martedì 31 marzo 2009

La Festa di Primavera con Paolo Rossi

Uova di cioccolato e campioni sportivi sono l'accoppiata irresistibile che ieri ha mandato in visibilio gli ospiti del Centro don Guanella.
L'occasione è stata la Festa di Primavera organizzata dall'Antica Dolciaria Perugina a cui hanno partecipato gli atleti della Liomatic Perugia Basket ed un invitato d'eccelenza, il campione di calcio Paolo Rossi.
"Vogliamo condividere il benessere della nostra impresa e la dolcezza dei nostri prodotti con la comunità"
ha affermato Maria Cristina Aisa,cofondatrice con il marito Leonardo Baldoni della aziende che produce cioccolato artigianale seguendo le antiche ricette locali dell'azienda.
"Sono felice di avere conosciuto le persone del Centro e rimarrò per sempre loro amica."
Lo stesso impegno lo ha manifestato Leonardo Baldoni.Li unisce anche la passione sportiva, che coltiva come ex atleta e come figlio di Orlando Baldoni,già presidente negli anni '60 delle squadre di calcio e di basket di Perugia.
"Siamo felici di aprire le porte ha chiunque si presenti con un valido progetto"
assicura don Giuseppe Frugis, per tutti Beppe, direttore dell'Istituto.
"Ai ragazzi lo sport piace perché vanno allo stadio quando il Perugia gioca in casa e praticano tutte le specialità con un'apposita società sportiva."
Il Centro Sereni dell'Opera don Guanella si occupa da una cinquantina di anni della riabilitazione di pazienti affetti da disturbi cognitivi.
Gli ospiti attualmente residenti sono 64, i semiresidenziali che frequentano le attività giornaliere sono 19, assistiti da una settantina di operatori.
Durante il pomeriggio gli ospiti hanno dipinto con i colori alimentari le uova di cioccolato che venderanno al mercatino benefico di fine anno.
Si sono poi trasferiti negli impianti sportivi di recente costruzione ed hanno giocato a canestro con una rappresentanza della Liomatic.
"Mi sto divertendo moltissimo" dice Alessio Alunni, la guardia della squadra, prima in classifica, che nei prossimi giorni si giocherà la concreta possibilità della serie a dilettantistica.
Poi è arrivato Paolo Rossi.Vederlo fa riprovare la gioia dei suoi trionfi e i ragazzi dell'istituto non hanno il timore manifestare questa emozione.
L'attancante più famoso di tutti i tempi ha risposto con un sorriso beato ed ha distribuito la propria foto autografa, inneggiato come se fosse appena uscito dallo stadio.
Ha anche collaborato all'apertura di tre grosse uova di pasqua e si è trattenuto con piacere in questa terra dove trent'anni fa venne per giocare col Grifo in serie a ed ora torna per amore, come lui stesso ha ammesso
Stefania Piccotti
Corriere dell'Umbria Martedì 31 Marzo 2009

Ettore menzione d'onore a Lucky Strike designer award Italy

L'Università di Perugia ha ricevuto una menzione d'onore nel "Lucky Strike designer award Italy", uno tra i più prestigiosi premi di design nazionali.
A vincere il premio con la lampada "Ettore" sono stati Jacopo Begani, Davide Parere, Paolo Sacchetti, Giorgio Del Prete, Enrico De Candia dell'Istituto Italiano di Design che fa parte del Dipartimento di progettazione industriale.
Relatore del progetto è il professor Sandro Gonnella. Il progetto si ispira ad un elemento fortemente legato al contesto dell'illuminazione: l'interruttore, che viene rielaborato e ingigantito tanto da poter ospitare fonti di luce; anche la scelta del nome Ettore scaturisce da un'analisi che ruota intorno alla parola Interruttore: intErruTtore.
La ricerca del modello da trasformare in lampada è avvenuta tramite un sondaggio finalizzato a individuare la tipologia più rappresentativa.
Il prototipo è stato realizzato in vetroresina, mentre per la produzione industriale si immagina l'utilizzo del policarbonato (pc), materiale adatto a realizzare oggetti che ospitano fonti di calore, attraverso la tecnologia dello stampaggio rotazionale.
Dopo la realizzazione del prototipo, riferiscono da Dipartimento, si è lavorato alla realizzazione del video che indaga in maniera surreale ed ironica "l'identità" di Ettore.
Ovvero la storia di un vecchio interruttore deciso a non essere più il gregario della lampadina, vuole anche veicolare un messaggio incoraggiante, simboleggiare l'affermazione di se stessi sottolineando che risorse e capacità umane sono dentro di noi

Corriere dell'Umbria Martedì 31 Marzo 2009

lunedì 30 marzo 2009

Dolore inutile al Kiwanis club Perugia etrusca

Si è parlato di dolore e in particolare di quel tipo di sofferenza di cui si occupa uno specifico settore della medicina nel corso dell'ultima conviviale del Kiwanis club "Perugia etrusca".
Si è trattato di interclub, nel senso che tra i promotori, oltre al club Kiwanis presieduto da Sergio Tenerini, c'era anche la Fidapa, guidata da Rosellina Orlacchio.
Dopo la conviviale alcuni professionisti presenti a Perugia in occasione del congresso scientifico sulla medicina del dolore, si sono soffermati a illustrare ai presenti alcuni elementi in merito al "Dolore inutile".
Introdotti dal professor Francesco Paoletti, direttore della struttura complessa di anestesia, rianimazione e medicina del dolore dell'azienda ospedaliera Santa Maria della Misericordia si sono quindi articolati gli interventi sull'evoluzione e le competenze di questo comparto.
Il dottor Pasquale De Negri, dell'ospedale oncologico regionale di Rio Nero in Vulture, ha illustrato come, dall'antichità, si sia affermata l'algologia, spiegando anche cosa è il dolore, quali sono le differenze tra cronico e acuto e l'evoluzione, nel corso del tempo, dei trattamenti per combatterlo.
É stato anche segnalato come in Italia, nonostante la qualità dei professionisti che se ne occupano, manchi ancora a livello generale una vera e propria cultura a riguardo, tanto che si investe ancora poco, rispetto ad altre voci di spesa, sui metodi per alleviare il dolore.
Uno stato di sofferenza che non limita soltanto ai malati oncologici (circa 800mila pazienti), ma che interessa un vasta sfera di persone.
Per esempio si calcola che in Italia 7,9 milioni di persone soffrano di "dolore cronico", causato da disturbi quali l'artrosi o il comunissimo mal di schiena, che colpisce anziani ma anche soggetti giovani.
Un "esercito" di persone dunque che ha a che fare con un dolore persistente. Dei pazienti oncologici ha parlato il dottor Vittorio Mattioli, dell'ospedale di Bari, ricordando come rispetto al passato si possa guardare con un po' più di ottimismo a una malattia con la quale oggi si può convivere, ma che lascia comunque dei segni pesanti a livello psicologico che non si possono ignorare.
Da qui la necessità di mettere a punto delle linee guida per migliorare la qualità della vita di chi ne è colpito.
Il professor Gennaro Savoia, del Cardarelli di Napoli, ha risposto invece a delle domande sul dolore nel parto, segnalando che in Italia ancora si tende a non praticare l'epidurale, una tecnica abbastanza elementare ma che non riesce a diffondersi.
Al termine degli interventi i soci hanno rivolto numerose domande agli esperti, ai quali è stato consegnato dai presidenti dei club un omaggio a ricordo della serata e della città

Giovanna Belardi
Corriere dell'Umbria Lunedì 30 Marzo 2009

Prima che faccia caldo scegliete un climatizzatore: ecco le offerte di Media World fino a Pasqua

Offerte Media World 26 Marzo 12 Aprile
Climatizzatori in promozione
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  • Potenza refrigeranti 12,000 Btu. Filtrazione trattata con argento per l’abbattimento dei batteri. Funzione risparmio, deumidifi cazione, funzione notte. Regolazione automatica del fl usso aria. timer 24 ore. Display integrato. Silenziosità 26 dBA.
  • LG Condizionatore fisso S09AT INVERTER € 599
  • Potenza refrigerante 9000 Btu. Filtrazione Neoplasma. Funzione Jetcool. Funzione notturna. Controllo totale del fl usso aria e deumidificazione. Comandi ad infrarossi tramite telecomando. Pompa di calore. Silenziosità 22 Dba.

domenica 29 marzo 2009

Media World mette nell'uovo di Pasqua l'offerta per i navigatori satellitari

Media World 26 Marzo 12 Aprile
Navigatori Satellitari
in Offerta
TOMTOM Navigatore satellitare One XL Europa
  • GARMIN Navigatore satellitare Nuvi 205 IT € 99
  • Display 3,5” Touchscreen. Cartografia Italia con principali strade Europee Navteq. Ricevitore GPS “HotFix” per un’immediata ricezione del segnale. Visualizzatore immagini. Slot di memoria per Micro SD Card. Autovelox. Indicatore di velocità. TOMTOM Navigatore satellitare One XL Europa 22
  • TOMTOM Navigatore satellitare One XL Europa 22 € 179
  • Display 4,3” touchscreen. Mappa Europa 22 Paesi precaricata. Tecnologia “Map Share” per aggiornare e personalizzare costantemente le mappe. Autovelox. Staffa “Easy Port”.
  • BECKER Navigatore satellitare Z8900 € 139
  • Display 4,3” Touchscreen. Cartografia Europa 40 paesi precaricata. Nuovo sistema antenna Sirf Istant Fix per un’immediata ricezione del segnale. Slot per Micro SD Card. Lane Info: indicatore di corsia. Autovelox Ready. Indicatore di velocità. Accensione e spegnimento automatico “sottochiave”. Staffa con alimentazione integrata.
  • TOMTOM Navigatore satellitare GO 630 € 269
  • Display 4,3” touchscreen. Mappa Europa 22 paesi precaricata. Inserimento vocale degli indirizzi. Bluetooth con vivavoce. TMC Infoblu. Tecnologia “Map Share” per aggiornare e personalizzare costantemente le mappe. Funzione “IQ Routes” per trovare i tragitti intelligenti. Indicatore di corsia. Autovelox. Staffa “Easy Port”.

Lettori DVD e Blu-Ray ... te lo compri? Da Media World sono in offerta!

Offerte Media World 26 Marzo 12 Aprile
Promozione Lettori DVD e Blu-Ray

SONY DVD Recoder RDRHXD990B
  • PHILIPS Lettore DVD/DIVX portatile PET 716 € 119
  • Display LCD 7”. Riproduce DVD±R/RW/Divx Mpeg4/MP3/WMA/CD/ CD-R/RW/Jpeg. Batteria ricaricabile interna. Telecomando.
  • SAMSUNG DVD Recorder con Hard Disk DVD-SH893 € 269
  • Capacità 160 GB. Tuner Digitale Terrestre Integrato. HDMI. Porta USB 2.0. CD Ripping via USB. 2 prese Scart. Upscaling 1080p. Funzione Time Shift.
    Formato di registrazione MPEG2. Supporti di registrazione: HDD, DVD-RAM, DVD±R, DVD±RW. Formati supportati in lettura: MPEG2, MPEG4, DIVX, Audio CD, JPEG.
  • LG Lettore BLU RAY BD370 € 249
  • Formato BD-ROM, BD-R/RE, DVD-R/RW, DVD+R DL. Compatibilità DivX, AVHCD. Audio: Dolby Digital,Dolby True HD, DTS HD.Connessioni: HDMI,Component, USB. Connessione YouTube, BD-Live.
  • SONY DVD Recoder con Hard Disk RDRHXD990B € 429
  • Capacità 250 GB. Tuner Digitale Terrestre Integrato.HDMI. 2 Porte USB 2.0. 2 prese Scart.Upscaling 1080p. Funzione Time Shift.Formato di registrazione MPEG2.Supporti di registrazione: HDD, DVD-R, DVD-RW, DVDR, DVDRW.Formati supportati in lettura: MPEG2, DivX, Audio CD, JPEG, MP3.

