra l'altro, effettuata, sempre domenica primo agosto, la premiazione dei vincitori del concorso fotografico "i tramonti del lago Trasimeno", organizzato dalla Pro loco di San Feliciano.
Un programma davvero ricco che propone per esempio, per questa sera alle ore 21,30 un incontro di calcio categoria esordienti Marra San Feliciano-Ventinella (quarto memorial "Maurizio Andreini"). Senza contare la possibilità di poter godere ogni sera di serate danzanti e dell'area Giacchio pub. Non rimane quindi che "fare un salto" a San Feliciano per scoprire le tante altre proposte e soprattutto i squisiti piatti a base di pesce e non solo
Corriere dell'Umbria Venerdì 23 Luglio 2010

mercoledì 21 luglio 2010

Arriva FareNight … ciao Tenera è la notte

Dopo dieci anni di onorato servizio, il contenitore culturale estivo "Tenera è la notte" va in pensione. Subentra FareNight, che l'assessore Cernicchi delinea in tre chiavi complementari. Un modo di reinterpretare la notte come luogo di sana socialità. Un salvare la cultura alzando la temperatura del progetto (non a caso, il punto di congelamento dell'acqua della scala Fahrenheit è fissato a 32 gradi). Infine, il riferimento al romanzo di Bradbury (poi film di Truffaut) in cui un sistema oppressivo manda al rogo tutti i libri, la cui conservazione è affidata alla testardaggine di un gruppo di volontari con memoria di ferro.
Date le premesse, veniamo al programma che si prospetta ricchissimo e vario. Anche per la disponibilità degli operatori culturali a lavorare gratis o suppergiù.
Il tema di quest'anno è intitolato "Hellò Balcani", ruotando intorno alle suggestioni etniche, artistiche e antropologiche dei popoli di quell'area europea. Il clou è in piazza IV Novembre, per San Lorenzo, con Goran Bregovic e la sua Wedding and Funeral Band. Crogiuolo di culture, contaminazione di stilemi, fra tradizione, tecnologia e suggestioni gitane.
Ancora i Balcani in "Le nuvole che passano", canto nostalgico di Liminalia, in piazza del Drago il 3 e 4 agosto: lirica, epica, nomadismi, tra guerre e storie migranti, fra tragedie vissute e incerti sogni di futuro. Ancora la musica con "Balkan Roots" (6 agosto alla Penna) e Vila in concerto (7 agosto, Piazza Grande): un gruppo di ben 60 elementi, con canto, danza e folclore. Gli Amici della Lirica, 20 e 27 agosto, al Museo Archeologico propongono "i Balcani, terra di magie" comprendente l'ascolto guidato di "Rusalka" (Dvorak) e "Il Castello del Duca Barbablù" (Bartok). Tre le esibizioni dei Solisti di Perugia, compagine che onora il nome della città: alla Penna il 29 luglio, il 5 e il 12 agosto. Performances legate al percorso calderoniano "La vita è sogno: metafore dell'essere umano."Da non perdere. Per la cultura locale, l'Accademia del Dónca propone alla Penna (30 luglio, 19 agosto, 2 settembre) l'affabulazione poetica sulla vita contadina "Quando se stava peggio", il "Belfagòr Arcidiavolo" di Machiavelli e "Cartoline da Perugia", frammenti in versi dell'Officina del Dialetto. Il Canguasto della Chiarini, il 26 agosto, presenta "Canti e cantine", poesia e cabaret, champagne e sbicchierate.
Il 16 agosto, Salvatore Silivestro dirige alla Penna l'orchestra Tartini con musica sudamericana da celebri film. Note a gogo ai chiostri di San Lorenzo e Sant'Anna, al parco di Santa Margherita, all'Archivio di Stato e alla Necropoli del Palazzone. Poi le figure animate di Mirabassi al Pian di Massiano e il teatro con gruppi locali a Monteluce.
Dentro l'ex Policlinico, "(R)estate insieme": 6 film da vedere in sdraia, tra un digestivo e un gelato. Alla terrazza del Lilli "Voci 'e notti", testi supportati da "Attori improbabili in cerca di pubblico", con intellettuali perugini in veste di lettori. Tutto, o quasi, a ingresso libero. Per apprezzare l'estate in città. Evento speciale la mostra, curata da Luca Beatrice, "Teatro e Sogno: da Chagall a Fellini", in Galleria Nazionale, dal 25 settembre al 9 gennaio 2011
Corriere dell'Umbria Mercoledì 21 Luglio 2010

domenica 18 luglio 2010

Palio delle Barche 2010 al via

Non vedono l'ora di sfidarsi per conquistare il Palio delle Barche, i quattro Rioni di Passignano, e senza dubbio i sette giorni che mancano alla gara che assegnerà l'ambito drappo, per i portatori e i rematori del Centro storico, del Centro Due, dell'Oliveto e del San Donato, saranno anche quest'anno quelli più lunghi.
Giorni scanditi dalle prove e dalle diverse incombenze della tradizionale liturgia del Palio, ma anche da innumerevoli manifestazioni collaterali. La consegna delle chiavi della città da parte del sindaco, Claudio Bellaveglia, al priore del Palio, questa sera, sul sagrato della chiesa parrocchiale, sarà l'atto che aprirà ufficialmente la settimana del Palio, ma si svolgerà un po' più tardi del consueto, e cioè alle 22,30, a suggellare una serata piena di iniziative: alle 19,30 una "cena grande" nella taverna storica di piazza Garibaldi, alle 21 la presentazione da parte di Alex Revelli (del fortunato programma televisivo "La prova del cuoco") dei piatti tipici che la taverna proporrà ogni sera per l'intera durata della manifestazione (sarà in funzione ogni sera dalle 19; venerdì, alle 20,30, alla Pineta del Popolo, aprirà inoltre la taverna del Portatore) e alle 22 un'esibizione degli sbandieratori di Montefalco (campioni nazionali in carica).
Domani sarà poi la giornata dell'incendio del Castello, spettacolo unico nel suo genere, che rievoca l'assalto alla Rocca medievale di Passignano attraverso uno spettacolo pirotecnico accompagnato da musiche e particolari effetti coreografici. Sarà anche, domani, il giorno in cui prenderanno il via le prove singole dei Rioni.
Si succederanno ogni sera (a partire dalle 19,30) fino a giovedì. A provare l'intero percorso della gara, saranno nell'ordine i Rioni Centro Due (vincitore della precedente edizione del Palio), Oliveto, San Donato e Centro Storico. Anche la giornata di venerdì sarà quindi fitta di iniziative. Prima (alle 16,30 in piazza Trento e Trieste), la "pesa" delle barche, poi (alle 19,30) la prova generale del Palio, quindi (alle 21,45, in pieno centro) la corsa delle brocche. Ma oltre agli appuntamenti tradizionali del Palio, tanti saranno gli spettacoli, le rievocazioni, i concerti.
Così martedì, alle 21,30, si potrà assistere a un balletto (a cura del Rione Oliveto) e a uno spettacolo teatrale (a cura del Cup) dedicati a "La Spada degli Oddi", mentre mercoledì, a partire dalle 22, il programma prevede uno spettacolo degli sbandieratori di Città della Pieve e una dimostrazione di Falconeria a cura dell'associazione Sipario medioevale. Seguiranno giovedì un'esibizione degli Armigeri del Girifalco di Cortona (alle 22) e uno spettacolo di cabaret (con i "7 Cervelli" ospiti del Rione Centro storico), presso la Pineta del Popolo (alle 22.30).
Venerdì sera si terrà inoltre a Passignano un duplice concerto, programmato nell'ambito di Trasimeno blues (sempre alla Pineta del Popolo), a cui seguirà musica con dj set fino all'alba. Sabato, mentre gli spettacoli proseguiranno presso la taverna del Portatore (alle 23, con la musica dal vivo degli "Enema Live"), la manifestazione entrerà nella sua fase cruciale.
Alle 21,30 un corteo storico percorrerà le vie centrali di Passignano e i Rioni si ritroveranno in piazza a promettersi vicendevolmente battaglia nel "Lancio della Sfida". Ancora una notte da trascorrere, poi arriverà il gran giorno del Palio. Alle 9 si svolgerà la benedizione delle barche, poi la processione dedicata a San Cristoforo, patrono di Passignano. Nel pomeriggio, alle 16,30 prenderà il via il corteo storico medievale, ricchissimo di figuranti.
 Il momento della verità arriverà intorno alle 18,30, quando i Rioni misureranno le proprie forze e la propria abilità per conquistare il Palio 2010. Il drappo (dipinto quest'anno da Elio Pasquali, artista molto legato al Trasimeno e a Passignano) sarà consegnato ai vincitori nel corso di una cerimonia ufficiale che si terrà alle 22, più o meno un'ora mezzo prima dello spettacolo pirotecnico che solo formalmente chiuderà la manifestazione, visto che i festeggiamenti - c'è da scommetterci - continueranno per quasi tutta la notte
Sergio Spaccapelo
Corriere dell'Umbria Domenica 18 Luglio 2010

