venerdì 29 maggio 2009

Bond argentini: condannata la banca!

Il pensionato e la casalinga hanno ragione e vincono la causa, la banca perde e viene chiamata, e obbligata, a rifondere il danno; é stata depositata, in queste ultime ore, la sentenza del tribunale civile (presidente Aldo Criscuolo, a latere Teresa Giardino e Umberto Rana, quest'ultimo giudice estensore), la prima in Umbria, sulla vexata quaestio dei bond argentini.
La causa aveva preso avvio il 27 marzo 2007 quando il pensionato e la casalinga, entrambi perugini, tramite il loro difensore, l'avvocato David Apolloni citarono una banca locale (assistita dagli avvocati Mazzi e Brancadoro) lamentando il fatto di aver perso i risparmi di una vita nei bond argentini.
I due spiegavano che nell'ottobre del 2000 la banca aveva consigliato loro di investire tutti i loro risparmi, costituiti dal tfr, in prodotti finanziari.
Solo dopo il crollo in borsa, il pensionato aveva scoperto di aver acquistato, insieme alla moglie, titoli della Repubblica Argentina per un valore nominale di 50 milioni di lire (all'epoca vigeva la vecchia divisa).
I due coniugi assicuravano che, al momento della sottoscrizione del contratto di deposito titoli, non avevano avuto alcuna informazione sui rischi generali e non avevano neppure avuto notizie sulla propensione al rischio.
Solo due anni e mezzo dopo avevano firmato un documento sui rischi generali e ancora l'anno successivo un modulo sulla propensione al rischio.
La banca, dal canto suo, in giudizio si era opposta a tutte le domande dei suoi vecchi clienti, sollecitando la declaratoria di decadenza dell'azione, avviata ben oltre il termine dei sessanta giorni previsti dal contratto.
Il giudice in sentenza sottolinea come l'intermediario (la banca, insomma) abbia il dovere di comportamento "diligente, corretto, trasparente" sia al momento della instaurazione del rapporto con l'investitore, sia durante.
Senza contare che deve tener conto sia delle caratteristiche soggettive dell'investitore, sia delle caratteristiche oggettive dell'operazione e formulare il giudizio di adeguatezza della singola operazione.
Nel caso specifico mentre la sottoscrizione è dell'aprile del 1998 l'ordine di acquisto dei bond argentini è dell'ottobre 2000.
In definitiva, argomenta il tribunale, l'ordine di acquisto "è avvenuto in palese violazione degli obblighi di informativa."
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Elio Clero Bertoldi
Corriere dell'Umbria Venerdì 29 Maggio 2009

Ponte San Giovanni pronto a cambiare

La grande torre del silo, alta 57 metri, sparirà. E con lei cambierà definitivamente lo skyline di Ponte San Giovanni. Ben 115 mila sono i metri cubi da demolire. Poi partiranno i lavori e dove, per decenni, dalla Prima alla Seconda guerra mondiale fino al disastroso incendio di fine anni Ottanta, è rimasto il Molino Pastificio Ponte, sorgerà il cervello del Gruppo Colussi, insieme a un centro direzionale-produttivo e residenziale ed un grande parco sul lato destro del Tevere.
Quattro torri alte 43 metri (dodici piani di altezza), una piastra a piano terra che fungerà da raccordo e che sarà dedicata ad attività commerciali, una grande area verde: il tutto curato dallo studio "Signorini e associati".
Il più grande intervento, nel territorio del Comune di Perugia, dopo Monteluce. Quattro ettari di terra, cioè 38mila metri quadrati di superficie utile complessiva che, dopo la costruzione delle strade interne, si ridurranno a 21 mila, di cui il 60% residenziali e il 40% direzionale-produttivo.
Il fiore all'occhiello del progetto è il parco pubblico di 11mila metri quadrati, accanto al quale è stato progettato anche un parcheggio per 390 posti.
Per molti anni il progetto è rimasto bloccato. L'allora sindaco Mario Silla Baglioni ed il vicesindaco Renato Locchi agli operai choccati dal terribile incendio, all'epoca di proprietà Bsn Danone, che mormoravano: "Vogliamo vedé se adesso cambierete il piano regolatore…", replicarono che "Mai e poi mai" avrebbero fatto una cosa del genere. Nel 1999-2000, dopo che il Gruppo Colussi inglobò la Bsn Danone (e con questa l'Agnesi, la Ponte e i suoi terreni), scoppiò una sorta di lotta tra Imperia e Perugia per ospitare il centro direzionale Colussi.
L'imprenditore che guida la grande azienda umbra spiegò che avrebbe portato il cervello dell'azienda là dove il progetto fosse arrivato prima al varo.
Il Comune di Perugia, dopo una serie di contatti, ha dato il via libera al progetto che, per certi versi, restituisce il Tevere ai ponteggiani.
E al tempo stesso non attesta la fine industriale della popolosa frazione visto che sulle polveri della Ponte (che fu la prima azienda italiana di serie a a sponsorizzare una squadra di calcio, sotto la regìa dell'allora presidente dell'Ac Perugia, Franco D'Attoma), sorgerà il cuore pulsante di un'altra dinastia industriale umbra, la Colussi appunto (dopo la famiglia Mignini).
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Elio Clero Bertoldi
Corriere dell'Umbria Venerdì 29 Maggio 2009