L'impegno per una pista di atletica a Pian di Massiano

Una pista di atletica a Pian di Massiano. Con relativo campo scuola. L'assessore all'urbanistica Wladimiro Boccali, candidato a sindaco per il Pd, ha preso l'impegno e ha "persuaso" le associazioni sportive riluttanti, Csain su tutte.
L'ultimo summit la scorsa settimana. All'inizio dell'eventuale prossima consiliatura Boccali si attiverà da subito per reperire i finanziamenti: insieme alla pista (dal costo di mercato di circa 600mila euro) ci sono gli spogliatoi e una sala riscaldamento da realizzare, più un chiosco-bar.
Il tutto costerà più di un milione di euro. Nel frattempo il Santa Giuliana resterà così com'è: i denari del piano urbano complesso, se dovessero arrivare, saranno impiegati inizialmente per Corso Cavour.
Il palco mobile per gli spettacoli - e in particolare per il jazz - verrà acquistato ma non sarà in funzione prima della realizzazione della nuova pista.
Il tunnel di settanta-cento metri sotto il Santa Giuliana resta dunque "congelato". Il varco - nel progetto definitivo - collegherà gli attuali spogliatoi (che all'uopo si trasformeranno in camerini) al palco montabile per gli spettacoli musicali.
Investimenti da quasi un milione di euro. Ma non ci sono problemi: sarà il programma urbano complesso (Puc) a finanziarlo. Senonché il palco mobile ("modulare"), da allestire nel terrapieno tra la pista e il parcheggio Sipa, rischia secondo le tante voci critiche che si sono sollevate negli ultimi mesi di diventare la calamita di troppi eventi, incompatibili con la "libera attività" sportiva, nella fattispecie dell'atletica, di tutta la città di Perugia.
Ma la partita del Puc è ancora tutta da giocare con gli altri trenta comuni aderenti. A fine maggio l'approvazione dei progetti esecutivi. Sei milioni di euro sono del privato, circa otto milioni di euro sono i fondi chiesti alla Regione dell'Umbria e un milione e 100 mila il cofinanziamento del Comune.
Positiva la risposta del privato perugino al Puc, con 97 imprese che hanno presentato domanda, sui 841 operatori della zona (fonte Collegio arti e mestieri 2007).
I progetti dei privati generano investimenti per circa 15,3 milioni di euro: 70 imprese con progetti di sviluppo nel commercio da 6,6 milioni di euro; 9 imprese per progetti in attività artigianali per 650.000 euro di investimenti; 9 per mantenimento, adeguamento e sviluppo di nuove strutture ricettive-turistiche per 3 milioni di euro; 8 imprese per attività di servizi per 688 mila euro di investimenti.
4 milioni di euro è infine l'ammontare dell'investimento per l'operazione Turreno Alessandro Antonini
Corriere dell'Umbria Sabato 28 Marzo 2009

Offerte Notebook MediaWorld: HP Pavilion dv5-1140 a 899€

Promozioni Media World 26 Marzo 12 Aprile
Notebook in offerta

SAMSUNG Notebook Ultramobile X360 AA04

  • ASUS NetPC EPC1000HD € 299
  • Processore Intel® Celeron M Ultra Low Voltage 353. RAM 1024 MB. Hard Disk 160 GB. Webcam. Scheda Grafica Intel 910GML. Wi-Fi 802.11. Batteria 4 celle. Custodia. Display LCD 10”. Disponibile nei colori bianco e nero.
  • ACER Notebook AS6935G - 644G25MN € 699
  • Processore Intel® Core 2 Duo T6400 (2 GHz, cache L2 da 2 MB). RAM 4096 MB DDR3 a 1.066 MHz. Hard Disk 250 GB. Masterizzatore DVD±RW Super Multi Dual Layer. Scheda Grafica nVidia GeForce 9600M GT con 1 GB di memoria dedicata, e fino a 2.815 MB di memoria totale. Wireless LAN 802.11 a/b/g. Display 16” HD high-brightness. WebCam. HDMI out. Windows Vista Home Premium.
  • SAMSUNG Notebook Ultramobile X360 AA04 € 1599
  • Tecnologia di processore Intel® Core 2 Duo SU9400 (1.40 Ghz, 800 MHz, 3 MB). RAM 4096 MB. Hard disk 120 GB. Schermo 13.3” Flat LED WXGA Glare. Scheda Grafi ca Intel GMA X4500. Wireless LAN 802.11 b/g/n. Bluetooth. Webcam 1.3 Mega Pixel. Windows Vista Home Premium. Batteria 6 celle. + Masterizzatore esterno slim SES084B Masterizzatore DVD esterno slim 8X. Buffer 2 MB. Interfaccia USB 2.0.
  • TOSHIBA Notebook A300-20C € 499
  • Tecnologia di processore Intel® Pentium® T3400 (2,16 GHz, cache L2 da 1 MB). Hard Disk 250 GB. RAM 3072 MB DDR2. Masterizzatore DVD±RW Super Multi Dual Layer. Scheda Grafica Intel GMA X4500 fino a 1.340 MB di memoria condivisa disponibile. Wireless LAN b/g/n. Bluetooth. Display 15,4”. WebCam. Windows Vista Home Premium.
  • HP Notebook Pavilion dv5-1140 € 899
  • Tecnologia di processore Intel® Centrino 2. Processore Intel® Core 2 Duo P8600 (2,40 GHz, 1066 FSB, cache L2 da 3 MB). RAM 4096 MB DDR2. Hard Disk 320 GB. Masterizzatore DVD±R/RW Super Multi Dual Layer Lightscribe. Scheda Grafica nVidia GeForce 9600M GS con 512 MB dedicati, e fino a 1.791 MB di memoria totale. Wireless LAN 802.11 b/g/n. Display da 15,4” WXGA+ High-Defi nition BrightView Widescreen. Sintonizzatore TV Tuner DVB-T. WebCam. Bluetooth. HDMI out. Windows Vista Home Premium + Hard Disk HP 250 GB 2,5”

sabato 28 marzo 2009

TV LCD Plasma in offerta da Media World fino 12 Aprile

Offerte Media World 26 Marzo 12 Aprile
TV LCD Plasma in Promozione

  • PHILIPS TV LCD 26” 26PFL3403D € 399
  • Formato 16:9. Risoluzione 1680x1050. Contrasto 1.000:1. Tempo di risposta 5 ms. 2 ingressi HDMI, 1 presa Scart, ingresso PC. Tuner Digitale Terrestre integrato.
  • SAMSUNG TV LCD 32” LE32B530 € 649
  • Formato 16:9. Risoluzione 1920x1080. 3 HDMI. Slot CI (Certifi cato DGTVI). Tuner Digitale Terrestre HD.
  • LG TV LCD 37” 37LH4000 € 799
  • Formato 16:9. Risoluzione 1920x1080. Contrasto 80.000:1. Tecnologia 100 HZ. 3 HDMI. Slot CI (Certifi cato DGTVI). USB 2.0. Tuner Digitale Terrestre HD.
  • LG TV al Plasma 50” 50PQ3000 € 999
  • Formato 16:9. Risoluzione 1365x768. Contrasto 2 milioni:1. Tecnologia 600 HZ. 3 HDMI. Slot CI (Certifi cato DGTVI). USB 2.0. Certifi cato THX. Tuner Digitale Terrestre HD. Novità di qualità: 600Hz Più frequenza, più fluidità - Più fotogrammi = maggiore fluidità anche con scene molto concitate o panoramiche orizzontali veloci. - Eliminazione dei microscatti nelle trasmissioni televisive/satellitari o con materiale DVD
  • PANASONIC TV al Plasma 46” TX-P46G10E € 1499
  • Formato 16:9. Risoluzione 1920x1080. Contrasto 2 milioni:1. Tecnologia 600 HZ. 3 HDMI. Slot CI (Certifi cato DGTVI). Slot SD Card. Tuner Digitale Terrestre HD. Novità di qualità: 600Hz Più frequenza, più fluidità - Più fotogrammi = maggiore fluidità anche con scene molto concitate o panoramiche orizzontali veloci. - Eliminazione dei microscatti nelle trasmissioni televisive/satellitari o con materiale DVD
  • SAMSUNG TV al Plasma 42” 42PSA418 € 549
  • Formato 16:9. Risoluzione 1024x768. Contrasto 20.000:1. Connessioni 2 Scart, 2 HDMI, PC. Tuner Digitale Terrestre integrato.
  • SHARP TV LCD 42” LC42SB55 € 699
  • Formato 16:9. Risoluzione 1920x1080. Contrasto 10.000:1. Luminosità 500 cd/m2. Tempo di risposta 6,5 ms. HDMI. Presa Scart/PC. Component. Tuner Digitale Terrestre Integrato.
  • SAMSUNG TV LCD 37” LE37B550 € 999
  • Formato 16:9. Risoluzione 1920x1080. 4 HDMI. Slot CI (Certifi cato DGTVI).Crystal TV. Tuner Digitale Terrestre HD.
  • SAMSUNG TV LCD 40” LE40A756 € 1299
  • Formato 16:9. Full HD. Risoluzione 1920x1080. Contrasto 70.000:1. Tecnologia 100 Hz Motion Plus. 4 ingressi HDM I. Slot CI (Certifi co DGTV). Possibilità di collegamento ad Internet per visualizzare in tempo reale informazioni su borsa, meteo e news. Tuner Digitale Terrestre HD.
  • SONY TV LCD 40” KDL40Z4500 € 1799
  • Formato 16:9. Full HD. Risoluzione 1920x1080. 3 ingressi HDMI. Contrasto dinamico 80.000:1. Tecnologia 200 Hz motionflow. Ingresso component e PC. Amplifi catore audio digitale con Virtual Dolby Surround. Subwoofer integrato. Tuner Digitale Terrestre HD.

Crisi anche al videonoleggio

"Bambole, non c'è una lira" esclamava, nel dopoguerra, un capocomico del varietà. Cambiati i tempi, le circostanze (e la moneta), la stessa frase vale, oggi, in molti campi dell'economia.
Specie nell'ambito del videonoleggio, dove la crisi colpisce in modo pesante e indiscriminato. Limitandoci ai due soggetti più attivi e presenti in città (Blockbuster e Studioemme), osserviamone le condizioni.
Perché diverse sono le modalità di rapporto e i prezzi praticati agli utenti. Per noleggi a breve termine, è più a buon mercato la Studioemme, che però applica tariffe diversificate a seconda del profilo di appartenenza: base, argento e oro.
La tessera è gratuita e il piano tariffario prevede risparmi a favore di chi attua ricariche più consistenti.
Insomma, la più conveniente è la tariffa "oro", riservata a chi ricarichi da 50 euro in su. Per 6 ore, si pagano euro 1,35; per 12 ore, 1,75; entro le ore 24 del giorno successivo, euro 2,55. Per ogni giorno di ritardata consegna, si applica la tariffa aggiuntiva di 3 euro. Come si vede, il noleggio più favorevole è quello a sei ore. Tempo più che sufficiente per fare la copia e vedersi in seguito il film con comodo. O anche per passarlo ad amici, che ne usufruiscono a costo zero. Ultimamente, dicono gli esperti, le protezioni contro la copia si sono fatte più efficaci. Ma in internet circola software gratuito, capace di spuntarla in ogni caso. Per la tariffa "argento", con ricariche di 20 euro, il nolo è più caro di 20-40 centesimi. Penalizzata la tariffa "base", con ricariche da 5 a 10 euro, che paga notevolmente di più. Logico, dato che la tessera scalare con ricarica elevata è un fido che si paga con notevole anticipo rispetto al momento dell'effettiva fruizione del servizio.
E si deve pur avere qualche facilitazione. Il noleggio da Blockbuster è più caro, ma consente di tenere il film per più giorni. Esistono poi formule risparmio noleggiando due/tre film. Insomma: la scelta di Blockbuster è preferibile per i non-copiatori, che vedono con calma lo spettacolo sul supporto originale.
E che spesso noleggiano più film contemporaneamente: siano essi novità o classici. Blockbuster, inoltre, ha molte copie delle novità, in modo da poter soddisfare numerose richieste in contemporanea.
Studioemme ha normalmente una copia per distributore e talvolta occorre attendere il turno. Ma si può noleggiare prenotando anche per via telematica. Il negozio Blockbuster di via Vecchi - l'unico, di questa catena, in città - tende a fare una politica di fidelizzazione.
Ed è impostato secondo una logica commerciale a largo spettro. Infatti al suo interno ci sono videogiochi, distributori di bibite e patatine, snack e gelati. Il cliente, insomma, entra, guarda, gira e poi sceglie con calma. Il rapporto con Studioemme è più posizionato sulla macchina. Che qualche volta s'inceppa, per problemi di software. E richiede manutenzione. La casa madre di Ponte Felcino e la sede centrale cittadina di via Campo di Marte dispongono invece di personale gentile e competente.
Gli altri distributori vedono l'operatore solo per il cambio delle copie e per ritirare il denaro. Operazione frequente, dato che, ultimamente, è accaduto che l'incasso fosse sottratto con manomissione delle macchine.
Si possono acquistare film usati da entrambi i distributori, spesso a prezzi stracciati. Poco, rispetto ai costi. Ma va considerato che sono copie giunte al termine dello sfruttamento del noleggio. Il cinema, si dice, tira di meno. Le multisale non sono sempre attrattive. Ma il fatto è che la crisi si fa sentire comunque. Il calo del fatturato del noleggio (intorno al 30/40 per cento nell'ultimo biennio) la dice lunga su come stiano effettivamente le cose.
Da Blockbuster bocche cucite e consiglio a rivolgersi all'Ufficio stampa di Milano. Ma la crisi è evidente: inutile nasconderla. Che poi la colpa sia dello scaricamento dal web o di scelte alternative come i social network - Facebook in primis - è un altro paio di maniche.
Certo è che il settore sta per fare il botto