venerdì 16 luglio 2010

Il minimetrò rischia la chiusura

Se domani mattina la presidente Catiuscia Marini avesse un'alzata d'ingegno e decidesse di chiudere la Regione, gettando le chiavi nella fontana maggiore e mandando a casa i 1.600 dipendenti, i risparmi non supererebbero i 60 milioni di euro l'anno. Non bazzecole, ma comunque insufficienti a tamponare il taglio biennale di 240 milioni previsto per l'Umbria dalla manovra finanziaria.
La traumatica soluzione non sorprenderebbe quanti, come ad esempio il presidente della Provincia di Perugia Marco Vinicio Guasticchi, difendono la sopravvivenza di enti intermedi nati un secolo e mezzo fa sostenendo che semmai a chiudere dovrebbero essere proprio loro, le massime istituzioni, in fondo venute alla luce solo un secolo dopo. E Guasticchi è del Pd, lo stesso partito della Marini. Quando si dice il fuoco amico. Tuttavia, anche volendo, non sarà proprio possibile tirar giù la saracinesca e al governo di palazzo Donini non resta che armarsi di cesoie formato gigante, visto che a Roma nella maratona di due giorni della Conferenza dei presidenti delle Regioni è tramontata l'idea di restituire le deleghe allo Stato. Decisione che ha evitato la spaccatura del fronte, ma che costringe a togliere subito dall'armadio la divisa del severo giardiniere potatore.
"Noi abbiamo confermato la posizione delle Regioni sulla manovra - spiega la Marini di ritorno sotto la calura dalla due giorni romana - e aspettiamo i provvedimenti finanziari che devono essere varati entro l'anno, su cui andremo a strutturare il bilancio del 2011. Su questo ci sarà una trattativa a settembre per cercare di riequilibrare i tagli sulla Finanziaria del prossimo anno. Nel frattempo il governo ci ha assicurato che imprimerà un'accelerazione al federalismo fiscale. Per noi va bene, vedremo quali sono le proposte. Ma è certo che con la manovra così com'è i bilanci non siamo in grado di costruirli. Bisogna aspettare i provvedimenti finanziari."
La presidente è soddisfatta della posizione unanime delle Regioni:
"Grazie al documento sottoscritto abbiamo salvaguardato il profilo istituzionale della Conferenza e affermato l'impegno per la difesa dei territori da noi rappresentati."
Ma qualsiasi siano i rapporti fra le Regioni e l'esito del confronto con lo Stato, il bilancio dell'ente umbro dovrà essere ampiamente riorganizzato e ristrutturato. Sarebbe più semplice reinventarlo partendo da zero. L'assessore Franco Tomassoni, convocato a Palazzo Cesaroni dal presidente della prima commissione consiliare Oliviero Dottorini (Idv) per una audizione ( vedi articolo sotto ), ha annunciato conti "ridotti all'osso" con in previsione
"solo l'organizzazione di servizi essenziali e primari."
I tagli, ha spiegato Tomassoni, incideranno pesantemente e colpiranno soprattutto
"le politiche incentivanti di servizi essenziali e primari."
La Regione non potrà spegnere il motore, ma per il piano b le scelte sono poche: tagli o aumenti delle tariffe. Nel quadro fosco dell'emorragia delle risorse, il nodo più preoccupante è il trasporto. Già a gennaio a Perugia potrebbe finire le sue corse il minimetrò, che trova il pareggio di bilancio grazie ai cinque milioni di euro che la Regione non potrà più elargire.
Uno studio dell'agenzia delle aziende di trasporto pubblico ha simulato gli effetti della manovra sulle tariffe: il biglietto passerebbe da un euro ad uno e 80, l'abbonamento per studenti e pendolari che ora costa 32 euro ne costerebbe dai 45 ai 57, mentre l'impatto occupazionale sarebbe dai novemila ei diciottomila addetti in meno. Effetti che maturerebbero in questo e in altri settori a breve giro di posta, entro la fine dell'anno e i primi mesi del 2011.
E razionalizzare la sanità riducendo ad esempio le Asl, come suggerisce da tempo il centrodestra e anche alcune forze del centrosinistra? Sembra che il risparmio con una Azienda unica si aggirerebbe sui 400mila euro, quelli del manager mandati a casa. Non sono da buttare via, ma non risolvono.
Intanto però hanno i giorni contati le Comunità montane e gli Ati così come sono stati riformati - dopo tanto penare e non proprio utilmente - nella passata legislatura.
La giunta sta elaborando una proposta. Si sa che per acqua e rifiuti ci sarà un Ato unico, mentre per gli altri Ati verranno ridate le funzioni (ad esempio il sociale e il turismo) ai Comuni, che dovrebbero costituire le famose Unioni con cui consorziare i servizi. A ciò è legata anche la riforma dei cinque enti montani, il cui assillo è il destino dei 1038 dipendenti, di cui circa 600 forestali e i restanti dipendenti pubblici.
Il disegno a cui sta pensando il massimo esecutivo sarebbe quello di scorporare i forestali e inserirli in una Agenzia, a cui tra l'altro dovrebbero far capo anche una parte dell'Arusia (la restante più tecnica verrebbe attaccata all'assessorato all'agricoltura), una parte dei consorzi di bonifica, il Parco tecnologico alimentare 3a e la parte agricola della forestazione. Un disegno su cui la giunta regionale non vuole e non può perdere tempo. Le Comunità montane, ha spiegato proprio Tomassoni in commissione, per i mancati trasferimenti dello Stato hanno già avuto difficoltà a chiudere i bilanci. Sono stati sostenuti dai fondi della Regione, che ora non ci sono più.
lucia.baroncini@alice.it
Lucia Baroncini
Corriere dell'Umbria Venerdì 16 Luglio 2010