La lotta all'Aids: in Umbria 50 sieropositivi l'anno

Calano i decessi ma aumentano i sieropositivi. Nel 2008 ci sono state 53 nuove diagnosi di infezione da Hiv. É questa la fotografia dell'Aids in Umbria.
"Un problema dimenticato - denuncia la sezione umbra dell'associazione nazionale per la lotta contro l'Aids - ma i contagi aumentano."
Fino al 2007 sono stati segnalati in Umbria 575 casi di Aids di cui 435 (il 76 per cento) assistiti alla clinica di malattie infettive dell'università di Perugia.
In sostanza i nuovi casi di Aids, la malattia conclamata, sono in progressiva riduzione dal 1995 ad oggi di un quarto.
Ma ogni anno ci sono 50 nuove persone infettate. Andando a ritroso il primo caso di Aids arriva da lontano nel 1981.
"In questi 28 anni di esperienza - ha spiegato il primario della clinica di malattie infettive di Perugia, Franco Baldelli - si devono indicare due periodi."
Fino al 1995 la malattia era collegata a categorie a rischio, con una alta mortalità. Un virus che colpiva i giovani e che creava una vera e propria allerta sociale legata al rischio di trasmissione sessuale.
Successivamente l'individuazione di una terapia ha consentito la cronicizzazione della malattia.
"é vero, in genere non si muore più ma si è persa anche la percezione del rischio"
con una maggiore facilità del contagio.
"Ora la trasmissione dell'Hiv - spiega il professore - è al 50 per cento per via eterosessuale e coinvolge più le donne: è salita l'età media degli infettati (attorno ai 50 anni) soggetti che scoprono la malattia in genere grazie ad altre patologie e con deficit immunitari più alti."
É dunque crollato il numero di malati di Aids ma non di chi ha contratto l'infezione da Hiv, che scoprono di essere sieropositivi anche a distanza di 10 anni.
E anche l'infezione non è da sottovalutare:
"L'italia e la Spagna sono stati gli ultimi paesi ad introdurre un sistema di sorveglianza (l'anno scorso) per monitorare l'infezione: nel '97 l'Umbria fu la prima regione in Italia ad instaurare un sistema di sorveglianza dell'Hiv grazie al professore Sergio Pauluzzi che ora dovrà essere ripreso."
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Patrizia Antolini
Corriere dell'Umbria Venerdì 29 Maggio 2009

giovedì 28 maggio 2009

La Festa del Corpus Domini 2009 ad Orvieto

Festa del Corpus Domini ad Orvieto

13 e 14 giugno 2009
La processione che celebra il miracolo avvenuto nel 1264 a Bolsena, quando un sacerdote di origine boema durante la consacrazione dell'ostia osservò fuoriuscire dall'ostia stessa il sangue che raccolse sul corporale e sui lini liturgici, si terrà, come la tradizione vuole, nel fine settimana che va dal 13 al 14 giugno.