Sandro Allegrini
Corriere dell'Umbria Sabato 28 Marzo 2009

La E45 diventerà autostrada

Il consiglio di amministrazione dell'Anas ha dato il via libera al progetto preliminare per la realizzazione della Civitavecchia-Orte-Mestre, che prevede la trasformazione in autostrada del tratto umbro della E45.
L'investimento complessivo stimato per la realizzazione dell'infrastruttura supera i 9 miliardi di euro e rappresenta la più importante opera che l'Anas affiderà in concessione.
Il contributo pubblico richiesto per la realizzazione dell'opera ammonta a circa 1,4 miliardi di euro.
Il resto sarà garantito da un accordo di project financing assieme a un gruppo finanziario. La preoccupazione degli umbri è evidentemente rivolta all'eventualità di essere sottoposti al pagamento del pedaggio, ma ciò non avverrà perché i residenti saranno esentati dal ticket per ciò che riguarda la percorrenza del tratto che attraversa la nostra regione.
Fino al giorno del varo dell'opera, la E45 sarà comunque oggetto di grandi manutenzioni.

Mauro Barzagna
Corriere dell'Umbria Sabato 28 Marzo 2009

Promozioni Stampanti Media World 26 Marzo 12 Aprile

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venerdì 27 marzo 2009

Stefano Benni e l'omaggio a Osvaldo Soriano

Di sé diceva di avere un passato da grande centravanti, ma non tutti quelli che l'hanno visto giocare sembrano essere d'accordo.
Con la sua flemma argentina, da argentino che può farsi beffe senza mentire e viceversa, Osvaldo Soriano raccontava un calcio fantastico e certamente magico, in cui non poteva far troppa differenza essere stato o non essere stato davvero un "nueve" di talento.
È morto da dodici anni, Soriano, e da morto è riuscito nell'impresa, che a lui sarebbe interessata poco, c'è da scommettere, di diventare lo scrittore del calcio per antonomasia.
Quello del rigore più lungo del mondo, del Gato Diaz e del Negro Varela, quello della passione per il San Lorenzo de Almagro e dell'amore per Diego Armando Maradona, quello che spremeva storie su storie d'Argentina e ne sapeva tirar fuori tango e pallone.
Ma ovviamente la letteratura di Soriano non era solo calcio, esattamente come la sua vita non era solo letteratura.
La sua fuga dall'Argentina lacerata dalla barbarie del regime di Videla ne fece uno scrittore esiliato, come tanti sudamericani negli anni Settanta e Ottanta, i suoi racconti e i suoi romanzi spiegarono al mondo la sofferenza e la straordinaria tempra di un intero popolo.
La magia del Rio de la Plata, tutta la malinconia di una terra sconfinata che sembra non saper distinguere tra norma ed eccezione.
In fondo, però, è sbagliato ridurre l'intera opera di Soriano alla cifra dell'argentinità. Non a caso in Triste, solitario y final, probabilmente il più celebre dei suoi romanzi, lo scrittore narra la Los Angeles di Stan Laurel e Philip Marlowe.
Stefano Benni lo conosceva bene, Soriano, ed è per questo che lunedì sarà a Perugia a parlarne, a raccontare la sua parabola di uomo morto troppo giovane, a poco più di cinquant'anni, di uomo forte e beffardo, di scrittore flemmatico e decisivo.
L'omaggio di un amico e il tributo di un compagno di lettere, l'intreccio tra due grandi scritture che hanno segnato l'educazione letteraria di generazioni di italiani e non solo di italiani.
Insieme a Benni ci sarà Pippo Russo, anche lui scrittore e anche lui, tra le altre cose, scrittore di calcio, che nel suo romanzo "Il mio nome è Nedo Ludi" qualche anno fa fece del pallone la metafora filosofica e politica della resistenza contro la modernità.
Dal legame tra calcio e letteratura i due autori prenderanno spunto per toccare i temi principali dell'opera di Soriano, tra letture, aneddoti ed analisi.
Durante la serata, che prenderà inizio alle nove di sera alla sala dei Notari, verranno proiettatati dei contributi filmati estrapolati da un dialogo sul calcio tra Soriano e il fumettista e narratore argentino Roberto Fontanarrosa andato in onda a metà degli anni Novanta sulla televisione pubblica del Paese sudamericano.
Si tratta di un reperto raro, fornito dall'associazione La corsa di Miguel di Roma. L'iniziativa, frutto della collaborazione tra l'associazione culturale Banana Republic e l'assessorato alla Cultura del Comune di Perugia, è a ingresso gratuito
Gio.diz.
Corriere dell'Umbria Venerdì 27 Marzo 2009

Primavera dell'artigianato a Corciano dal 23 aprile al 3 maggio

Tra cultura ed economia la Primavera dell'artigianato torna alla ribalta dal 23 aprile al 3 maggio. Durante il lungo ponte il centro storico si animerà e proporrà una serie di inziative ad ampio raggio e dedicate alle varie forme artigianali, in cui faranno però la parte del leone ricami e merletti.
Manufatti d'artigianato artistico un tempo relegati nel campo dei "lavori femminili" e ora invece diventati oggetto di culto per molte signore.
Se la mostra mercato - che si terrà nelle suggestive botteghe ricavate negli antichi palazzi del centro - sarà dedicata a tutte le forme d'artigianato artistico, dall'oreficeria al legno, passando per la carta, in esposizione saranno anche alcune delle eccellenze umbre e non solo, la chiesa-museo di San Francesco ospiterà un'esposizione che coniugherà il miglior artigianato artistico tessile e della ceramica alla moderna telefonìa.
"Fili d'amore. Fuseruole di Deruta e ricami dell'Umbria nelle schede telefoniche Telecom Italia"
, a cura di Anna Lisa Piccioni, presidente dell'associazione culturale Ars Umbra.
Per l'occasione sono state emesse sei schede telefoniche da collezione dedicate ai ricami umbri e altrettante schede dedicate alle fuseruole, pegni d'amore in maiolica di Deruta, anticamente utilizzati per la filatura.
La mostra evento avrà dunque come oggetto le schede telefoniche Telecom Italia e i manufatti in esse riprodotte, con relativa documentazione documentaria e fotografica.
In mostra anche rocchetti ed altri utensili legati alla filatura e tessitura del periodo etrusco, concessi in prestito per l'occasione dalla Soprintendenza per i beni archeologici dell'Umbria.
Sarà un convegno con vari contributi di esperti sui temi della mostra a inaugurare il 23 aprile (sala del consiglio comunale, ore 17) l'esposizione.
Se la mostra mercato dell'artigianato artistico coinciderà, come l'esposizione nell'ex chiesa di San Francesco, con tutta la durata della manifestazione, solo il 25 e 26 aprile rimmarrà aperta la
"fiera delle antiche arti e mestieri"
, rievocazione dell'antico mercato medievale.
In questi due giorni artigiani in costume storico riproporranno, lavorando ai caratteristici banchi, gli antichi mestieri, con strumenti e attrezzi tipici dell'epoca.
Verranno proposti anche dimostrazioni di qualificati artigiani, su temi che spaziano dal tessuto al ricamo, dal'arte orafa alla ceramica, dalla pietra al vetro, fino alla impagliatura dei fiaschi.
Molti anche i minicorsi su questi temi diretti ad adulti ma anche a bambini. Non manca, naturalmente, la buona cucina. Tra le proposte "i Sapori degli Etruschi", tre cene (che si terranno il 25 aprile, il 1° e 2 maggio) alla taverna del Duca, curate da Slow food condotta Trasimeno e Comunità delle cuoche popolari dell'Umbria, in collaborazione con la Pro loco corcianese.
Per informazioni e iscrizioni (sono obbligatorie) ai corsi ci si può rivolgere all' Ufficio informazioni turistiche (tel.
075-5188255/260. Una vetrina importante, questa della manifestazione corcianese, giunta quest'anno alla 17esima edizione.
Se infatti il lungo ponte si presta alla visita di appassionati e turisti, è anche vero che l'evento della primavera corcianese è importante per proporre anche agli addetti ai lavori gli artigiani e le loro produzioni.
Un mondo, in Umbria, che sembra avere ritrovato le sue antiche radici, ma anche capace di rinnovarsi e guardare al futuro
Rita Boini
Corriere dell'Umbria Venerdì 27 Marzo 2009

giovedì 26 marzo 2009

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mercoledì 25 marzo 2009

Umbria Jazz 2009: Maceo Parker e Solomon Burke - 15 luglio

Arriva a compimento con l'ultimo concerto della lista, il programma attinente all'arena di Santa Giuliana nell'ambito della prossima edizione di Umbria Jazz.
L'ultimo dei contratti chiusi dal direttore artistico Carlo Pagnotta riguarda due grandi protagonisti della musica soul e funky che hanno caratterizzato buona parte della black music degli anni Settanta.
A dar vita alla "grande notte del soul e del funky", ultimo tassello che mancava all'interezza del programnma di Umbria Jazz '09, saranno la Maceo Parker Band e la Solomon Burke & the Souls Alive Orchestra.
La serata di mercoledì' 15 luglio, sarà inosmma caratterizzata da due vecchie conoscenze di Umbria Jazz, entrambe più volte chiamate dal festival jazz umbro a vivacizzare le sue scene.
"Il doppio set vedrà per primo sul palco Maceo Parker - è scritto in una nota di Umbria Jazz - che iniziò la sua carriera negli anni '60 entrando con il fratello Melvin nella band del padrino del funk/soul James Brown.
Negli anni settanta iniziò la carriera da solista, rimanendo sempre nell'orbita di Brown, portando avanti assieme al trombonista Fred Wesley e al sassofonista Pee Wee Ellis, un concetto di horn section, in seguito da molte band copiato ed assunto a modello.
Maceo Parker fece anche parte, con notevole influenza su tutta la produzione, del clan Parliament/Funkadelic.
E dopo il grande successo del 2006 (divise il palco addirittura con James Brown), torna ad Umbria Jazz Solomon Burke, splendida voce soul, autoproclamatosi "the king of rock & soul" e membro della "Rock and Roll Hall of Fame".
Nato nel 1940, a sette anni era già una star del microcosmo gospel di Philadelphia. Le sue performance nel Solomon's Temple era leggendarie e seguitissime. Inizia la carriera discografica a 14 anni, e pochi anni dopo il grande salto con la firma per la Motown, la piu' gloriosa etichetta discografica di Black music.
Da allora oltre a vendere parecchio diventa modello ed icona per grandi come Otis Redding e Tom Jones.
Nel 1966 compone ed incide per la prima volta la celeberrima "Everybody Needs Somebody To Love", resa famosa dal film The Blues Brothers alcuni anni dopo, nel 1980.
Nella sua musica c'è una perfetta fusione tra sacro e profano, e il suo segreto di eterna giovinezza musicale lo porta a collaborare con Bob Dylan, Tom Waits, Van Morrison e Elvis Costello che scrivono per lui nell'album "Don't give up on me" del 2002, e Rolling Stones, con i quali va in tour.
La leggenda continua anche nel 2009, il 15 luglio all'Arena Santa Giuliana"
Corriere dell'Umbria Mercoledì 25 Marzo 2009