giovedì 15 luglio 2010

La crisi in Umbria

Andare a conoscere le ragioni profonde della crisi. Scoprire quando e dove nasce. Arrivare a toccare le sue radici: in Italia e in Umbria. “Il posizionamento dell'Umbria nella crisi" è uno studio elaborato dal Servizio programmazione strategica generale dell'Area della Regione (in particolare è stato curato da Michela Furiani, con la collaborazione di Pino Minelli) che analizza la dinamica della crisi e i segnali di ripresa che hanno coinvolto la nostra regione. 
Una analisi dettagliata che ha studiato gli indicatori più aggiornati disponibili per tutte le regioni italiane ed evidenziando per ognuno il posizionamento dell'Umbria. Un lungo percorso all'interno della crisi che ha colpito l'Umbria che il nostro giornale seguirà a puntate per spiegare le radici della stessa e i possibili segnali di ripresa. Lo studio fotografa una realtà che sta subendo i pesanti effetti della crisi, anche se non in misura superiore a molte altre regioni. Il generale deterioramento degli indicatori economici seguito all'esplodere della crisi si è calato in una situazione non ottimale, ma comunque caratterizzata da un discreto livello di sviluppo registrato fino al 2008 in cui, accanto a performance dei principali indicatori macroeconomici (Pil, consumi, investimenti) mediamente in linea con la media nazionale, si sono registrati progressi straordinari sul versante dell'occupazione, anche rispetto ad alcune criticità storiche come l'occupazione femminile e giovanile. 
Nel 2009, dopo una fase iniziale di rapido deterioramento dei livelli di produzione e di riduzione dei consumi, è seguito anche in Umbria un miglioramento delle aspettative, ed un'attenuazione della caduta dei livelli di produzione e consumo.
Gli effetti della crisi si stanno scaricando in modo sensibile sull'occupazione, nonostante la presenza di una rete di protezione - la cassa integrazione - che nel corso dell'anno è stata estesa anche a soggetti prima non coperti. I primi indicatori esaminati sono quelli relativi al livello della produzione, al livello degli ordini e alle tendenza della produzione, elaborati dall'Isae sulla base dei risultati di indagini qualitative condotte su un campione di imprese.
Essi misurano, rispettivamente, le variazioni della produzione e degli ordinativi e le aspettative sul livello della produzione e sono calcolati come saldo tra le risposte favorevoli e sfavorevoli ottenute. Livello della produzione Continuano a rimanere negativi in tutte le regioni i giudizi sul livello della produzione, anche se nel primo trimestre del 2010 questo indicatore risulta in miglioramento rispetto ai valori del 2009 quasi ovunque. 
Uniche eccezioni sono rappresentate da Basilicata e Sardegna dove l'ulteriore deterioramento del Livello della produzione è probabilmente fortemente influenzato dalle situazioni contingenti dell'industria dell'auto per la prima e della chimica per la seconda che incidono pesantemente sui rispettivi sistemi produttivi regionali. L'Umbria si colloca in settima posizione tra le regioni italiane, con un valore dell'indicatore pari a -34,4, sostanzialmente in linea con quanto registrato nelle regioni vicine: Marche, Toscana ed Emilia Romagna.
Livello degli ordini Anche l'indicatore relativo al livello degli ordini relativo a marzo 2010 continua a presentare valori negativi in tutte le regioni italiane, sebbene, anche in questo caso, con valori in miglioramento rispetto al 2009. L'Umbria fa registrare un saldo pari a -29,6, posizionandosi al quarto posto tra le regioni italiane e migliorando la propria performance rispetto alle ultime rilevazioni. L'indicatore relativo alla Tendenza della produzione - che come detto si riferisce alle future aspettative degli imprenditori - assume invece valori positivi in tutte le regioni, consolidando un trend di progressivo miglioramento avviato già nell'ultima parte del 2009. Rispetto alle rilevazioni precedenti, arretra un po' l'Umbria: il dato relativo al mese di maggio 2010 è pari a +12, un dato che la colloca al dodicesimo posto tra le regioni italiane insieme a Emilia Romagna e Lombardia
lu.fel.
Corriere dell'Umbria Giovedì 15 Luglio 2010

mercoledì 14 luglio 2010

Enpa Umbria: Migliaia di cuccioli abbandonati in Umbria

L'Enpa regionale lancia l'allarme. Ogni anno in Umbria vengono abbandonati migliaia di cuccioli. Basta tenere conto che solo al
"Centro ospitalità per animali Susa"
di Collestrada, a Perugia, ogni dodici mesi vengono accolti oltre cento piccoli cani. Se si prendono in esame tutti gli altri rifugi per quattro zampe sparsi nel territorio umbro, il totale è bello che fatto. E questo senza calcolare gli animali adulti (circa duecento all'anno quelli che arrivano solo a Collestrada). Ma non solo. Perché se si tengono in considerazione anche i gatti, il problema relativo agli abbandoni e alle relative difficoltà in cui operano canili e gattili emerge in tutta la sua portata. Il riferimento è sempre la struttura di Collestrada. Che, da gennaio in qua, ha già dato ospitalità a 160 felini (che sono andati a sommarsi ai 150 già presenti). La costruzione di nuove strutture porterebbe sì a un giovamento, ma solo temporaneo. Le soluzioni giuste vengono indicate dall'Enpa.
"Urgono due cose: la prima, la sterilizzazione di cani e gatti. La seconda, la microchippatura dei cani."
A parlare è Paola Matrigali, responsabile del rifugio di Collestrada, presidente della sezione perugina e coordinatrice umbra dell'Ente nazionale protezione animali. Il curriculum, dunque, è di quelli "qualificati". Ci riceve nel suo ufficio, all'interno del casolare che presidia il centro per ospitalità di Collestrada. Attorno ci ronzano tre piccoli meticci, "privilegiati" rispetto agli altri cani che popolano i box. Si avvicinano curiosi, provano giusto ad annusare, ma come tendi la mano si allontanano in un battibaleno. Segno che l'uomo "sconosciuto", per loro, è ancora un'incognita. Della quale è meglio diffidare. Tutt'altra cosa nei confronti di Paola, che si rivolge loro come a delle persone. Un'attenzione ricambiata. Procediamo con ordine, partendo dai cani. Ad oggi, a Collestrada, sono in 430.
"Il picco massimo - sottolinea Matrigali - che abbiamo mai raggiunto. In Umbria, però, i fenomeni del randagismo e dell'abbandono non esistono. I cani che arrivano qui da noi sono quelli che i padroni irresponsabili lasciano vagare in giro da soli, perché "tanto tornano". Arriva poi il cittadino civile che, vedendoli, li raccoglie e li porta al canile comunale. Il problema è che la stragrande maggioranza di questi è sprovvisto di microchip. Quindi, è impossibile risalire al padrone."
E qui sta il punto centrale.
"Serve una campagna seria a livello regionale che unisca Asl, Regione, Comuni, associazioni animaliste e Ordine dei medici veterinari per promuovere la microchippatura dei cani e la sterilizzazione di cani e gatti."
Un progetto in tal senso - che prevedeva la possibilità di sterilizzare e di inserire il microchip a prezzi ridotti o a costo zero per le persone in maggiore disagio - sarebbe dovuto partire lo scorso febbraio. Le parti erano tutte d'accordo. Ma ancora è tutto fermo senza una valida motivazione.
"L'abbandono - precisa Matrigali - interessa solo i cuccioli, nati da femmine che non vengono sterilizzate."
Insomma, è proprio il caso del cane che si morde la coda. Un problema è diretta conseguenza dell'altro. Anche perché il numero di adozioni è buono - 91 cani da gennaio - ma il saldo con gli arrivi è in profondo passivo. Capitolo felini. Qui la situazione si fa ancora più complicata. I gattili, infatti, non sono riconosciuti dalla legge. Quindi tali strutture non ricevono un euro da parte pubblica. E la struttura di Collestrada non fa certo eccezione alla regola.
"Il fatto - sottolinea Matrigali - che i gatti vengono portati qui è segno di una accresciuta sensibilità da parte della gente. Almeno significa che non vengono uccisi in maniera barbara. Ma, allo stesso tempo, è un gesto irresponsabile, perché la nostra struttura (chiamata "
Villaggio dei gatti
", ndr) può accogliere cuccioli e gatti feriti, o i cui proprietari non possono più accudire per serie cause di forza maggiore. Invece si presentano qui persone con cucciolate di decine di elementi, partoriti dalla loro gatta, che naturalmente non hanno sterilizzato."
E l'apporto delle adozioni è esiguo: da gennaio hanno trovato una famiglia solo sedici gatti. Altro problema annoso: le colonie di felini. L'Asl procede a controllarle dal punto di vista sanitario, ma seguirle tutte è impossibile causa il numero elevato.
"Per questo motivo - sempre Matrigali - insieme a Comune e Asl abbiamo presentato alla Regione un progetto di censimento di tutte le colonie di gatti presenti nel territorio perugino, così da tenerle sotto controllo e, soprattutto, sterilizzarle."
La speranza è che tale piano venga accolto. Ma il servizio (affidato ai ragazzi del servizio civile volontario) andrebbe a gravare sulle casse ministeriali: visti gli attuali tempi di magra, i dubbi sul placet sono piuttosto concreti
Daniele Brizi
Corriere dell'Umbria Mercoledì 14 Luglio 2010