Corteo Corpus Domini

 Corteo Corpus Domini OrvietoLe preziose reliquie sono da allora custodite presso il Duomo di Orvieto ed ogni anno vengono portate in processione per le vie del paese accompagnate da un corteo storico che annovera oltre 400 figuranti.
L'evento religioso è divenuto così anche l'occasione per rievocare nella memoria i tempi in cui Orvieto fu quella magnifica sede papale dove risiedettero ben 33 pontefici.

Il 13 giugno è prevista l'uscita del Corteo delle Dame per assistere ai solenni Vespri in Duomo mentre in Piazza del Popolo - le nobili dame assisteranno a spettacoli di danza medievale in serata, in Piazza Duomo, si terrà la Staffetta dei Quartieri.
Il 14 giugno rivivrà il Mercato Medievale in Piazza della Repubblica mentre dalle 10.00 con partenza da Piazza Duomo si potrà assistere alla Processione del Corpus Domini ed assistere alla sfilata del Corteo Storico che attraverserà le vie del centro storico di Orvieto.

Ufficio Informazioni Turistiche - Servizio Turistico Associato
Piazza Duomo, 24 - Tel.0763 341772
Regione Umbria Giovedì 28 Maggio 2009

Alberto Burri alla Galleria Nazionale dell'Umbria

Alberto Burri in mostra a Perugia

La mostra su Alberto Burri alla Galleria Nazionale dell'Umbria è stata rinviata a data da destinarsi

Ringraziamo l'Assessore alla Cultura del Comune di Perugia Andrea Cernicchi per la cortese segnalazione.


Alberto Burri in mostra alla Galleria Nazionale di Perugiafino al 26 Luglio
Mostra delle opere dell'artista a quindici anni dalla scomparsa.
Burri nato a Città di Castello è stato poi un vero cittadino del mondo: Roma, Venezia, Chicago, Los Angeles, Nizza, sono state sedi di presentazione delle sue opere.
Sarà possibile ammirare le sue creazioni e fare un viaggio per comprendere a pieno la poliedricità di questo artista umbro.