Intervista a Neri Marcorè e Luca Barbarossa: attenti a quei due

Nel film "i ragazzi irresistibili" (1972) Walter Matthau e George Burns sono due comici del vaudeville che per 43 anni lavorano insieme sul palco finendo per odiarsi ed insultarsi ad ogni occasione.
Sarà per questo che Luca Barbarossa e Neri Marcoré hanno deciso di non concedere più di due settimane al loro spassosissimo spettacolo "Attenti a quei due" che ha debuttato pochi giorni fa ad Orvieto e dopo un sold out all'Ambra Jovinelli di Roma è andato in scena ieri sera, anche in questo caso tutto esaurito, al Morlacchi di Perugia nell'ambito della Stagione d'Autore? Il cantattore e il menestrello romano, durante l'esilarante incontro con gli studenti, condotto da Riccardo Regi nel foyer del Morlacchi prima dello spettacolo, sbarazzano subito il campo da possibili illazioni:
"Io ho tante altre cose da fare.
Vorrei stare un po' con la famiglia. Sono soprattutto impegnato nella ristrutturazione di casa per aumentare la volumetria"
dice Neri. E Luca di contro:
"Ha sfruttato subito il nuovo decreto. Pensate che prima eravamo uguali adesso è diventato più alto di me del 20 per cento."
Dal loro batti e ribatti, divertente e incalzante, non è difficile capire cosa li unisca: una amicizia quasi ventennale e la voglia di prendere il meglio della vita, senza farsi condizionare da steccati o paraocchi.
Due antidivi per eccellenza.
"Nel 1990 Neri fece la mia imitazione"
racconta Barbarossa "Cantava "Roma spogliata
" facendo il verso della mia voce nasale.
Io non mi sono arrabbiato, come invece ha fatto Ligabue, perché lui ha garbo, è misurato. In seguito ci siamo conosciuti e ci siamo accorti che avevamo una lunga serie di affinità: le stesse idee politiche, un'attenzione sincera per i temi sociali e la solidarietà ci piace il calcio, e infatti sono riuscito a farlo entrare nella Nazionale Cantanti nonostante sia un attore, però con lo spettacolo su Gaber ha dimostrato di avere una gran bella voce."
"Attenti a quei due", un titolo scelto a caso tra le proposte di Fausto, il loro agente, è uno spettacolo che, a loro dire, 24 ore prima non esisteva
"anche perché Marcoré non veniva mai alle prove."
Nasce da una serie di gag e di siparietti estemporanei fatti dai due in svariate occasioni.
"Non abbiamo fatto altre che prenderle e strutturarle, rimanendo però liberi di improvvisare. Neri, credetemi, fa venire giù il teatro dalle risate, a volte io stesso faccio fatica a cantare, perché nonostante le mie canzoni siano serie, le canto ridendo."
E l'altro
"Luca è molto autoironico. Non solo mi permette anche di cantare e suonare ma accetta persino che gli rovino una delle sue canzoni più belle.
Secondo me il titolo andrebbe cambiato in "Attenti a noi due" nel senso che per tenere il passo dobbiamo stare molto attenti a quello che fa l'altro, in ogni serata c'è una raffica di battute non previsto.
Ma è così che ci divertiamo."
Ed il divertimento è anche l'ingrediente principale dell'incontro perugino. Battute e risate, voglia di rilassarsi in un momento di problemi e di crisi. Solo su un argomento Marcoré ha smesso di scherzare, quando Maurizio Oliviero dell'Adisu gli ha ricordato le dichiarazioni fatte all'atto della costituente del Pd.
"Voglio rispondere una volta per tutte a questa domanda che in realtà mi fa incazzare. Io non sono uno come Capezzone che zompa di qua e di là. Il progetto non è andato come doveva andare. Punto. Avevo dato il mio impegno e il mio appoggio, insomma ci avevo messo la faccia, però il mio lavoro è veramente un altro.
Non è andata, pazienza. Io appoggio chi mi piace di volta in volta. Ora mi piacciono delle persone che fanno parte di una lista civica di Ascoli Piceno, la mia città. Appoggerò loro."
E Barbarossa per sdrammatizzare:
"Le prossime votazioni si faranno per la repubblica o la monarchia.
Speriamo di vincere"
Anna Lia Sabelli Fioretti
Corriere dell'Umbria Mercoledì 25 Marzo 2009

Iniziative per la Pasqua a Perugia: Facciamo l'ovo

Simbolo di vità e sacralità. Custode del futuro e somma dei quattro elementi universali: terra, acqua, aria e fuoco. Connotati che nei secoli hanno fatto dell'uovo il segno della Pasqua. Ed è sotto questo segno che nasce "Facciamo l'ovo" un calendario costruito sulle scansioni liturgiche e sulle tracce tradizionali tipiche del periodo pasquale.
Da sabato pomeriggio, e per tutta la giornata di domenica, il Cva di San Martino in Campo aspetta chiunque abbia voglia di partecipare a una manifestazione connotata, prima di tutto, da una forte coesione sociale e diretta a compiere insieme un percorso attraverso usi e costumi tipici della Pasqua.
L'idea è frutto di un impegno preso collegialmente alcuni anni fa, tanto da aver già prodotto due pubblicazioni e da aver coinvolto i circoli didattici a fare scelte nel piano di offerta formativa finalizzate al recupero delle radici.
Adesso l'impegno si è concretizzato in "Facciamo l'ovo" sotto il coordinamento di Rosanna Petrella del Centro diurno Serra Olivera.
Petrella ha raccontato come si è sviluppata la proposta nata all'interno del Centro fino a diventare il programma di oggi: mostre, laboratori di decorazioni, degustazioni di piatti tipici, incontri, presentazioni di libri, dimostrazioni creative, premiazione (domenica alle 19) di composizioni e di disegni presentati dagli alunni della IX Circoscrizione.
"Abbiamo voluto riportare il passato nel presente"
ha riferito Rosanna Petrella sottolineando anche l'attivo coinvolgimento dei giovani disabili e dei ragazzi delle scuole in questo percorso culturale e sociale diretto a non disperdere il patrimonio di tradizioni popolari.
"Facciamo l'ovo" è stato presentato ieri mattina nei locali di Torre Masini, sede della Proloco di San Martino in Colle, alla presenza di Rosanna Petrella, dell'assessore Tiziana Capaldini del Comune di Perugia, dei rappresentanti del Cevol, della IX Circoscrizione e delle altre numerose forze scese in campo: Galassia Down cooperativa sociale, Centro socio culturale San Martino in Colle, Proloco San Martino in Colle, Proloco San Martino in Campo, Circolo Acli S.Andrea d'Agliano, Direzione didattica V Circolo - Direzione didattica VII Circolo, Scuola media Carducci Purgotti San Martino in Campo e San Martino in Colle, Centro socio-culturale "Il Gabbiano" e Circolo micologico naturalistico perugino, L'augurio di tutti i presenti è stato quello di ripetere in futuro l'iniziativa, magari ampliandola: "e che l'uovo sia d'oro!".
É stata la bella nota finale di Marco Cesaroni della Proloco di San Martino in Colle

Sabrina Busiri Vici
Corriere dell'Umbria Mercoledì 25 Marzo 2009

lunedì 23 marzo 2009

La Società Generale di Mutuo Soccorso di Perugia

Ricchezze Alcune delle "memorie" custodite nella Società di Mutuo Soccorso a destra: il presidente Lucaroni e Innamorati
Nella sala dell'Archivio storico, in alto, i labari neri con le parole dell'orrore e della memoria scritte in bianco, a stampatello.
Sono venticinque. Una testimonia:
"Il Conservatorio delle derelitte i nuovi vandali non risparmiarono Estorsero danaro e tutto distrussero e delle vergini fecero scempio brutale."
E un altro recita:
"Qui trafissero Emidio Lancetti, ne gettarono dalla finestra il cadavere ancora palpitante; indi gli Agosti, padre e figlio, uccisero."
É il ricordo della strage di Perugia consumata nel 1859 dai soldati svizzeri del Papato, che tanto colpì l'opinione pubblica internazionale, all'epoca.
Strage seguita alla gloriosa difesa della libertà della città, per la quale il capoluogo umbro ha guadagnato la medaglia d'oro, di cui giustamente è orgogliosa.
Sono questi labari neri che venivano affissi, ogni 20 Giugno, proprio nei punti della città in cui "l'ebbre masnade" commisero i loro feroci delitti (uccisioni a freddo di vecchi, donne, bambini, stupri, rapine, devastazioni).
Ma ogni sala, qui in via dei Priori, al numero 32, vanta un ricordo, un cimelio importante: la camicia rossa da garibaldino di Guglielmo Miliocchi, la bandiera italiana che sventolò sulle mura della capitale durante i giorni eroici della Repubblica Romana, la nuova bandiera, in seta, della Società di mutuo soccorso, rappresentante il tricolore con il grifo passante ed una cassa, ricamata a mano, da Evelina Servadio, nel 1894, per festeggiare il trasferimento della sede, il busto in marmo di Giuseppe Garibaldi, opera dello scultore Frenguelli.
É uno scrigno della memoria, stracolmo delle "gioie" di famiglia, quelle che rendono vanto e onore a chi le possiede.
La Società Generale di Mutuo Soccorso tra gli artisti e gli operai di Perugia, fondata nel 1861, è una delle più belle e gloriose testimonianze della nostra città.
Grazie ad una quarantina di illuminati soci l'attività della Società di Mutuo Soccorso - che nel 2011 celebrerà i 150 anni di vita - continua ad essere portata avanti.
E assiste ancora una anziana signora (un'altra è spirata poche settimane fa), secondo i termini dell'antico statuto.
Oggi ad accogliere gli eventuali visitatori ecco il presidente Agostino Lucaroni, Vanni Capoccia e la responsabile dell'Archivio storico, Lidia Mazzerioli ed altri volontari.
Nel 2008, nel quadro delle iniziative di tutela e di difesa del patrimonio storico e culturale, la Società di Mutuo Soccorso ha varato tutta una serie di attività.
"Abbiamo ideato e organizzato - spiega Lucaroni - tre camminate, in collaborazione con CamminaPerugia di Renzo Zuccherini per le vie di Perugia.
Per far conoscere le vie degli artigiani tuttora operanti nel centro storico, le fabbriche in città per far ritrovare le antiche sedi delle fabbriche cittadine, i luoghi significativi degli avvenimenti del 20 giugno 1859."
Ma anche alcune conferenze, una delle quali tenuta da Serena Innamorati e da Franco Bozzi, sul perugino Alessandro Igi, il primo internazionalista umbro (un suo dono alla Società di Mutuo Soccorso, la bandiera che sventolò sulle barricate romane nel 1849).
Tra le iniziative anche la borsa di studio, come ogni anno, per uno studente dell'Accademia di Belle Arti Pietro Vannucci di Perugia e la ricerca di un rapporto sempre più stretto con i giovani ( quest'anno sono arrivati in visita gli studenti dello scientifico Galeazzo Alessi) e con le altre società di mutuo soccorso italiane (i soci di Fermo e di Saronno sono stati ospiti a Perugia).
Davvero un gioiello è anche la Biblioteca che conta su 2500 volumi. Racconta Capoccia:
"Era una biblioteca circolante privata che fallì nel 1882-83 e che il Comune di Perugia, compresi tutti i mobili, diede subito in gestione alla società di Mutuo Soccorso.
Libri di utilizzo comune: ci sono ancora le copertine fatte a mano, consunte per l'uso."
Il legame con la cultura è particolarmente significativo. "Già due belle e ricche tesi sono state redatte e discusse - rivela Lidia Mazzerioli - da Stefania Brunacci su "i restauri lignei del Collegio della Mercanzia" e da Marta Sabatta su "La biblioteca circolante della Società operaia di Perugia".
Una terza, di Marta Marani, su "La documentazione dell'archivio della Società di Mutuo soccorso di Perugia relativa all'istruzione.
Iniziative didattiche dal 1861 al 1889, sarà discussa ad aprile". L'Archivio, di cui la Mazzerioli è custode e ricercatrice, custodisce circa 460 pezzi e conserva anche pezzi archivistici di altre associazioni mutualistiche perugine.
Non a caso, nel 1994, è stato dichiarato di "notevole interesse storico". Un altro gioiello di famiglia, conservato e custodito in banca, è rappresentato dalla Matricola artistica: una serie di miniature (29, per l'esattezza) su carta pergamena, opera di artisti perugini di fine Ottocento primi Novecento, come Moretti, Ribustini, Bruschi (che ha lasciato anche il suo unico autoritratto accanto a Matteo di ser Cambio), Verga, Catalucci, Gigliarelli, Morganti, Reali.
E persino donne hanno lasciato la loro arte nei fregi di questo "Libro d'oro": Amalia Bruschi, la signora Travaglia, le signorine Moscioni.
Opere d'arte di per sé, ma anche testimonianza di come questa antica arte, particolarmente prospera nel Medioevo e nel Rinascimento nel capoluogo umbro, si sia tramandata nella nostra città.
Ma anche, per dirla con le parole di Angelo Lupattelli, storico socio dell'inizio del Novecento: "Espressione e simbolo di vita vera, di identità al di sopra dell'orrido interesse e dell'impuro egoismo"
Elio Clero Bertoldi
Corriere dell'Umbria Lunedì 23 Marzo 2009