Palio delle barche di Passignano sul Trasimeno edizione 2010

[...] Passignano sul Trasimeno si appresta a ripercorrere uno dei momenti più suggestivi ed emozionanti della città: il Palio delle barche che porta con sé non solo grande spettacolo, ma cultura e usanze. Pratagonisti dell'evento, in programma dal 18 al 25 luglio, quattro barche insieme ai loro portatori, 60 per ciascuno dei quattro rioni: Centro storico, Centro due, Oliveto e San Donato. Una sfida che narra di antiche gesta, che ripercorre gli ultimi sanguinosi atti della guerra, era il 1495, fra le nobili famiglie degli Oddi e dei Baglioni. L'iniziativa, giunta alla 27esima edizione, è stata presentata ieri nella sala Pagliacci della Provincia di Perugia.
"Una manifestazione - ha commentato il presidente dell'Ente Marco Vinicio Guasticchi - che ben rappresenta lo spirito del nostro territorio e che valorizza le nostre tradizioni. Per questo, la Provincia ha adottato il Palio delle barche: per la sua straordinaria valenza e per la sua capacità di promuovere il turismo, l'enogastronomia, l'artigianato e la nostra cultura."
Un'iniziativa - ha fatto eco il sindaco della città lacustre, Claudio Bellaveglia - che
"abbraccia una pluralità di ambiti e capace di coinvolgere l'intera comunità con i rioni che lavorano tutto l'anno per la riuscita dell'evento."
Un'edizione con tante novità, fra cui la costituzione dell'ente Palio delle barche, coordinato da Stefano Dini, cui il Comune contribuirà con un finanziamento di 15 mila euro all'anno per i prossimi 10 anni.
"Questo - ha detto il sindaco - a dimostrazione del salto di qualità che la manifestazione sta intraprendendo."
E ha aggiunto che Passignano è
"una porta importante dell'Umbria che intercetta flussi turistici di rilievo."
L'assessore comunale Luca Briziarelli ha sottolineato il coinvolgimento delle associazioni del territorio e degli operatori turistici e commerciali della zona. E di sinergia fra Provincia e Comuni ha parlato l'assessore provinciale Roberto Bertini secondo cui,
"ancor più in tempo di ristrettezze economiche il gioco di squadra è da un lato necessario, dall'altro accresce il livello di qualificazione degli eventi."
Tre le fasi del palio: la prima, in acqua, con la barca guidata da due rematori; la seconda, "barche in spalla" tra le viuzze del paese e del castello medievale; la terza, decisiva, di nuovo in acqua. Previste mostre di pittura, di fotografia, di merletto, un mercatino dell'artigianato, spettacoli teatrali, musicali e di danza, gli sbandieratori, concerti e tanto altro
Gaia Nicchi
Corriere dell'Umbria Mercoledì 14 Luglio 2010

martedì 13 luglio 2010

Ancora uno stop per la Perugia-Ancona

La Perugia-Ancona può attendere. Il Consiglio di Stato non si è pronunciato sull'appalto della variante alla strada statale 318 ‘di Valfabbrica’ nel tratto compreso tra Valfabbrica e Casacastalda, lungo la Perugia-Ancona.
Infatti come annunciato nei giorni scorsi la ditta che si era aggiudicata l'appalto la Carena Impresa di Genova e l'Anas avevano presentato un ricorso alla decisione del Tar Umbria che aveva chiesto la sospensiva dell'efficacia della gara di appalto per i lavori di questo tratto di strada, sulla base del ricorso presentato dalla Pivato, ditta seconda classificata nella procedura.
Come spiega sconsolato il sindaco Ottavio Anastasi - che da sempre si sta impegnando per cercare di sbloccare i lavori su questo tratto di strada - il Consiglio di Stato ha deciso di attendere il pronunciamento del Tribunale amministrativo previsto per il prossimo autunno.
Una vicenda che rischia di prolungare ancor più la ripresa dei lavori su questo tratto di strada tra Valfabbrica e Casacastalda che rappresenta un vero e proprio collo di bottiglia formato da un tratto, a dir poco, tortuoso aggravato da una mole considerevole di traffico pesante. Insomma - come aggiunge il sindaco Anastasi - si rischia di perdere un altro anno considerando che il pronunciamento del Tar arriverà in autunno e sino alla primavera successiva sarà molto difficile riprenderli.
Lavori che hanno avuto una storia decisamente travagliati considerando che questo appalto fa riferimento al completamento dei lavori iniziati dalla ditta Grassetto, interrotti nel 2007, quindi tre anni fa. Gli interventi oggetto dell'appalto consistono quindi nel completamento dell'opera avviata per un tratto di circa 4 chilometri e includono l'ultimazione dello scavo della galleria ‘Picchiarellà, la realizzazione di un'altra galleria di circa 300 metri e di 6 viadotti in parte già realizzati.
La durata dei lavori è prevista in circa 2 anni e mezzo, a partire dalla consegna. Una volta completata, l'opera si collegherà a est con un ulteriore tratto di variante in via di ultimazione fino a Sospertole, che si congiunge a sua volta con il tracciato a quattro corsie già aperto al traffico, consentendo quindi di bypassare completamente l'attuale strada statale 318 da Valfabbrica fino a Fossato di Vico. Il tratto Valfabbrica-Casacastalda-Sospertole funzionerà a 2 corsie in attesa dei lavori per il raddoppio delle gallerie "Picchiarella" e "Casacastalda", già programmati dall'Anas per un investimento complessivo di circa 100 milioni di euro, che consentiranno la continuità delle quattro corsie lungo tutta la direttrice Perugia-Ancona. I lavori saranno appaltati nei tempi consentiti dall'effettiva disponibilità delle risorse finanziarie
Salvatore Zenobi
Corriere dell'Umbria Martedì 13 Luglio 2010

New slot da bar e pizzo? Si combatte con gli 007

Degli 007 veri e propri per tenere sotto controllo i furbetti delle new slot machine e chi si approfitta a tal punto da chiedere una sorta di "pizzo". Si sta parlando di un malcostume che sarebbe abbastanza diffuso, ma le cui dimensioni sono emerse di recente a seguito della denuncia fatta da un noleggiatore umbro di slot machine nei confronti del proprietario di un locale che gli chiedeva di sborsare una somma di denaro per tenere le sue macchinette. L'episodio è diventato il motore per effettuare un'inchiesta più vasta perché non sarebbe questo un caso isolato e diversi noleggiatori si troverebbero davanti a richieste esose oltre che illegali.
La diffusione del fenomeno è stata messa in evidenza da una serie di approfondimenti che un quotidiano on line del settore, "Gioco&giochi" ha effettuato, raccogliendo anche i pareri di chi si trova a lavorare con questo balzello in più.
"Esercenti che tentano vere e proprie estorsioni nei confronti del noleggiatore e, quel che è peggio, alcuni gestori che propongono loro stessi tangenti per scalzare la concorrenza e accaparrarsi le piazze più ghiotte del mercato - spiega Claudia Cencini, responsabile del quotidiano on line -. Oggi se non accetti di pagare non entri in un bar ci ha raccontato un piccolo noleggiatore e parla di gara da parte di grossi noleggi che hanno slot per così dire anomale rispetto alla normativa dei Monopoli, facendo implicito riferimento al pay out, cioè la percentuale di restituzione del giocato, che per legge si attesta su un minimo del 75% ma di fatto supera spesso l'80% vuoi per manomissioni della macchina che per i trucchetti dei giocatori più smaliziati in grado di pilotare l'erogazione delle vincite. Finora i controlli sono stati effettuati soprattutto dalle forze dell'ordine, in particolare Finanza e polizia municipale; ora che i Monopoli hanno siglato di recente un accordo con la Siae arriveranno nei locali di gioco dei controllori ad hoc, una specie di 007, ma c'è da credere - conclude la Cencini - che non sarà facile entrare dietro le quinte di negoziati per così dire sotterranei che alimentano un tessuto illegale a discapito della stragrande maggioranza degli operatori che operano nella legalità"
Corriere dell'Umbria Martedì 13 Luglio 2010