mercoledì 27 maggio 2009

Basta allo sfruttamento degli animali nel circo

Un esempio significativo di circo, nella formula di mostra faunistica itinerante, è rappresentato dal Victor: un'attività di spettacolo viaggiante leggermente diversa dal circo comunemente inteso, dove comunque gli animali sono considerati "attrazioni" inserite nell'elenco delle attività spettacolari di cui all'art. 4 della legge 337/68.
In questo caso gli animali non eseguono specifici numeri, ma vengono semplicemente mostrati. Per più di un anno questo circo, con l'aiuto dei volontari di varie sedi Lav, è stato inseguito e monitorato in svariate località in cui è attendato e sono state inoltrate ripetutamente le richieste di accesso agli atti per ottenere i verbali di sopralluogo stilati, in particolar modo, dal corpo forestale e dalle Asl.
Nonostante quelle che appaiono essere evidenti violazioni della normativa sul benessere animale, tutti gli interventi svolti dalle competenti autorità, ad oggi, non hanno rilevato nulla di anormale nel mantenimento degli animali.
In modo particolare, nessuna attenzione è stata rivolta alle prescrizioni della Commissione Scientifica Cites come si evince dai verbali di ispezione emessi dal Cfs e ottenuti dalla Lav, né sono menzionati i "criteri" e specificato se siano rispettati o meno.
La massima attenzione degli organi che hanno effettuato i controlli è stata posta da una parte sull'assenza di malattie in atto (soprattutto infettive) e dall'altra sull'esistenza dei previsti certificati di origine e gli altri requisiti Cites, mentre si è "voluto" sorvolare sulle discutibili condizioni di detenzione degli animali. i criteri per la detenzione degli animali nei circhi e nelle mostre itineranti sono la minima garanzia che la nostra legislazione offre nei confronti del benessere degli animali usati in quelle strutture. Una garanzia minima e sempre, in tutti i casi, disattesa.
In modo continuo, costante, determinato. In nessun verbale sino ad ora ottenuto vengono menzionati. Sono, di fatto, lettera morta. Ma che cos'è il Victor? Una serie di grossi camion con le pareti attrezzate a gabbie impilate, alcune delle quali addirittura chiuse da un pannello di legno oltre alle sbarre di ferro, che ospitano più di 60 animali.
La grande maggioranza è composta da volatili che vengono fatti uscire per pochissimi minuti durante gli spettacoli, attirati dal cibo, alcuni fatti volare all'interno del tendone per poi tornare ad essere rinchiusi nella loro scatola di lamiera dove vivono perennemente.
C'è, inoltre, un sistema di piattaforme con saliscendi che, da un piano sottostante, fa salire a livello del palco delle gabbie contenenti due alligatori, pellicani che escono dal retro, pinguini, avvoltoi e un leone marino tenuto praticamente in scatola, così come uno squalo costretto in una piscina di dimensioni assolutamente inadeguate.
Ma come vivono gli animali? Al buio perenne nei tunnel dei container, piombati, e con un microclima comune a una molteplicità di specie fra loro estremamente diverse. Ricordiamo che la stessa Commissione Cites ha evidenziato tutta una serie di requisiti minimi indispensabili per la detenzione degli animali nei circhi, al fine di evitare di incorrere nel reato di maltrattamento, tra cui l'utilizzo di strumenti atti a regolare la temperatura degli ambienti in funzione delle singole esigenze degli animali ospitati, l'arricchimento ambientale come componente essenziale e, soprattutto, l'idoneità delle strutture di detenzione.
Nonostante le varie denuncie fatte dalla Lav in merito al Victor, nulla è mai cambiato nelle modalità e negli esiti dei controlli fino a che non abbiamo fatto intervenire la troupe televisiva di Striscia la Notizia (Canale 5). L'ottimo filmato trasmesso da Striscia ha chiaramente messo in mostra non solo lo strazio di animali reclusi in modo indegno ma anche la scarsa affabilità del gestore, la sua dubbia sensibilità e conoscenza dei bisogni degli animali detenuti. Il veterinario intervistato ha dichiarato, tra l'altro, un particolare di estrema importanza: non si riconosce il grado di sofferenza dei coccodrilli perché, al contrario di altri animali, non hanno una mimica facciale.
Ma è la stessa cosa per il leone marino, per gli anaconda, per gli squali, per gli uccelli. Soffrono, ma non lo possono dimostrare perché noi non siamo in grado di capirlo. Oggi, grazie al filmato che evidenzia in modo inconfutabile situazioni di sfruttamento di esseri viventi – che a nostro parere configurano senza dubbio il reato di maltrattamento – è pendente una denuncia presso la Procura della Repubblica di Bologna.
La magistratura, sulla scorta delle relazioni di due esperti deputati a esprimersi in merito, sta ora valutando tutti gli aspetti della questione e si spera che, come richiesto dalla Lav, venga disposto il sequestro di tutti gli animali, con conseguente affidamento a strutture idonee, che abbiamo già preventivamente individuato in collaborazione con il Wwf.

di Nadia Masutti
Impronte LAV

La scultura Miracolo dell'Istituto d'arte Bernardino Di Betto

Si intitola "Miracolo" una grande scultura realizzata tutta all' interno dell' Istituto d'arte Bernardino di Betto per celebrare Marino Marini.
L'opera sarà presentata ufficialmente venerdì prossimo, alle ore 18, nell'aula magna dell'istituto. La scultura si giova di una tecnica innovativa, ma la sua principale caratteristica risiede nel fatto che è la prima volta in Italia che la sinergia tra studenti (90) e professori porta alla realizzazione di un' opera di dimensioni così ragguardevoli, ovvero circa sette metri.
Per fare il "Miracolo" sono servite oltre 8000 ore di lavoro nell' arco di 18 settimane, 41 quintali di cemento, 210 quintali di inerte, 950 chilogrammi di ferro, 16 metri cubi di polistirolo.
Nel corso della presentazione sarà proiettato un breve documentario intitolato, "La Tecnica e la Memoria", diretto dal regista Michele Scotoni [...]