venerdì 20 marzo 2009

Il Vicario testo di Rolf Hochhuth del 1963

Sarà per quella stella di David dipinta come marchio sopra al manto candido di un agnello, sarà per quella polemica mai sopita tra salvezza e tradimento, sarà per la storia che guarda a due facce la vicenda di Papa Pio XII, ma don Sergio Andreoli, parroco di Foligno, è comunque categorico: quella messa in scena è solo una provocazione.
Così la croce santissima si alza sopra quella uncinata raccontata da Rolf Hochhuth ne "Il vicario" e rappresentata a Foligno attraverso la lettura teatrale diretta da Rosario Tedesco e prodotta dal teatro Stabile dell'Umbria.
Una lettura che parla dell'atteggiamento di Pio XII di fronte ai crimini nazisti. Il "no" di don Sergio Andreoli si alza e circola con la velocità della rete nel suo sito personale, attraverso mail inviate ai fedeli e in sede di riunione mensile del clero della diocesi di Foligno, dove mercoledì scorso erano presenti il vescovo monsignor Gualtiero Sigismondi e il vescovo emerito monsignor Giovanni Benedetti.
Don Sergio Andreoli si amareggia e protesta. Intanto "Il vicario" si sposta oggi da Foligno a Terni, dove replicherà fino a domenica al Videocentro e, di seguito, arriverà a Perugia al Centro universitario teatrale da martedì 24 marzo fino a domenica 5 aprile.
Sei attori in scena, compreso l'autore regista Rosario Tedesco. Tutti appartenenti a un collettivo teatrale nato e cresciuto sotto l'ala di Antonio Latella. Tra gli attori in scena anche Marco Foschi, apprezzato protagonista di Moby Dick insieme a Giorgio Albertazzi, e di altre opere teatrali prodotte negli ultimi anni dallo Stabile dell'Umbria con il premiato marchio "Latella".
Marco Foschi comunque di fronte all'atteggiamento di don Sergio Andreoli non si sorprende. Anzi, cita su "Il vicario" un precedente illustre: il ritiro dalle scene, senza mai debutto, di una versione teatrale del 1965 rappresentata da Carlo Cecchi con Maria Volonté.
Lo spettacolo fu interrotto dalla polizia prima di andare in scena e la Compagnia, intimidita dalla scomunica, si autocensurò.
Oggi della versione di allora non esiste più traccia. Dopo 43 anni "Il vicario" è stato riportato a Roma da Rosario Tedesco". Foschi, i vaticanisti vi osteggiano? "Non so spiegare eppure ancora succede. Il testo di Hochhuth viene ritenuto insolente, come lo giudica don Andreoli. Ma non è così: è un testo complesso, molto profondo. La nostra operazione se non altro ha avuto il merito di riportare Rolf Hochhuth in Italia. E sto parlando di uno dei drammaturghi più importanti del Novecento". In Germania è letto addirittura nelle scuole... "In Germania ha venduto più di un milione di copie". Voi lo avete scelto per la posizione espressa da Ratzinger verso Pio Xii? "No. Ci sono state una serie di circostanze concomitanti assolutamente casuali. In verità noi ci siamo solamente innamorati del volume scoprendolo negli scaffali in libreria". Sa che ci sono delle testimonianze di ebrei, proprio relative all'Umbria, ad Assisi, che portano alla luce una collaborazione tra papa Pio XII e i vescovi locali per salavare degli ebrei.
Che ne pensa? "Non è questo il punto. Nascondere ebrei lo hanno fatto in molti, gli stessi tedeschi si sono adoperati in diverse situazioni rischiando la propria vita e quella dei familiari.
Il fatto è che il Sacro soglio non prese mai una posizione aperta nei confronti del conflitto e contro lo sterminio.
Se il Vaticano avesse espresso critiche verso Hitler avrebbe mosso milioni di cattolici in tutta Europa, e probabilmente il Fuhrer non avrebbe avuto campo aperto".
Stare contro Hitler avrebbe voluto dire però favorire Stalin... "Certo, il regime nazista serviva alla Chiesa come baluardo contro l'Urss". Al di là dell'Olocausto, il valore drammaturgico del testo come lo avete rappresentato? "Come una sorta di oratorio della parola, tra lettura e messinscena riducendo all'osso un volume di quasi 500 pagine".
La chiave di lettura scelta qual è stata? "Abbiamo cercato di vedere come si esplica la coscienza individuale in momenti straordinari".
Seguendo percorsi tracciati dall'autore? "Ovviamente. Abbiamo individuato la strada seguita da un ufficiale delle Ss che tradisce la sua divisa per salvare delle persone; e di un prete, costretto in qualche modo a tradire la sua divisa per andare a salvare altre vite.
Da chi, invece, come papa Pio XII non ha potuto tradire se stesso". Dove finisce dunque la responsabilità individuale e comincia quella collettiva? "La risposta sta in come si muovono questi personaggi, nelle loro scelte.
Il dramma storico di Hochhuth, come di Schiller, va visto alla luce dei valori portati". La sua voce nell'oratorio a chi appartiene? "Sono padre Riccardo Fontana, un prete a diretto contatto con i poteri forti: dalla sua posizione cerca di sensibilizzare i suoi superiori perché facciano scelte precise di fronte alla deportazione.
Non accadrà. E, dunque, per salvare il senso del suo mandato cristiano andrà volontario ad Auschwitz". Foschi, che risponde a don Andreoli? "Lo vorrei invitare allo spettacolo. Del resto Wojtyla ha chiesto scusa per la questione ebraica...vorrà dire pure qualcosa"

Sabrina Busiri Vici
Corriere dell'Umbria Venerdì 20 Marzo 2009

giovedì 19 marzo 2009

Intervista a Federica Federici

Cresce il plotoncino delle belle e giovani attrici umbre in carriera. A Bellucci, Chiatti, Orsini, Lodovini si è aggiunta proprio in questi giorni anche la perugina Federica Federici, scrittrice di fiabe e giornalista di Canale 5, che dopo un corsivetto scritto da Carlo Rossella (attuale presidente di Medusa Film) su "Il foglio", nel quale la definiva nientemeno che "la più bella di Roma", come era prevedibile è stata subito contattata da agenti e registi per provini di varia natura.
Lei ha detto di "sì" a tre proposte, una quarta l'ha scartata perchè, sul filone dei film giovanilisti,
"aveva una trama veramente ridicola. Tutto è iniziato" racconta"poco dopo l'uscita dell'articolo di Rossella. Alla mia agente letteraria Fabrizia Mancuso, che non si occupa solo di libri ma anche di altri generi, sono arrivate varie proposte però io per cinque mesi ho continuato a dire di no perchè volevo entrare in pianta stabile a Mediaset.
Considero il mio lavoro primario il giornalismo. Dopodiché, ottenuto il contratto, ho pensato a divagarmi un po' così, stile "casalinga disperata", ho accettato di mettermi in gioco, a trent'anni, con un'esperienza nuova solo per emozionarmi e mettere a verifica le mie capacità.
Vorrei consigliare alle donne di non gettare mai la spugna, di non accantonare mai i propri sogni, non è mai tardi per provare a realizzarli."
In realtà l'esperienza del cinema per Federica non era proprio nuovissima perché nel 1996 aveva iniziato a girare un film di Marshall Herskovitz, "Padrona del suo destino", con Jacqueline Bisset, ambientato in una Venezia finta riscostruita a Cinecittà.
"Facevo delle comparsate, però poi smisi perché nel frattempo mi avevano assunto non mi ricordo dove per un lavoro più serio."
A tredici anni di distanza Federica ci riprova dopo aver fatto però molta gavetta come attrice teatrale ed essersi affermata come intervistatrice di star e inchiestista televisiva (sta per partire per gli Stati Uniti per un servizio sulla nuova Washington di Obama).
Ha iniziato con alcune puntate di "Distretto di polizia 9" che andranno in onda ad ottobre.
"Con la fiction è stato meno traumatico del cinema"confessa"perchè ormai mi sono abituata a lavorare in tv.
Anche il provino per me è stato uno scherzo. Dovevo interpretare la parte di una psicologa, Caterina Ferretti, così mi hanno dato un foglio da leggere e mi hanno chiesto di ripetere la frase a modo mio. Devi sapere che i miei genitori sono entrambi neuropsichiatri, quindi io il linguaggio medico lo conosco abbastanza bene.
Così in perfetto "medichese" ho fatto un summit sulla situazione terribile di quel distretto. Dentro di me ridevo come una matta perché avevo copiato pari pari i miei genitori. Loro mi hanno detto "Splendido, un tono magnifico". Ho già girato cinque puntate ed in aprile torno a farne delle altre."
Subito dopo la chiama Vanzina per il nuovo film "Vacanze ai Caraibi" ma lei, per motivi di lavoro non riesce ad andare all'appuntamento e si presenta solo il mese successivo .
"Quando Vanzina mi ha vista mi ha detto subito: "Peccato, sei arrivata tardi: c'era una parte perfetta per te. Adesso è rimasta solo quella della moglie di Enrico Bertolino, il comico". Io sono stata contentissima lo stesso perché Enrico è simpaticissimo. La mia è una parte piccola però mi è servita per affrontare con calma la mia prima esperienza cinematografica. Tra poco arriva la seconda, e sarà molto più impegnativa. Non posso ancora dire né il nome del regista, ma è italiano e famosissimo, nè il titolo del film, però posso dire che farò la parte di una "femme fatale" francese e che gireremo un po' a Parigi e un po' a Roma. Le riprese inizieranno a maggio."
Donna dai mille interessi, dinamica come può esserlo una giornalista determinata a fare carriera, sempre pronta a sperimentare nuove chances professionali Federica non abbandona per strade le vecchie passioni coltivare fin dall'adolescenza, come la scrittura di favole.
"Nei ritagli di tempo ho concluso la mia 'trilogia fantasy' con 'Le tre terre', l'ho iniziata a Bali, l'ho finito a Roma. É vero, cerco di conciliare con tutte le mie forze le mie tante anime: raccontatrice di storie, scrittrice di favole, menestrello delle notizie.
Ora si è aggiunto il cinema. É bello fare la doppia parte: a volte il cinema lo racconto in tivvù, con le interviste alle stars e altre volte sto dall'altra parte, sul set.
Recentemente ho intervistato Laura Chiatti. É stato un bellissimo incontro tra umbre. Lei è veramente un tesoro: simpatica, semplice, divertente"
Anna Lia Sabelli Fioretti
Corriere dell'Umbria Lunedì 16 Marzo 2009