lunedì 12 luglio 2010

Umbria Jazz contro Eurochocolate

Umbria Jazz è appena iniziata e già è scoppiata la prima polemica con Eurochocolate. Niente dichiarazioni al vetriolo come in passato, tra Carlo Pagnotta ed Eugenio Guarducci, questa volta la disfida si combatte a colpi di comunicati zeppi di percentuali e di classifiche per stabilire qual è l'evento culturale e spettacolistico più seguito in Italia. Il primo luglio l'ufficio stampa della kermesse del cacao aveva diramato una nota con la quale si poneva in grande evidenza il quarto posto raggiunto da Eurochocolate nella speciale classifica che "Stage Up", portale giornalistico di sport business nato del 1999, ha redatto sulla base di una ricerca demoscopica annuale dal titolo
"Sponsor Value - Cultura e spettacolo"
(vi si analizza la domanda e l'offerta connessa agli eventi di tutta la Penisola). Il quarto posto di Eurochocolate lasciava a bocca aperta un poì tutti perché che si posizionava alle spalle del Carnevale di Venezia, della mostra del Cinema di Venezia e del Palio di Siena ma soprattutto perché era prima della Festa del Cinema di Roma e della Fiera del Libro di Torino.
Nella classifica tra i primi 10 non c'erano altri festival umbri e veniva segnalato come la manifestazione di Guarducci avesse nel 2009 risalito una posizione rispetto all'anno precedente e come, con i suoi 28 milioni di interessati, si era andata a piazzare addirittura, nella classifica per tasso di crescita (più 12,8%), al terzo posto dopo il festival dell'Economia e il festival di Giffoni.
Sono passati alcuni giorni di inspiegabile silenzio, visto che l'uscita del sondaggio era avvenuta a fine giugno, e poi il 10 luglio è arrivato sul tavolo delle redazioni un nuovo comunicato nel quale veniva specificato che Umbria Jazz, nella stessa ricerca demoscopica, si era piazzato al 15 posto, con 17 milioni di interessati, ma era al primo posto nella classifica degli eventi umbri, persino prima dal Festival dei Due Mondi. Il che vuol dire che uj si era girata, aveva guardato chi ci fosse dietro ma non aveva pensato a controllare se c'era qualcuno anche davanti. In buona o cattiva fede? Con molta probabilità la 'svistà è stata voluta però è stata dettata dalla convinzione più ferma, da parte di Pagnotta e dell'associazione Uj, che Eurochocolate non è, e probabilmente non lo sarà mai , un evento puramente culturale.
Una posizione che si potrebbe anche condividere se in tutto questo non esistesse una contraddizione in termini: se per Umbria Jazz Eurochocolate va cancellata dalla classifica stilata da Stage Up allora andrebbero cancellati anche Vinitaly (10 posto), Miss Italia (9 posto), il Palio di Siena (3 posto) e altri, quindi la festa del jazz perugina non sarebbe più al quindicesimo posto, come è scritto nella nota, ma avrebbe una posizione ben più alta rispetto a quella data nel comunicato. Per quanto riguarda il tasso di crescita di interesse, che in Eurochocolate è, come già detto, del 12,8%, uj è in linea con la media degli altri festival dello stesso genere
"confermandosi un evento a forte fidelizzazione ed elevate potenzialità in termini di ripercussioni sul territorio."
A questa "classifica della discordia" è impossibile dare interpretazioni personali perché si tratta di soli numeri e di percentuali. Si può, eventualmente, ignorare, sottovalutare, criticare ma non dare letture diverse da quelle che vengono date da una fredda enumerazione di dati. Forse è seriamente opinabile la base di partenza della ricerca stessa che mette insieme eventi culturali puri (laddove il "commercio" non è preminente) ad eventi culturali impuri (con il business in primo piano). Il binomio
"eventi culturali e spettacolistici"
dà spazio a molte interprestazioni in alcuni casi non ben accette da chi fa riferimento alla classifica in sé e perde di vista il fine della ricerca stessa voluta dal portale che, come spiega il suo presidente,
"mira a porre in evidenza come i 140 milioni di euro di potenziale indotto del patrimonio culturale italiano è strettamente legato alla capacità di utilizzare i giacimenti culturali, al momento sottoutilizzati, trasformandoli in crescita e sviluppo economico"

Mark Knopfler sul di Umbria Jazz

É forse il concerto più atteso della edizione 2010 di Umbria Jazz, di sicuro sarà il più popolato di ascoltatori che con motivazioni molteplici affolleranno l'arena di Santa Giuliana. É una ritualità ben conosciuta a Umbria Jazz che ogni volta che si discosta dal jazz più puro, per lanciarsi nei territori vicini del pop e del rock, vede stabilire nuovi record di affluenza, masse eterogenee di pubblico: segnale evidente che il jazz è ancora e nonostante tutto, associato a un tipo di musica intellettualistica, elitaria e quindi con uno scarso appeal comunicativo.
Per attirare grandi masse ci vuole ben altro e questo Umbria Jazz l'ha capito ben altro, spostando a volte l'obiettivo dal jazz più ortodosso che ormai alla fine del primo decennio del secondo millennio, sembra aver poco da aggiungere a quanto è stato già fatto da suoi più grandi epigoni, alla musica di qualità, restando quindi negli ambiti "dignitosi" di un compromesso utile per la propria sopravvivenza e per quella dello stesso jazz.
Sta di fatto che questa sera a contribuire a una decisa variazione sul tema del jazz, sarà Mark Knopfler, ex leader dei Dire Straits che oramai da una decina di anni è avviato su una solitaria carriera solista. Solitaria, non tanto perché non possiede un suo pur nutrito ambito di estimatori, quanto perché più meditativa e incline, più che a soddisfare i gusti di un pubblico alla ricerca disperata di un passato glorioso e di quel sound anthemico che caratterizzò i Dire Straits, ad una profonda ricerca interiore, delle proprie radici, sia culturali che musicali.
Non è un caso che nel suo ultimo album Get Lucky, il chitarrista di Glasgow fa spesso riferimento a ballad dagli echi celtici, al folk più autentico, insieme alla lingua del blues e alla sintassi del country senza mai perdere in coerenza.
C'è chi lo accusa di essere retrò, chi la associa al Bob Dylan più ispirato, chi lo ritiene datato e poco radiofonico e lui per tutta risposta non fa altro che raccontare se stesso con le sue storie di vita vissuta, sintesi di un minimalismo che lo rende insieme colmo di un mood caldo e rilassato come quando seduti in un pub davanti ad una pinta di birra il racconto orale di chi ha qualche anno di vita in più sulle spalle, ridiventa motivo di condivisione e di risate. Anche sotto l'aspetto musicale, Knopfler coniuga un parsimonioso minimalismo che rende i suoi prodotti eleganti e raffinati, ma soprattutto al di là di ogni improbabile moda. Knopfler è forse da annoverare tra quegli artisti che piuttosto che l'enfasi e la ridondanza, preferisce incedere per sottrazione, centellinando i suoi interventi diretti alla chitarra, ma impreziosendoli con tessiture armoniche e arpeggi con il suo tipico stile fingerpick. Chi insomma, questa sera, cercherà nel concerto il leader dei Dire Straits forse rimarrà deluso, chi invece cercherà un artista maturo alla ricerca delle motivazioni più autentiche del suo fare musica, avrà una buona occasione di ascolto
Claudio Bianconi
Corriere dell'Umbria Lunedì 12 Luglio 2010