Corriere dell'Umbria Mercoledì 27 Maggio 2009

A Corciano Sit in di protesta contro la ex Deterchimica

"Anche Corciano ha il suo mostro, la ex Deterchimica, un enorme agglomerato di ferro e cemento vicino a Strozzacapponi: è l'emblema dell'attenzione che le amministrazioni di sinistra, che hanno fino ad oggi gestito il nostro comune, hanno avuto nei confronti dei cittadini e dell'ambiente."
Inizia così una lettera della capolista dello schieramento del centrodestra Roberta Ricci, che invita anche tutti, domani pomeriggio alle ore 18.30, davanti al "mostro": saranno presenti i candidati delle liste a sostegno dell'avvocato Pietro Cappannini.
"Basti pensare - continua la Ricci - che il capannone ha ospitato fino agli anni Settanta uno stabilimento per la produzione di saponi industriali, e da allora, nonostante ripetuti impegni dei diversi sindaci ad adoperarsi per far abbattere la struttura, la fabbrica fa ancora bella mostra, si fa per dire, di sé.
In particolare il sindaco uscente aveva dato mandato ad un'azienda di procedere alla demolizione ed all'interramento del cavo dell'alta tensione, garantendo la possibilità di edificare per una certa cubatura."

"Ma, come al solito - conclude la rappresentante del centrodestra - il sindaco si è poi rimangiato la parola, vietando da un lato la possibilità di edificare e dall'altro, cosa ancora più grave, non ha neppure fornito spiegazioni alle legittime richieste dei residenti.
Questo è l'ecologismo e l'attenzione verso i problemi della gente, dell'ex sindaco Ginetti. 'Ci puoi contare', recita lo slogan dell'amministrazione uscente, 'che non sarai ascoltato né avrai risposte', aggiungiamo noi"
[...]
Corriere dell'Umbria Mercoledì 27 Maggio 2009