martedì 17 marzo 2009

L'Ordine dei Templari e l'ex chiesa di San Bevignate


Tre tappe fondamentali in Umbria raccontano il patrimonio dell'Ordine dei Templari: l'ex chiesa di San Bevignate, l'Abbazia di San Giustino d'Arna e il Castello dei cavalieri di Malta a Magione.
San Bevignate da venerdì tornerà a nuova vita, dopo un lungo restauro, con un programma inaugurale spalmato su tre giornate.
Il prossimo fine settimana sarà, dunque, interamente dedicato al nuovo spazio culturale con incontri, convegni, lectio magistralis e visite al complesso monumentale.
Faranno da colonna sonora dell'evento ballate, madrigali, concerti di musica barocca. Alla città di Perugia torna, con un anno di ritardo sui progetti, l'edificio in pietra arenaria dall'aspetto di una fortezza costruito nel 1256 dai monaci-cavalieri Templari e dedicato al misterioso eremita umbro vissuto nel V secolo.
Il complesso, recuperato dai tecnici del Comune e della Soprintendenza durante i lavori ha portato alla luce i resti di un impianto produttivo per il tinteggio dei tessuti databile tra I secolo a.C. e I sec. d.C. oggi recuperato dalla soprintendenza archeologica e reso visitabile attraverso un secondo percorso che si snoda, come una trincea, sotto il solaio del tempio a partire dal portone d'ingresso fino alla cripta dove è posta la tomba di San Bevignate.
Quindi nell'unica navata lo spazio, predisposto per di 250 posti, è pronto ad accogliere iniziative culturali: dalla convegnistica all'esposizioni temporanee, dalle attività didattiche ai concerti; mentre nella torre campanaria verrà allestito il "Centro di documentazione sull'Ordine dei Templari", dove sarà raccolta una banca dati in grado di mettere in rete siti architettonici, musei, archivi e istituti di ricerca, riferibili alla storia templare.
La fruizione del ritrovato San Bevignate parte proprio dal taglio del nastro la mattina di venerdì alla presenza del sindaco di Perugia, Renato Locchi, dell'assesore regionale, Silvano Rometti, della soprintendente Maria Rosaria Salvatore, del professore Pietro Scarpellini e dell'editore Mario Bellucci.
La prima giornata sarà poi conclusa, alle 21, da un concerto dell'Ensemble Micrologus"Venite amanti alla festa leggiadra" ballate, madrigali e danze del XIV secolo.
Sabato, il programma si apre alle ore 10 con "Il recupero di San Bevignate e le prospettive future" trattato dai tecnici del Comune di Perugia che hanno seguito il recupero, in particolare dall'architetto Fabio Bussani.
Presenti anche il vicesindaco Nilo Arcudi, l'assessore Cernicchi e la soprintendente Vittoria Garibaldi.
A seguire un ospite illustre come Valerio Massimo Manfredi terrà la lectio magistralis "i templari tra storia e leggenda."La seconda giornata terminerà con il concerto, alle 21, "Tra sacro e profano dal medioevo al barocco" eseguito da Armonioso Incanto e da i Madrigalisti di Perugia.
Nella terza giornata, domenica 22, dalle 10 alle 13 e dalle 15.30 alle 18.00 verranno organizzate visite guidate al complesso monumentale con accesso libero senza prenotazione.
Oltre l'evento San Bevignate dovrà trovare una propria identità con iniziative tali da poter far vivere appieno una struttura dalla vocazione volutamente polivalente.
Un sostegno fattivo all'opera, lo offre l'associazione "Amici di San Bevignate", un gruppo di 70 associati costituito nel 2005, che si propone come punto di raccordo tra diversi istituti, fondazioni e scuole allo scopo di rilanciare un filone di studi, di ricerche che parte proprio da Perugia e da un ritrovato quartiere di Monteluce.

Annalisa Baldi al Giò Jazz Area di Perugia

Annalisa BaldiChe avesse le carte in regola per farlo era già apparso chiaro lo scorso anno a milioni di italiani che per settimane la seguirono sulle frequenze di Raidue in X-Factor.
Ora Annalisa Baldi rompe ogni indugio e ballerà da sola, nel senso che sta investendo le pur notevoli risorse artistiche nel progetto di un singolo, preludio di un più ampio progetto discografico in arrivo per l'estate, dal titolo emblematico di "Ballo da sola".
Questo singolo è il frutto di un impegno che Annalisa ha prodotto incessantemente in anni di attività artistica iniziata ben prima dalla partecipazione a X-Factor e che è maturato in questo ultimo periodo in un progetto in compagnia dei vecchi amici e compagni di avventura: gli "Zero in condotta".
Partirà quindi da Perugia - è scritto in un comunicato di presentazione - il lancio nazionale del suo nuovo singolo e anteprima dell'album della cantante di Tuoro sul Trasimeno insieme alla sua band: sabato prossimo alle ore 21,30 all'Hotel Giò Jazz Area, Annalisa presenterà in anteprima il suo singolo "Ballo da sola", che sarà in vendita in tutti gli internet stores, proprio a partire dallo stesso giorno.
Insieme al nuovo singolo, Annalisa e Zero in Condotta presenteranno anche parte dello spettacolo del nuovo Tour 2009 in tutta Italia.
Un evento, quello di sabato, che va a coronare un periodo di grande notorietà per la cantante di Tuoro sul Trasimeno, dopo la partecipazione alla trasmissione "X-Factor", a "Quelli che il calcio" e numerose altre presenze in Tivvù.
Un evento che riporta volutamente la cantante umbra, la "Testarossa del Trasimeno" come è stata soprannominata dalla stampa locale, nel suo capoluogo: insieme al pubblico che l'ha sostenuta dagli inizi - oggi riunito in communities di fans, su Facebook e MySpace - insieme alle associazioni di volontariato che sostiene, insieme al mondo della cultura e dello spettacolo e dell'imprenditoria.
Insieme, insomma, al "meglio dell'Umbria" come spiega Annalisa Baldi:
"Sono partita dall'Umbria e sono orgogliosa della mia regione, il lavoro di "Ballo da sola" è il compimento di un processo artistico insieme al gruppo e insieme l'inizio di un nuovo percorso, sostenuto dal calore della gente sin dagli esordi di 'Zero in Condottà.
Ecco perché voglio riunire attorno a noi l'Umbria con le sue rappresentanze, oltre ovviamente ai miei amici e fans."
Fans che si sono moltiplicati in otto anni di musica live, e che dopo la notorietà nazionale conquistata con X-Factor su RaiDue, l'hanno accolta la scorsa estate in maniera trionfale al ritorno a casa.
Nove puntate seguite da milioni di spettatori, dove Annalisa Baldi è stata sostenuta in modo autentico da Simona Ventura per la sua voce e il suo percorso artistico; fino a ricevere i complimenti di colleghe di fama, come Laura Pausini e Giorgia.
"Ballo da sola", il singolo che sarà presentato sabato prossimo, e contemporaneamente lanciato sul web, racconta la tenacia di Annalisa
"e la tenacia di farcela, senza 'geni della lampadà, senza raccomandazioni e solo con il talento, lo studio e la volontà."
Nella serata di sabato all'Hotel Giò Jazz - conclude il comunicato - Annalisa Baldi si esibirà dal vivo sul palco insieme ai suoi musicisti "Zero in Condotta", proietterà il nuovo video legato al singolo, prodotto sempre in Umbria dalla "Mediagroup Communication"; offrirà agli 800 spettatori che si sono prenotati (a ingresso gratuito) uno spettacolo molto articolato e ricco di sorprese anche extra-musicali.
Spazio nella serata di sabato, oltre ai momenti di spettacolo, "paparazzate" ironiche e coinvolgimento del pubblico, alla solidarietà, con le tre associazioni di cui Annalisa Baldi è testimonial: il Centro Internazionale per la Pace tra i Popoli di Assisi, il Comitato per la vita Daniele Chianelli, la Croce Bianca di Foligno.
L'evento di sabato è realizzato con il supporto di Aboca e Giò Hotel

Claudio Bianconi
Corriere dell'Umbria Martedì 17 Marzo 2009

La Scuola di specializzazione in beni demoetnoantropologici a Castiglione del Lago

Sarà inaugurata sabato prossimo, alle 10, la nuova Scuola di specializzazione in beni demoetnoantropologici che l'Università degli studi di Perugia ha istituito a Castiglione del Lago, con sede nel cinquecentesco palazzo Della Corgna.
Alla cerimonia parteciperanno, tra gli altri, il pro-rettore dell'Ateneo perugino, Antonio Pieretti, il sindaco Valter Carloia, il Soprintendente per i Beni storici, artistici ed etnoantropologici dell'Umbria, Vittoria Garibaldi, e il presidente di banca Valdichiana, Mara Moretti.
Per l'occasione si terrà un convegno, coordinato da Cristina Papa (dell'Ateneo perugino), cui parteciperanno docenti e ricercatori delle Università di Perugia, Siena, Firenze, Roma e Genova.
Diretta da Giancarlo Baronti, docente di discipline antropologiche nella facoltà di Lettere e Filosofia della Università del capoluogo umbro, autore di innumerevoli pubblicazioni di alto valore scientifico (e dal 1993 direttore del "Museo della pesca del Lago Trasimeno" di San Feliciano", del quale ha curato, in collaborazione con l'"Atlante linguistico dei laghi italiani", l'allestimento della nuova sede), la nuova Scuola conferisce notevole prestigio non solo a Castiglione del Lago, facendone un centro di studi universitari di alto livello, ma a tutta l'area del Lago Trasimeno.
Di più: l'istituzione della Scuola di specializzazione in beni demoetnoantropologici nel Comune lacustre appare come un riconoscimento delle politiche culturali portate avanti, almeno da un decennio a questa parte, dallo stesso Comune di Castiglione del Lago (e più in generale, con il coordinamento della Comunità montana, da tutti i Comuni del comprensorio) per la riscoperta e la valorizzazione del patrimonio culturale locale (anche e forse soprattutto in senso antropologico), nella consapevolezza che si tratta di un bene prezioso da tutelare, non solo come fondamento dell'identità territoriale ma anche come elemento essenziale per la promozione economica, nel quadro di un modello di sviluppo sostenibile.
Al convegno di sabato, oltre a Giancarlo Baronti, interverranno Pietro Clemente, presidente della Società italiana per la Museografia e i beni demoetnoantropologici(Simbdea), Fabio Mugnaini (dell'Università di Siena), Daniele Lupo Jallà (presidente International council of museums Italia), Stefania Massari (direttore del Museo Nazionale delle arti e tradizioni popolari di Roma), Vito Lattanzi (segretario Simbdea, Museo Nazionale preistorico etnografico "Pigorini" di Roma), Luigi Maria Lombardi Satriani (presidente Aisea, Università degli Studi di Roma "La Sapienza"),Luisa Faldini (presidente dell'Associazione nazionale universitaria degli antropoli culturali, Università degli Studi di Genova), Tullio Seppilli (presidente della Fondazione Angelo Celli di Perugia).
Per informazioni sulle attività della Scuola di specializzazione di Castiglione del Lago, si può già visitare il sito internet www.specializzazionedea.unipg.it
Sergio Spaccapelo
Martedì 17 Marzo 2009