domenica 11 luglio 2010

Sant'Andrea delle Fratte polo energetico

Protagonisti L'assessore Pesaresi e il professor Cotana Cresce la voglia di fotovoltaico a Sant'Andrea delle Fratte, tanto che la grande area industriale e commerciale a poca distanza dall'ospedale Santa Maria della Misericordia si candida a diventare un vero e proprio polo energetico regionale per ciò che riguarda la filiera della produzione ecosostenibile.
Il progetto di riqualificazione energetica, promosso dal consorzio Le Fratte di concerto a Comune e Università di Perugia, man mano che passa il tempo raccoglie nuove adesioni.
Le aziende che hanno detto sì all'installazione di impianti fotovoltaici sui tetti dei propri capannoni sono salite a 24. Un numero destinato ancora ad aumentare fino ad aprile 2011, quando i lavori - secondo i piani di avanzamento del progetto - dovrebbero avere termine. Ma la svolta verde dell'area industriale della periferia perugina, che conta circa 750 aziende per cinquemila addetti, non si ferma qui.
Nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta ieri mattina nella sala Rossa di palazzo dei Priori e alla quale hanno preso parte l'assessore comunale all'Ambiente Lorena Pesaresi, il direttore del Centro ricerca sulle biomasse dell'Università di Perugia Franco Cotana, Giancarlo Baldassarri e Ferruccio Pompei, rispettivamente presidente e vice de Le Fratte, nonché Mirco Tomassini e Marco Arcelli, direttore e vice del consorzio, è stato annunciato anche che il Comune è interessato a realizzare nella zona un impianto di cogenerazione destinato ad alimentare sia le aziende di Sant'Andrea che il Santa Maria della Misercordia.
"é un progetto - ha sottolineato la Pesaresi - sul quale stiamo ragionando da qualche tempo e che farebbe dell'area un importante polo energetico regionale."
Torniamo al fotovoltaico. Finora, in virtù delle 24 adesioni, il progetto interessa 12mila metri quadrati di tetti. Che, nell'ordine, andranno smontati, bonificati dall'amianto presente (che va smaltito) e attrezzati con i nuovi pannelli. I sopralluoghi per i lavori si concentreranno nei giorni del 19 e del 20 luglio. Ma è prevista una data ulteriore - il 28 luglio - per eventuali nuove aziende.
L'impianto sarà in grado di fornire energia per un megawatt. All'attuale stato delle cose, il costo dell'intervento supera i tre milioni di euro. Spesa cui ogni azienda è libera di far fronte a seconda delle proprie necessità. Quindi: o si paga da sola il lavoro, o si appoggia alla Ely spa, società di supporto finanziario di Milano che fornisce i liquidi necessari all'operazione in cambio dei contributi energia generati dall'impianto fotovoltaico. Le novità per Sant'Andrea non si limitano comunque alla rivoluzione energetica.
Il Comune, infatti, ha stanziato 19mila euro per il cofinanziamento dell'impianto di videosorveglianza che, entro breve, andrà a monitorare giorno e (soprattutto) notte le vie principali dell'area. In particolare, saranno montate otto telecamere fisse lungo le strade principali, ovvero via Penna, via Soriano e via Manna. Potranno così essere sorvegliate circa 300 imprese.
L'importo complessivo dei lavori, cui faranno fronte oltre al comune anche le stesse aziende, è di 35mila euro. Sono però sorte delle complicazioni tecniche (si sta valutando la necessità di effettuare o meno un cablaggio) che rischiano di far lievitare - sull'ordine dei 40mila euro - il totale. Infine, c'è il capitolo fognature.
Qui il traguardo - leggi inizio dei lavori - sembra ad un passo. Manca infatti solo l'ultimo sopralluogo da parte dell'Enel per dare il la all'opera. Dopo Ferragosto si partirà con il verbale di assegnazione all'impresa appaltatrice. Un altro bel passo avant
Daniele Brizi
Corriere dell'Umbria Domenica 11 Luglio 2010

Umbria jazz da sola non basta

Il suono del jazz non convince gli esercenti del centro storico. Il primo giorno del festival viene vissuto tra dubbi e incertezze da parte dei commercianti dell'acropoli circa gli effetti positivi che gli esercizi possono trarre dalla manifestazione di quest'anno. Nel mirino di titolari e gestori ci sono le croniche difficoltà del centro che quotidianamente mettono a dura prova le singole attività. Nella maggior parte dei casi chi possiede un negozio, un bar, una libreria o un'enoteca, giudica "impossibile" salvare un'intera stagione in poco più di una settimana, nonostante la convinzione che la città di Perugia
"ha bisogno del jazz per ripartire."
Ad affermarlo è Michele Pierini , edicolante di piazza Italia, che auspica riflessi positivi da Umbria jazz per tutto il centro storico, che
"allo stato attuale vive gli effetti e le conseguenze di scelte sbagliate che nel tempo hanno inciso sul calo delle presenze turistiche e su una drastica flessione delle attività commerciali."
Problemi del territorio, legati alla sicurezza, alla gestione di alcuni servizi strategici (come le tariffe dei parcheggi e le autorizzazioni per accedere alla ztl) e al costante spopolamento del cuore pulsante della città.
"Ci auguriamo un maggiore afflusso di persone - dichiara Paolo Festi , uno dei responsabili della cooperativa di commercio equo e solidale Monimbò di via Bonazzi - soprattutto per recuperare almeno parte delle entrate perse negli ultimi mesi a causa della crisi."
Più critico il titolare del vicino bar, il caffè Bonazzi di Stefano Frizza, che afferma come
"a oggi si vedono ancora pochi turisti che per di più scelgono di fermarsi per pochi giorni, abbassando dunque le nostre aspettative che per quest'anno rimangono pessime."
Dello stesso parere Galliano Tarpani , che dal suo negozio di strumenti musicali sottolinea come
"i problemi strutturali del centro non possono essere risolti solo attraverso poche e singole iniziative di breve durata."
E sulla scia delle "poche aspettative" anche Giuseppe Russo , responsabile dell'enoteca "Arco Etrusco", il quale giudica critica
"tutta la situazione delle attività del centro, che turisticamente parlando risulta purtroppo ancora vuoto."
Un rallentamento delle prenotazioni nelle strutture ricettive è confermato anche da Federalberghi, che farà il punto della situazione solo al termine della maratona musicale.
"i conti si fanno sempre alla fine - dichiara il presidente Giorgio Mencaroni - anche se c'è da dire che sono più i fattori che vanno ad incidere su quello che possiamo definire un ritmo blando delle richieste per gli alberghi."
Non solo il momento economico, ma anche la coincidenza delle due finali per il mondiale di calcio, che secondo Mencaroni
"ha sicuramente influenzato lo spostamento di diversi utenti per l'edizione di Umbria jazz 2010, che comunque rimane un evento basilare per la nostra città."
Ma nello sconforto generale che regna nella categoria dei commercianti, c'è anche chi esprime parere positivo: Francesco Brancia , uno dei soci del caffè Morlacchi, non solo considera importante la manifestazione musicale, ma anche determinante per
"favorire un aumento del flusso turistico nel centro storico, che comunque c'è e si vede ogni anno durante tutto il periodo di Umbria jazz."
Piccole soddisfazioni, invece, le ha già registrate Antonio Galli , della spezieria Bavicchi, che nel primo giorno di Umbria jazz ha riscontrato un ritorno di alcuni clienti affezionati che tutti gli anni fanno visita alla bottega di via del Priori durante il festival:
"In questo periodo vediamo con piacere che diversi clienti ritornano a farci visita di anno in anno durante la loro permanenza in città"
Antonio Torrelli
Corriere dell'Umbria Sabato 10 Luglio 2010

venerdì 9 luglio 2010

Richieste di pizzo anche sulle newslot

Altre fonti di informazione come il Corriere dell'Umbria in data odierna hanno seguito poi l'evolversi della vicenda:

Un vero e proprio pizzo per tenere la macchinetta di questo o di quel noleggiatore nel proprio locale. Sotto accusa alcuni esercenti che secondo diverse segnalazioni si approfitterebbero in vario modo della situazione. In alcuni casi chiedendo ai noleggiatori qualche "intervento" strutturale nel locale, il pagamento dell'abbonamento a Sky fino ad arrivare a un "pizzo" in soldi contanti. Il tutto ovviamente oltre il 50 per cento del ricavato come previsto dal disciplinare. É un ulteriore balzello in aggiunta a tanti altri che dobbiamo pagare, spiegano, ma soprattutto è la testimonianza di un malcostume che
"potrebbe avere echi drammatici sul lavoro, di per sé agro, prefigurando cupi scenari di una "
tangentopoli" del noleggio". Lo si legge in una nota della Sapar dove viene riassunta la brutta avventura di un socio, che dopo ripetute richieste minatorie di soldi (tanti) a fondo perduto da parte dell'esercente di un bar di Ponte San Giovanni che ospita due delle sue slot, si è deciso a denunciarlo. Il noleggiatore, che si è visto anche scaricare in mezzo alla strada le due macchine visto che non voleva pagare , si è rivolto a un primo legale e poi all'avvocato David Zaganelli.
"Tra il gestore e l'esercente - spiega il legale - corre un rapporto storico; per quanto possibile il gestore ha aiutato il barista che nel tempo si è fortemente indebitato fino a che la situazione gli è sfuggita di mano. Lo stesso gestore, per venirgli incontro, gli ha più volte anticipato l'aggio mensile e corrisposto gli emolumenti dovuti nei limiti del possibile, lo ha anche indirizzato a un consulente finanziario. Poi il barista ha chiesto trentamila euro in più per coprire altri debiti, alché la banca, in mancanza di ulteriori garanzie gli ha chiuso le porte, troppo esposto per accontentarlo."
É a quel punto che per il gestore inizia il calvario.
"Da un anno a questa parte - spiega l'avvocato Saschia, primo legale della "vittima" - sono cominciate richieste continue e vessatorie di soldi al gestore sotto minaccia di estromettere le macchine dal bar."
Il gestore non si è piegato e in tutta risposta il barista ha staccato le macchine e le ha buttate per strada, salvo poi rimetterle dentro su sollecito del legale.
"In risposta a un fax di diffida le ha ricollocate nel bar - informa l'avvocato - lasciandole però per tutta la notte davanti a una vetrata. Un comportamento che ha fatto scattare, su segnalazione dello stesso gestore, l'intervento della guardia di finanza e della polizia municipale che nel sopralluogo hanno ravvisato una serie di violazioni."
Oltre alle inadempienze sul contingentamento sono stati contestati all'esercente reati di omessa custodia e danni personali. Come se non bastasse, l'esercente ha apposto alle gettoniere dei gettoni di carta per interdire l'erogazione delle vincite. Amaro il commento del presidente della delegazione Sapar Umbria Luca Patoia:
"Un caso che, data la gravità, può avere ripercussioni nazionali. C'è di che riflettere"

domenica 4 luglio 2010

Rocca Paolina di Perugia: ecco i nuovi impianti

Lavori rilevanti all'interno della Rocca Paolina. Non si tratta di semplice maquillage, ma di un intervento importante, a lungo sollecitato, in quanto relativo alla sicurezza. Lo stato dell'impianto elettrico infatti era tutt'altro che rassicurante. La Rocca marcava visita da tempo, ma non c'erano risorse disponibili alla bisogna.
Tranne pochi ambienti messi a norma (la sala Cannoniera, con gli affusti ancora da restituire ai legittimi proprietari), la situazione era notevolmente degradata. Ai perugini la Rocca del Sangallo non ha mai portato fortuna. Prima furono umiliati con la sua edificazione, simbolo di un potere opprimente. Con l'occasione vennero decapitate le torri e incapsulate le case dei Baglioni.
Perfino la demolizione dell'odiato simbolo papalino comportò incidenti e qualche morto. Insomma: un edificio nato sotto una cattiva stella. Per buona sorte dei perugini, il riuso e la conseguente rivitalizzazione, tramite le scale mobili, ne hanno rivalutato l'utilità, almeno sotto il profilo della mobilità alternativa. La questione "vetustà" dell'impianto elettrico faceva grattare la testa ai responsabili della civica amministrazione, ogni volta che si aprivano progetti al suo interno.
Anche in relazione ad una frequentazione significativa di perugini e di visitatori. Difatti la Rocca è chiamata a svolgere un'importante funzione turistica e commerciale, anche in forza delle numerose iniziative che la vedono come qualificata location. E destava preoccupazione la vista di tanti cavi a ciondoloni, spesso grondanti umidità. Umidità che nemmeno i recenti interventi (come il rifacimento del piano a livello dei giardini Carducci) sono riusciti a rimuovere. Paradossalmente, l'acqua sgocciola più di prima. Ora i lavori all'impianto elettrico sono iniziati da un paio di giorni. Affidati a un'impresa che pare offrire sufficienti garanzie di serietà e competenza.
I cavi sono posizionati all'interno di tubi di rame, che col tempo acquisiranno una patina in linea con l'antichità del manufatto. L'intervento è cominciato dalla zona che guarda viale Indipendenza e dall'ingresso di servizio su quel versante. Le opere finanziate dalla Comunità Europea, dalla Provincia e dal Comune di Perugia, concernono l'adeguamento dell'impianto elettrico e della videosorveglianza. Proseguiranno a breve nel corridoio di transito e negli spazi ubicati a destra di chi sale dalle scale mobili. Lo stanziamento (138.000 euro) non è sufficiente a coprire tutta la realizzazione.
Il costo dell'intera operazione ammonta infatti a 240.000 euro. Comunque, una buona parte della struttura sarà ben presto messa a norma. Entro il 18 agosto. Si spera che con l'occasione la Rocca possa disporre anche di nuova illuminazione. Essendo, l'attuale, poco orientata a valorizzare lo storico immobile
Sandro Allegrini
Corriere dell'Umbria Sabato 3 Luglio 2010