martedì 26 maggio 2009

Miss School Day 2009 Federica Pasquini

Se nella notte di San Lorenzo, il 10 agosto, si attende il magico rituale della cadute delle stelle, nella notte di una giornata di maggio che ha preannunciato anzitempo un'estate particolarmente t calda, è stato il momento delle stelle nascenti, quelle stelline che durante il corso dell'anno scolastico hanno più volte indotto gli appartenenti al genere opposto a girare la testa nella loro direzione, tanta e tale è l'avvenenza che hanno sprigionato.
Ma tant'è alla bellezza non si può resistere. E così è giusto cadenzare di anno in anno con una apposita cerimonia, lo School Day, questa irresistibile pulsione che suggella le più fascinose, coloro che partendo dal basso potrebbero avere chance da giocarsi anche in altri contesti.
Le stelline insomma nascono spontaneamente nei nostri istituti scolastici e tutti i ragazzi sarebbero pronti qualora se ne presentasse l'occasione a sostenere sulle passerelle o magari in tivù, le più belle scelte di anno in anno.
Sta di fatto che domenica scorsa alla discoteca "Gradisca Mare" la notte delle stelline ha festeggiato i venticinque anni con un incredibile record di presenza e una folla trabocchevole di studenti.
La serata che era patrocinata dall'Avis ha visto l'efficace opera di promozione proprio in favore della donazione del sangue e grande è stata l'opera di sensibilizzazione tra i giovani e i giovanissimi.
La serata si è articolata in una serie di selezioni che ha visto protagonisti cinquantotto ragazze venticinque ragazzi partecipanti da tutte le scuole della regione.
Da segnalare inoltre che la gara si è svolta in collaborazione con il concorso nazionale di bellezza "Modella Oggi" che in Umbria è gestito del talent scout Guido Amico e che proietterà automaticamente le stelline nel mondo della moda.
Madrina della serata è stata Federica Bardani; coordinatore Nicolò Famiglietti. Miss School Day 2009 per la regione Umbria è stata eletta Federica Pasquini, dell'Istituto magistrale Pieralli.
Federica compie 18 anni a giugno, è ragazza già affermata nel campo della moda (ha tra l'altro vinto il titolo di Modella Oggi nazionale 2007), gioca a basket e per il futuro prospetta l'iscrizione alla Facoltà di Medicina.
Federica è fidanzata. Seconda classificata è stata Caterina Ciani del Liceo classico Mariotti, diciottenne perugina che studia danza e anch'essa prospetta l'iscrizione alla Facoltà di Medicina.
Single. Terza classificata è stata Federica Pelli, dell'Itas Giordano Bruno, derutese che compie 18 anni il 18 luglio.
Studia recitazione da dieci anni e nel futuro prospetta studi all'Accademia di Roma. Single. Oltre alle stelline, è stato eletto anche uno "stellino". Il più bello della School Day 2009 per la regione Umbria è Riccardo Raspa del Liceo classico Mariotti.
Per quel che riguarda le elette nei vari istituti, ecco le più belle: per gli Istituti di Todi e Marsciano è stata eletta Costanza Mancinelli; per gli Istituti di Gubbio, Gualdo Tadino, Città di Castello e Umbertide è stata eletta Caterina Fioriti dell'Istituto d'arte di Gubbio; per gli Istituti di Foligno e Spoleto è stata eletta Francesca Testasecca, diciotto anni, di Foligno, già nel mondo della moda con sfilate e concorsi che sogna un futuro come hostess di volo.
A lei è stata anche assegnata la fascia di Miss Beauty. Per quel che concerne le fasce dell'Avis sono stati individuati due ragazzi: miss Avis è stata eletta Giada Morici; mr Avis è invece Besmir Kote.
Per le sface di Modella Oggi che daranno diritto di partecipare alla finale regionale sono state individuate cinque ragazze:
  1. Maria Vittoria Lapalorcia, Liceo classico Mariotti, diciottenne perugina che nel futuro vede studi in economia all'estero. Single. A lei è stata anche assegnata la fascia di miss Fitness;
  2. Giada Morici, dell'Itc Scarpellini di Foligno;
  3. Marta Paffarini, Istituto magistrale Pieralli, diciottenne perugina che pratica la pallavolo.
  4. Petalie Boga, Liceo classico Mariotti, diciottenne perugina gioca a basket e danza l'hip hop, single;
  5. Caterina Megna, Liceo scientifico A.Volta di Spoleto
Claudio Bianconi
Corriere dell'Umbria Martedì 26 Maggio 2009

venerdì 22 maggio 2009

Milva canta ... La variante di Lüneburg

Nel segno della bellezza chiude la "sua" prima stagione il Teatro Cucinelli. Aperto il sipario per la prima volta ad ottobre, con un debutto trionfale nel giorno di compleanno (3 settembre) del proprietario Brunello Cucinelli, il teatro arriva alla fine del cartellone con "La variante di Lüneburg" interpretato da Milva.
Martedì 26 e mercoledì 27 maggio, alle 21, sarà possibile godersi la vocalità straordinaria della Marlene Dietrich italiana messa al servizio del best seller dello scrittore goriziano Paolo Maurensig in una versione teatrale opera dello stesso autore.
Lo spettacolo sarebbe dovuto arrivare sul palcoscenico di Solomeo a febbraio, ma è stato posticipato dalla compagnia, ed è finito in fondo alla tournèe.
A luglio, infatti, l'inarrivabile rossa della canzone colta italiana tornerà di nuovo sul palco per "La visita della vecchia signora" di Friedrich Dürrenmatt.
"La variante di Lüneburg" è una "fabula in musica" che intreccia musica, canto e recitazione, e li unisce a un pathos ben ritmato.
Il romanzo, attraverso la metafora del gioco degli scacchi, racconta gli orrori dell'olocausto ripercorrendo uno dei periodi più bui della storia dell'uomo.
"Avevo sempre guardato con sospetto - dice Maurensig - a ogni proposta di trasformare i miei romanzi in lavori teatrali, con o senza musica.
Se qualcuno si sentiva di impegnarsi in una simile operazione lo facesse pure, ma senza contare sulla mia collaborazione.
Già una trasposizione sul grande schermo, per quanto il cinema possa contare su mezzi tecnici di rilievo, comporta problemi non indifferenti; figuriamoci una riduzione teatrale, notoriamente più limitata di quella cinematografica.
Eppure, è stata proprio questa peculiarità tipica del teatro, la possibilità cioè di far uso di un'essenzialità portata agli estremi, che mi ha convinto.
Estrapolare un testo essenziale e scrivere le parole per le canzoni di Milva mi hanno rinnovato l'emozione provata a suo tempo nello scrivere il romanzo."
La composizione delle musiche ha la firma di Valter Sivilotti, con la presenza di Walter Mramor quale voce recitante, della soprano solista Franca Drioli, del sassofonista Marco Albonetti e del Coro Canticum Novum di Solomeo diretto dal maestro Fabio Ciofini.
Milva interpreta dieci canzoni originali.[...]
Sabrina Busiri Vici
Corriere dell'Umbria Venerdì 22 Maggio 2009