La sentenza per i medici colti a dormire in servizio

"La turnazione era inadeguata a garantire la continuità del servizio e costituisce grave infrazione addebitabile per lo meno a negligenza degli autori.
Ma è grave anche l'infrazione commessa sia a titolo di dolo (nel caso di distacco accertato dei telefoni), sia a titolo di colpa con previsione (nel caso di negligente predisposizione di una turnazione prevedibilmente inadeguata rispetto alle concrete esigenze)."
É questo il succo della deliberazione, la numero 5 del 2009, con la quale il collegio arbitrale di medicina generale, all'unanimità ha proposto di irrogare ai cinque medici della guardia medica la
"revoca del rapporto convenzionale di continuità assistenziale."
Il provvedimento è firmato dal presidente del collegio, avvocato Giorgio Casoli e dal segretario dello stesso collegio giudicante, Ivana Ranocchia.
I cinque medici - G.g., F.s.p., W.r., A.a.
e A.p.
- operanti nel presidio di continuità assistenziale, in via Scarlatti, la notte tra il 3 e il 4 febbraio scorso, vennero trovati dai carabinieri o (uno di loro) sul posto di lavoro con le due linee del telefono staccate oppure (gli altri quattro) a dormire.
Le posizione dei cinque medici implicati nella vicenda si sono diversificate.
I quattro che dormivano hanno respinto gli addebiti sostenendo che
"in conformità di una prassi da lungo tempo praticata e anche necessitata per la natura del servizio, avevano predisposto una turnazione fra loro che avesse consentito ad almeno un sanitario di rispondere al telefono mentre gli altri quattro espletavano gli altri servizi ovvero riposavano."
I quattro hanno dichiarato di essersi ritirati nelle loro stanzette verso l'una o le due del mattino, mentre in accoglimento di una sua specifica richiesta, il quinto
"avrebbe ricevuto le telefonate degli utenti e li avrebbe avvertiti della necessità dei loro eventuali interventi."
I quattro hanno spiegato di non aver sentito gli squilli dei telefoni, di non essere stati avvertiti dal collega di esigenze rappresentate dagli utenti, di non sapere che i telefoni erano stati staccati, di non essere stati informati dal collega di turno di un suo presunto malore.
Quest'ultimo, dal canto suo, si è giustificato del distacco delle cornette, dicendo che forse l'aveva fatto quando era andato al gabinetto per le sue esigenze fisiologiche, dimenticadosi poi al ritorno di riattaccarle.
"Le giustificazioni addotte - afferma il collegio - non sono attendibili, né persuasive."
"Nel caso di specie - osserva il Collegio - la modalità con cui era stata effettuata la turnazione era obiettivamente inadeguata perché prevedendo un solo medico per il servizio telefonico non garantivano la risposta sollecita da due apparecchi telefonici, che avrebbero potuto squillare contemporaneamente e non garantiva la continuità e l'efficienza del servizio qualora il medico addetto fosse stato impedito o altrimenti impegnato.
Ma anche prescindendo da questa doverosa e possibile previsione il solo fatto che la turnazione attuata per mera comodità o per altra ragione si sia rivelata inadeguata a garantire la continuità del servizio, costituisce grave infrazione addebitabile, per lo meno, a negligenza degli autori."
Per quello che concerne le giustificazioni addotte specificatamente dal dottor G.g.
di non aver ricevuto telefonate nel periodo oggetto della contestazione, di non aver staccato le cornette del telefono, di propria iniziativa o di intesa con gli altri colleghi per non essere disturbati e di essersi sentito male come causa del ritardo con cui rispose alle insistenti scampanellate dei carabinieri, queste non sono attendibili.
Sono infatti contraddette dai tabulati telefonici, dal verbale dei carabinieri e anche dalle dichiarazioni rese dai coinquisiti". Il Collegio tra l'altro sottolinea un altro aspetto della convinzione di colpevolezza degli inquisiti: il 4 febbraio non era stata la sola, anche se la più grave, occasione di disservizio perché quattro degli inquisiti per giustificare il secondo addebito, hanno fatto riferimento ad altri casi di interruzione di collegamenti telefonici, di cui però non era stato dato seguito... Gli inquisiti non hanno negato di aver omesso di dare immediata notizia alla Dirigenza del servizio di quanto avvenuto la mattina del 4 febbraio, adducendo la scusa di aver sottovalutato gli effetti dell'intervento dei carabinieri che, in precedenza e per casi analoghi, non avevano avuto apprezzabili conseguenze. "Nella specie i fatti in questa sede accertati - rileva il Collegio - sono di per sé sufficienti a dimostrare la sussistenza della violazione contrattuale, alla quale consegue la erogazione di una sanzione disciplinare".
Da cui la revoca del rapporto convenzionale di continuità assistenziale. Il Collegio, in un passaggio, mette in evidenza la delicatezza e l'importanza del servizio che ha due linee attive ininterrottamente per 12 ore tutte le notti dell'anno e di 110 giorni festivi e che le telefonate sono numerosissime anche in considerazione del territorio servito dalla Usl 2 che comprende i Comuni di Perugia, Deruta, Torgiano e Corciano, con un bacino di utenti di oltre 180mila cittadini

Elio Clero Bertoldi
Martedì 17 Marzo 2009

domenica 15 marzo 2009

Dalla mostra Over Design Over. Materia, tempo e natura nel design contemporaneo

Il tempo si può leggere non solo con l'orologio, ma con il consumarsi di una serie di candele poste in sequenza, diagonalmente, come propone Sovrappensiero (Lorenzo De Rosa ed Ernesto Iadevaia).
Anche sorbire un numero sempre più elevato di tazze di tè in quelle di Bethan Laura Wood, talento emergente di Brighton, con speciali decorazioni che, seppure lavate, si scuriscono progressivamente segna il tempo.
Ancora sul tempo si sofferma "About Time", opera di di Sander Mulder, olandese, che lo misura rotolando sulla scrivania, portata ad esempio da Andrea Margaritelli, uno dei curatori.
Sono solo tre esempi del design più avanzato a livello internazionale, un design che modifica l'uso tradizionale della materia e della natura nella quotidianità, così come, appunto, la cognizione del tempo.
Anche Beatrice nel suo testo si sofferma sul concetto di tempo in arte affermando che
"il tempo concettualizza l'opera d'arte perché le offre l'inafferrabile restando sospeso ai margini dell'incertezza."
In buona sostanza, il design oggi non è solo progettazione, ma creatività e invenzione.
Questi i presupposti di
"Over Design Over. Materia, tempo e natura nel design contemporaneo"
che si è aperta ieri sera alla Rocca Paolina, per rimanere aperta fino al 13 aprile.
Curata da Marco Rainò e Andrea Margaritelli, la mostra conclude il ciclo "Infinita città" che dall'anno passato si è sviluppato felicemente in mostre ed altre iniziative curate da Luca Beatrice, al quale Perugia ha portato bene essendo stato nominato nel frattempo direttore del Padiglione Italia della Biennale di Venezia.
Una mostra, questa alla Rocca Paolina, di elevata qualità che suggella un impegno obiettivamente non effimero dell'assessorato alle Politiche culturali del comune di Perugia, affiancato nel tema della città anche da quello all'Urbanistica, che ha trovato la collaborazione della Regione, della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, della Fondazione Guglielmo Giordano, della Fondazione Enzo Hruby e il patrocinio del Ministero per i beni culturali, della Camera di commercio e di altre associazioni.
Importante il catalogo bilingue italiano/inglese (Silvana Editoriale) con testi dei curatori e di Andrea Branzi, Michele De Lucchi, Enzo Mari e contributi di Luca Beatrice, Cristina Morozzi e Cristiano Seganfredo con ampie schede di ogni autore.
La piena soddisfazione dell'amministrazione comunale è stata manifestata alla presentazione dagli assessori Andrea Cernicchi e Wladimiro Boccali.
Tre sono le sezione nelle quali si articola l'evento: materia, tempo e natura, appunto, spalmato sui 600 metri quadrati della sempre suggestiva Rocca Paolina, per l'occasione occupata da padiglioni eburnei, spesso costruiti intorno agli oggetti, e di una speciale illuminazione talvolta policroma, senza dimenticare i video e le installazioni scenografiche e multimediali.
Un grande allestimento per ospitare 44 operatori, capeggiati dalle tre "teste di serie" rappresentati dai più qualificati designer italiani oggi sulla piazza: Michele De Lucchi (materia), il mitico Enzo Mari (il tempo) e Andrea Branzi (Natura).
Rainò spiega nel suo testo il significato del titolo "Over Design Over", come
" due parole gemelle equidistanti da una terza centrale"
, un equilibrio fra quello che esprime oggi il design e quello che ancora può esprimere.
Accanto ai tre grandi maestri citati, infatti, i curatori hanno voluto tutti giovanissimi, se è vero che la media dell'età degli invitati è ben al di sotto dei trenta anni.
Dicevo dell'invenzione e non del semplice progetto, come nella re-invenzione di oggetti con carta riciclata o legno o eternit (quello non tossico delle lampade di Michel Charlot, francese), fino agli stomaci degli animali che negli oggetti di Julia Lohmann , londinese, diventano lampade, belle fino a quando non si scopre di che sono fatte.
La materia è anche quella di "The paper vase", vasi di carta tornita di Tomas Gabzdil Libertiny, slovacco, che compatta veramente la carta al punto tale da tornirla in forme di eleganti, tradizionali vasi.
C'è persino una sedia -di Andrea Marango- che non ha seduta: una contraddizione in termini che dà però l'idea di base della mostra: fra equilibrio e disequilibrio del nuovo potenziale.

Massimo Duranti
Corriere dell'Umbria Domenica 15 Marzo 2009

venerdì 13 marzo 2009

Arriva Coline all'Electro lab del Bazooka

Le serate "Electro lab" del Bazooka di via Manna a San Sisto sono ormai diventate un punto di riferimento per gli amanti della musica elettronica.
Sono appuntamenti costruiti con grande passione, con competenza, e riescono ogni volta a formulare una proposta stuzzicante, e di grande qualità.
É il caso della serata di domani, che vedrà il ritorno di Coline, l'eclettica dj tedesca che ritorna in Italia dopo aver partecipato nel febbraio dell'anno scorso alla serata inaugurale del party.
Nicole Zwahr, alias Coline, si è imposta già in giovanissima età, esibendosi nei più importanti club di tutta Europa al fianco di artisti come Sven Vath, Adam Beyer, Paul Kalkbrenner, Julietta , Tobi Neumann, Andre Galluzzi , Dinky e molti altri; ama descrivere il suo stile
"un intelligente ed elegante viaggio techno"
, i suoi set sono un invito a tuffarsi ogni volta in un mondo diverso, fatto di suoni freschi, innovativi e densi di passionalità; nel 2007 ha vinto l'International Girly Dj Contest al leggendario Fuse Club di Bruxelles.
Oltre ad essere una delle più acclamate dj tedesche, Coline è anche produttrice e conduttrice per Radio Spel-Trieb; dal giovedi alla domenica trasmette in diretta il suo programma dall'Harry Klein Club di Monaco dove ospita i migliori dj internazionali.
Inizio serata ore 23 circa, aprirà TommyAll (Perugia)

Andrea Niccolini
Corriere dell'Umbria Venerdì 13 Marzo 2009

La Bandabardò raddoppia allUrban

Non capita tutti i giorni che a Perugia si debba raddoppiare la data di un concerto. Certo, l'Urban non è lo stadio Olimpico, ma qui non stiamo nemmeno parlando dei Rolling Stones. In cartellone, domani, al locale di Sant'Andrea delle Fratte, era segnato già da qualche settimana il nome della Bandabardò.
Uno dei gruppi più amati da tutta una generazione che ormai è un po' più in là dei trent'anni, e questo si sapeva.
Ma un tale oceano di richieste, quelli dell'Urban, non se l'aspettavano. In ogni caso, poco male: domenica si fa il bis. E si badi bene, significa scrivere un piccolo pezzo della storia della musica live perugina. Il pizzuto Erriquez, al secolo Enrico Greppi, gentiluomo in braghe corte che della Banda è voce e capofila, se ne deve render conto, visto che da queste parti lui e gli altri sono di casa.
"sì, ci dà una grande gioia. D'altronde abbiamo raddoppiato anche altre date, in questo tour, l'ultima a Treviso. È un grande atto di fiducia e di amore da parte della gente. In un momento come questo, in cui le agenzie e i discografici non fanno altro che piangere, e certi colleghi finiscono addirittura per smettere, noi vediamo sempre più pubblico ai nostri concerti.
Gente che viene a pagare 15 euro, e magari si compra pure la maglietta, o un disco. E assicuro che per noi non è facile chiedere soldi a chi ci vuole bene. Per questo quando suoniamo dal vivo ci mettiamo ogni volta più attenzione."
In un periodo di vacche magre come questo è legittimo anche andare a San Remo per cercare un po' più di visibilità, come hanno fatto gli Afterhours?
"a noi l'hanno chiesto tre volte.
In un'occasione c'è stato pure detto che se avessimo rifiutato non saremmo mai più andati in televisione.
Un po' mafiosetto, no? Bene, noi non possiamo andarci. Al di là della stima e del rispetto che abbiamo per Manuel Agnelli e gli Afterhours, o per i Subsonica, che andarono a San Remo anni fa, non fa per noi.
Non è quella la visibilità di cui ha bisogno la Bandabardò. Non sono i canali che fanno per noi, come ovviamente quello del Festival non è il palcoscenico adatto a noi.
Andremmo a fare il gruppo "strano", quello che rompe le scatole, quello a cui i giornalisti danno puntualmente il premio della critica.
No, non fa per noi."
La Banda suona spesso all'estero, invece. A te, che sei una sorta di "emigrante di ritorno" (Erriquez ha vissuto vent'anni in Lussemburgo, nda), che effetto fa?
"Anche questa è una gran gioia.
Specie quando andiamo dalle mie parti, Germania, Belgio, Francia, è come tornare a casa da vincitore.
Tempo fa abbiamo suonato in Lussemburgo, dove abbiamo vinto un Festival. È stato come vincere una Champions League, per me. In Spagna, poi, abbiamo fatto il tutto esaurito sia a Barcellona che a Madrid. La cosa più bella, al di là del seguito, è che chi ci viene a sentire ci capisce. I critici hanno colto perfettamente la nostra natura, i nostri riferimenti musicali, le nostre ispirazioni letterarie.
Hanno capito che nelle canzoni mettiamo quello cha abbiamo sulla pelle, che siamo veri. Un fatto che ci dà molto coraggio."
Parli di ispirazioni letterarie e di quel che hai sulla pelle. In effetti nei tuoi testi passi tranquillamente dai mojitos della barista della Darsena agli ubriachi di Dino Campana.
Quando scrivi hai in mente l'immagine di un tuo ascoltatore tipo, la sua faccia?
"Ce l'avevo quando mi sono messo a scrivere i pezzi per il terzo album (Mojito Football Club del 2000, nda).
Avevamo una gran pressione addosso. I soliti discorsi: è l'album della maturità, e via discorrendo. Pensavo a quest'ascoltatore medio e non m'usciva niente. Poi ho capito che quel che preme alla Banda è fondamentalmente avere una coerenza di fondo. Nella musica, nelle parole, nel modo di comportarsi. E questa coerenza ce l'hai o non ce l'hai. Per noi la prima cosa è il divertimento, anche se parliamo di cose che fanno male al cuore o alle viscere vogliamo essere sempre costruttivi.
E poi, il nostro pubblico, non è cambiato nel tempo, semmai s'è ingrandito. Oggi ai nostri concerti c'è chi ci seguiva già a metà anni Novanta, ma anche i loro figli, i loro amici, i loro capiufficio.
La gente arriva a noi col passaparola, e questo ci gratifica davvero molto"
Giovanni Dozzini
Corriere dell'Umbria Venerdì 13 Marzo 2009