Internet a Perugia all'acropoli è wireless

Navigare senza fili. Gratis. E senza contratti. Non è pubblicità ingannevole. La notizia è che l'acropoli diventa un gigantesco internet point. É realtà il collegamento "wireless", nondimeno "free", in quasi tutto il centro storico.
Il consorzio omonimo (Umbria wireless: costituito nel 2007 da locali aziende del settore) dal 13 giugno scorso ha attivato copertura di alcune delle più importanti piazze di Perugia, dai giardini Carducci, a piazza Italia, piazza della Repubblica, corso Vannucci e piazza IV Novembre. Il servizio è in grado di permettere il collegamento itinerante alla rete internet (web e posta elettronica) attraverso computer portatili, palmari, smart phone, ecc, senza l'uso di cavi (modalità wifi).
Il passaggio da una piazza all'altra non comporta caduta del segnale essendo gli apparati di trasmissione collegati in tecnologia mesh. Il servizio è attualmente gratuito per un ora al giorno, per registrarsi è sufficiente rilevare la rete con il proprio dispositivo wifi, collegarsi e se non si è registrati, fornire le proprie credenziali ed il proprio numero di telefono cellulare. A questo punto si riceverà per sms la password per accedere alla rete (la procedura è obbligatoria per legge 155/2005).
Oltre all'incentivazione di varie attività connesse alla utenza turistica, c'è la possibilità utilizzazione - in prospettiva - di tale infrastruttura per finalità di sicurezza (videosorveglianza privata in rete chiusa). Il servizio è stato realizzato attraverso la installazione di una apposita infrastruttura adibita all'erogazione di connettività wireless, che ha richiesto la dislocazione, all'esterno di alcuni edifici di specifici apparati elettronici - di ingombro assai contenuto - detti "access point"
Alessandro Antonini
Corriere dell'Umbria Sabato 3 Luglio 2010

sabato 3 luglio 2010

Ascensore vietato ai disabili

Può sembrare uno scherzo. Il disabile che dal parcheggio multipiano prende l'apposito ascensore per accedere all'acropoli, giunge alla sommità della struttura, e si trova in un'ampia piazza…senza uscita. O meglio, c'è un altro bel pezzo da fare prima di arrivare ad un marciapiede che non abbia interruzioni insormontabili che ti porta al centro storico. Davanti altre due rampe di scale mobili, piuttosto ripide. Oppure i gradini tradizionali, anche questi con inclinazioni che rendono impossibile il tentativo con una carrozzina. Difficile anche con accompagnatori. Uno scherzo, sì, ma di cattivo gusto. Quando si dice barriera architettonica. Il problema è che siamo al grande parcheggio comunale, gestito dalla Sipa, di Piazzale Europa, un'opera faraonica costata milioni e conclusa solo qualche anno fa. Ebbene il sistema di risalita per tutti coloro che hanno problemi a deambulare, gli anziani e i portatori di handicap, è quanto quantomeno progettato senza pensare all'approdo. Progettato male.
Tanto che se uno chiede al punto informazioni del parcheggio di piazza Partigiani (sprovvisto completamente di ascensore per disabili) come può un disabile posteggiare la propria auto e salire nel cuore della città, l'unica soluzione, avete capito bene, l'unica, è il parcheggio del Mercato coperto. Quello di via Ripa di Meana è predisposto, c'è lo spazio per un ascensore, c'è anche la struttura, esternamente.
Peccato che dentro è vuota. Cava. In viale Pellini siamo come a piazza Partigiani: di sistemi meccanizzati per disabili nemmeno l'ombra. Come detto c'è il Mercato coperto, anche se i cancelli per l'accesso all'ascensore chiudono alle 20. Fino a qualche mesi fa non c'erano deroghe. Invero c'è un altro tragitto per accedere all'altro ascensore del Mercato (da via Oberdan e via della Rupe: quello che al piano terra vanta una perdita d'acqua annosa e imperitura), pieno di ostacoli per chi sta in carrozzina, senonché, a seguito di proteste e anche di servizi giornalistici, il Comune aveva promesso che la Sipa, su richiesta, avrebbe inviato un dipendente ad aprire e chiudere i cancelli per far passare il disabile che ne avesse fatta richiesta. Intanto sullo stato dell'ascensore del Mercato, segnalato in queste pagine, interviene con un'interrogazione il consigliere comunale del Pdl Leonardo Varasano. Varasano sottolinea che
"i tunnel sono utilizzati da un gran numero di utenti (in parte significativa turisti)"
, che il percorso
"è da tempo interessato da importanti infiltrazioni d'acqua"
, che hanno ridotto un'intera parete ad una condizione
"di putrescenza antiestetica e potenzialmente pericolosa."
Una brutta presentazione per la città. 4- continua (Le precedenti puntate sono state pubblicate il 18, 25 e 27 giugno scorsi)
Alessandro Antonini
Corriere dell'Umbria Sabato 3 Luglio 2010

venerdì 2 luglio 2010

Quattro tavolette inedite del Perugino alla Cappella dei Priori della Galleria nazionale

É possibile che siano stati ritrovati gli sportelli del tabernacolo della Pala di Sant'Agostino, dipinta dal Perugino tra il 1502 e il 1523, sinora dati per dispersi. Per il momento sono quattro tavolette accoppiabili a due a due per dimensioni (le più alte arrivano a circa 40 centimetri), "San Girolamo" con "San Nicola di Bari" e "L'angelo annunziante" con la "Santa martire", che un collezionista italiano residente all'estero ha portato alla Galleria nazionale dell'Umbria per una perizia. I quattro dipinti hanno suscitato immediatamente l'interesse dei due massimi esperti perugineschi nonché curatori della prima grande mostra sul Perugino che nel 2004 ha "scosso" tutto il mondo dell'arte e portato nella nostra regione circa 270 mila visitatori. Francesco Mancini e Vittoria Garibaldi si sono trovati davanti a quattro opere provenienti senza ombra di dubbio da un contesto smembrato appartenente al
"segmento estremo della produzione del Vannucci."
"Si vede chiaramente che le opere, negli anni, sono state manomesse, forse proprio per nasconderne la provenienza. Normalmente vengono deformate ad arte per occultare le origini"
precisa Francesco Mancini
"Non hanno chiavistello , né cerniere nè l'aggancio dei cardini. Forse erano attaccate a dei supporti lignei. Oppure, anche questa è una possibilità, erano incastrate in una pala d'altare. Comunque, e questa è una realtà, non si è mai saputo più nulla del tabernacolo del Polittico di Sant'Agostino."
Dopo una lunga fase di studio, supportata da indagini diagnostiche del Centro SmaArt e Cnr-Istm del dipartimento di Chimica dell'Università di Perugia, è stato deciso di esporre le tavolette nella Cappella dei Priori della Galleria da domani al 12 settembre 2010 in modo tale da poter essere ammirate per la prima volta non solo dal grande pubblico ma anche dai critici e dagli studiosi d'arte che avranno la possibilità di visionarle ed eventualmente confermare la tesi di Mancini e Garibaldi sulla sua provenienza e attribuzione.
"Dubbi ce ne sono pochi perché l'attribuzione viene confermata anche da una precisa analisi comparativa. Le mani della Santa Martire sono le mani dell'Apostolo e della Maddalena sul recto e sul verso della Pala di Monteripido, sono identiche a quelle della Madonna della Cucina e dell'Angelo annunziante del Polittico di Sant'Agostino. Oltre alle mani sono simili anche le gambe, i piedi, gli sbuffi delle maniche, le pieghe delle vesti e i dettagli, primo tra tutti il fiocco della cintura dell'Angelo."
La scelta della Cappella dei Priori come sede espositiva delle opere è legata alla decisione della direzione della Galleria di ricostruirvi sull'altare la pala dei Decemviri dipinta dal Perugino intorno al 1495, requisita nel 1797 dai francesi e portata a Parigi. A Perugia rimasero la cornice, la cimasa e una copia della tavola principale dipinta da Domenico Garbi. Con il crollo dell'impero napoleonico il dipinto è tornato in Italia ma purtroppo venne destinato alle sale del Museo Vaticano. La pala originale è stata eccezionalmente ricomposta per la mostra del 2004 ma una volta conclusa tutto è tornato come prima. Nella Cappella si entrerà dall'ingresso principale in modo da apprezzare al massimo la suggestione della ricostruzione e l'accostamento delle quattro tavolette. Alla realizzazione di questa straordinaria esposizione dei quattro inediti hanno concorso, oltre al collezionista privato che ne è il proprietario, la Fondazione Arte, l'Università, la Soprintendenza, la Italcostruzioni e la società Tecnohand di Todi che si è fatta carico della progettazionee delle strutture espositive
Anna Lia Sabelli Fioretti
Corriere dell'Umbria Venerdì 2 Luglio 2010