La Torta al Formaggio dell'Umbria

Torta al Formaggio Umbria
Di origine contadina, la torta umbra al formaggio viene tradizionalmente preparata nel periodo pasquale, tanto che viene comunemente chiamata anche Pizza di Pasqua.
Si caratterizza per un impasto a base di pasta lievitata, farina e formaggio (normalmente pecorino e parmigiano, ma c'è chi utilizza anche altri formaggi, come l'Emmental).
Cotta in stampi alti da forno, si presenta quasi come un soufflé e si accompagna a fette di salame (o prosciutto) e uova sode.

Ingredienti per 6-8 persone:
  • 300 g.di pasta da pane lievitata;
  • 180 g.di farina 00;
  • 150 g.di pecorino;
  • 100 g, di parmigiano grattugiato;
  • 3 uova intere e 2 tuorli;
  • 1/2 cucchiaio di strutto;
  • olio extra vergine di oliva q.b.;
  • sale.
Impastate la farina con la pasta da pane e un pizzico di sale. Lavorate fino a ottenere un impasto morbido ma elastico. Lasciatelo riposare al riparo da correnti d'aria. Nel frattempo, in una terrina sbattete le uova intere, i tuorli, il pecorino precedentemente tagliato a piccoli tocchetti e il parmigiano.
Sulla spianatoia, unite gradualmente il composto di uova e formaggi all'impasto predentemente preparato: cominciate con qualche cucchiaiata di composto, e aspettate che siano completamente assorbite prima di aggiungerne altre.
Aggiungete via via anche qualche cucchiaio di olio d'oliva.

Alla fine, prendete l'impasto (che dovrà risultare soffice e ben amalgamato), copritelo con un tovagliolo e lasciatelo riposare in un luogo tiepido per un paio d'ore.
Trascorso questo periodo, ungete una teglia dai bordi alti con lo strutto, sistematevi l'impasto e fate ancora lievitare in luogo tiepido per circa un'ora.
Cuocete poi la torta in forno preriscaldato a 180 ° per circa 40 minuti.
La torta deve apparire ben cotta e asciutta.

mercoledì 11 marzo 2009

Facoltà di Scienze della formazione di Perugia

Una facoltà in trasformazione che ha avuto un ottimo exploit negli ultimi anni e che si accinge a cambiare ulteriormente volto.
A dirlo è il preside di Scienze della formazione, Romano Ugolini che annuncia un periodo di grande trasformazione, destinato a chiudersi presumibilmente fra cinque anni.
Professor Ugolini, qual è oggi l'offerta formativa e didattica della facoltà e come è dislocata sul territorio umbro?
"Con il passare degli anni, la facoltà di Scienze della Formazione ha conosciuto una fase di insediamento su tutto il territorio regionale.
A Perugia operiamo su due fronti, quello della pedagogia e quello della psicologia.
L'affollarsi di normative ci ha portato a fare una scelta, applicando il decreto ministeriale 270 in tre tempi.
In un primo momento abbiamo abbandonato corsi di laurea che però trasferiremo in altri settori.
In secondo luogo abbiamo individuato il percorso per entrare a regime entro il 2014, approvando una delibera che fotografa la fisionomia della nostra facoltà basata su due corsi di laurea quinquennali in ambito pedagogico, un corso di laurea completo in ambito psicologico, un corso di laurea in ambito sociologico e due corsi di laurea in ambito storico e storico artistico.
Stiamo vivendo una fase di lavori in corso.
Sappiamo dove siamo partiti e dove vogliamo arrivare.
Il corso in scienze psicologiche è stato innovativo e coraggioso.
In sinergia con la facoltà di Medicina abbiamo creato a partire dall'anno scorso questo corso triennale il cui numero programmato è di 150 persone.
Prevediamo di istituire anche la magistrale.
A Foligno c'era il corso di laurea in coordinamento delle attività di protezione civile e la relativa magistrale, che per esigenze della facoltà abbiamo dovuto disattivare.
Siamo presenti nella sede di Terni e di Narni.
A Terni abbiamo il corso di laurea inerente al mondo dello spettacolo legato alla comunicazione audiovisiva.
Abbiamo preso come docenti, esperti a contratto che insegnano discipline relative alla sceneggiatura, alcuni di loro lavorano anche a Cinencittà.
Nella sede di Terni si trova anche un laboratorio specializzato informatico con certificazione europea con tanto di piattaforma che riguarda non solo la comunicazione più avanzata in e-learning ma anche la gestione del backstage sia per il teatro che per il cinema.
L'altro corso di laurea e quello in scienze per l'investigazione e la sicurezza a Narni.
Gli iscritti hanno superato quota mille e provengono da tutta Italia ma anche dall'estero.
É un corso di laurea sociologico e prepara gli studenti a gestire gli aspetti della sicurezza e della prevenzione.
La facoltà ha firmato circa 100 convenzioni per i tirocini."
a tal proposito, che tipo di convenzioni avete stipulato e quali opportunità offre la facoltà agli studenti sotto il profilo degli stage?
"i tirocini sono l'orgoglio della facoltà.
Tutti gli studenti devono fare obbligatoriamente stage durante il corso di studio.
Ciò che insegniamo dalla cattedra deve essere sperimentato in sede lavorativa.
Sono previsti sia tirocini interni, basati su seminari e attività di laboratorio, che stage esterni.
Da quando ho assunto questa presidenza nel 2000, mi sono prefissato tre obiettivi.
Tutti coloro che escono dalla facoltà devono avere tre elementi nel proprio bagaglio.
Primo, devono aver fatto un tirocinio e quindi essersi confrontati con il mondo esterno.
Secondo, devono avere una conoscenza informatica di grado elevato.
Terzo, devono aver raggiunto un'importante conoscenza di almeno una lingua straniera.
Un'altra opportunità che offriamo sono i tirocini volti all'inserimento nei posti di lavoro effettuati nei primi 18 mesi dal conseguimento della laurea.
Abbiamo molteplici convenzioni per facilitare l'accesso dello studente nel mondo del lavoro.
Nelle cooperative che hanno bisogno di formatori, nelle onlus che fanno assistenza specificatamente per l'handicap, nelle imprese per la sicurezza e nelle banche.
Sono state firmate convenzioni con Unicredit Banca, con Alitalia e Air One per la sicurezza negli aeroporti e con le Prefetture e per il settore artistico, con i teatri e società di produzione come Cinecittà."
Come viene svolta l'attività di laboratorio?
"i laboratori sono dei luoghi di simulazione di situazioni che presumibilmente lo studente troverà nell'esercizio della sua professione educativa.
Si ipotizza un percorso o una realtà rispetto alla quale chi dirige il laboratorio dà delle indicazioni fondamentali e lo studente deve elaborare un progetto, cioè una capacità di intervento su temi dell'educazione e della realtà sociale.
Sono obbligatori a tutti.
L'offerta è multipla.
Ci sono circa 25 studenti per laboratorio suddivisi in settori che vanno dalle tecniche per l'osservazione dinamica di gruppo, alla dinamica relazionale, ai laboratori per l'acquisizione di tecniche comunicative.
Sono occasioni significative per iniziare a sperimentare e a mettere in pratica le competenze acquisite sul piano teorico."
Secondo i dati della facoltà, il corpo docente è formato prevalentemente da ricercatori.
Quale tipo di politica portate avanti nei confronti della ricerca?
"Il numero complessivo dei nostri docenti è di 65, di cui 14 professori ordinari, 20 professori associati e 31 ricercatori.
Abbiamo dato priorità al ruolo dei ricercatori per ringiovanire l'età media della facoltà che gradualmente si sta abbassando, con l'ingresso delle nuove leve.
Negli ultimi tre anni sono stati banditi 16 concorsi di cui 6 vincitori sono ancora in attesa di essere assunti.
Avevamo bisogno di forze fresche sia per la didattica che per la ricerca che per noi sono due facce della stessa medaglia e pertanto non le consideriamo disgiunte, nè riteniamo che si debba fare una distinzione."
Quali sono i rapporti che intrattenete con università, centri di ricerca e altre istituzioni sia a livello nazionale che internazionale?
"La Francia è da noi molto gettonata.
Abbiamo stipulato accordi scientifici, didattici e di ricerca con università di Parigi, anche con la Sorbonne, in ambito sociologico e storico-artistico.
Siamo in contatto con la Spegna e con gli Stati Uniti, dove abbiamo avviato contatti per trattare la convenzione con Hollywood.
Stiamo tentando anche di avvicinarci a Bollywood, incontrando però resistenze e difficoltà connesse con l'impossibilità di realizzare un interscambio di studenti dato che gli indiani, a causa del problema delle caste, non potrebbero venire in Italia.
Abbiamo collegamenti con Umbria Film Commission, un'agenzia regionale che si occupa di tutte le produzioni cinematografiche e televisive che vengono svolte in Umbria.
A Terni, gli studi cinematografici di Papigno e il centro multimediale ci hanno richiesto una figura professionale in grado di allestire una sceneggiatura, capace di gestire ciò che sta dietro le quinte, dall'informatizzazione dello spettacolo agli effetti speciali.
I laureati del corso di laurea a Terni soddisfano a pieno questa esigenza."
Quali sbocchi lavorativi offre la facoltà ai giovani laureati?
"Le opportunità per il laureato vanno dai settori tradizionali quali la formazione primaria che prepara maestri e formatori di nido, alla formazione e all'opera nel settore dell'handicap.
Nel mondo del sociale, possono lavorare come formatori nelle cooperative e nelle aziende.
Nel settore psicologico, possono anche entrare a far parte dell'ordine degli psicologi.
Tuttavia, dopo il triennio in scienze e tecniche psicologiche dei processi mentali, si consegue una certa competenza e si può diventare tecnico psicologo.
Nel settore della sicurezza con il corso di Narni, abbiamo convenzioni con vigili urbani, aziende, banche, aeroporti, supermercati, questure, prefetture e stadi per coordinare l'attività e il lavoro degli steward"
Carlo Timio
Corriere dell'Umbria Mercoledì 11 Marzo 2009