Hi Su Choi in mostra con Se la forma è donna

Ispirata alle forme del monte Subasio e agli splendidi paesaggi che si scorgono in prossimità di Castelluccio l'artista coreana Hi Su Choi ha esposto ieri pomeriggio le sue scultore nella sede di Confapi del centro storico di Perugia in Piazza della Repubblica.
Una mostra che già dal titolo esprime il suo forte richiamo alla femminilità: "Se la forma è donna".
In Italia da ormai quattordici anni Hi Su Choi spiega l'origine della sua predilezione artistica:
"Le sculture esposte rappresentano la Madre Terra, una donna ha in sé tutte le forme, partorisce l'uomo, questo processo non necessita di spiegazioni.
Il corpo materno è un contenitore di varie forme ed a parer mio anche il Subasio lo è. Così come accade ne Il Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry il protagonista vede e interpreta il serpente che inghiotte l'elefante, così io vedo cosa c'è dentro le forme della natura.
Le percezioni sono soggettive -prosegue Hi Su Choi- ogni artista le può esprimere come crede, io ci scorgo movimenti naturali, semplici, che dal Rinascimento si avvicinano alla spiritualità."
[...]
Floriana Lenti
Corriere dell'Umbria

martedì 19 maggio 2009

Digitale Terrestre in Umbria? C'è tempo!

La rivoluzione digitale terrestre è iniziata e la Rai non resta a guardare. Ma l'Umbria sarà tra le ultime regioni a sbarcare nella nuova era. Dopo il promettente debutto della Sardegna, già completamente digitalizzata, toccherà nella seconda metà di quest'anno alla Val D'Aosta.
Seguiranno Piemonte, Trentino Alto Adige, Lazio e Campania. Tra le regioni che si stanno avvicinando allo switch over, ovvero la digitalizzazione di Raidue e Rete4 domani toccherà a Torino e Cuneo, il 16 giugno a Roma e Lazio.
Lo switch off dovrà essere completatato entro il 2012, è previsto nel 2010 per Piemonte orientale e Lombardia ed Emilia Romagna, Veneto, Friuli e Liguria; Marche, Abruzzo, Molise, Basilicata e Puglia diventeranno digitali entro il 2011; per ultime toccherà a Toscana, Umbria, Sicilia e Calabria (2012)
Corriere dell'Umbria

Con Tiziano Ferro a Perugia si chiude la Stagione della Canzone d'autore 2008/2009

Gianni Morandi, Franco Battiato, Vinicio Capossela, Laura Pausini, e poi ancora in ordine sparso Ivano Fossati, Antonello Venditti, Negramaro, Ornella Vanoni: sono solo alcuni dei momenti più significativi della stagione 08-09 della Canzone d'autore, un appuntamento diventato un must nel corso degli ultimi venti anni a cui gli umbri non saprebbero più rinunciare.
Una stagione che vede Perugia e centri come Foligno, Assisi e Terni collocarsi quali mète ambite dai vari artisti per sondare, molto spesso in anteprima, gli umori del pubblico.
Una stagione che contribuisce a rendere più "pop" nel senso più autentico di "popular", un termine abusato sino alla noia che è la cultura.
Eppure di cultura, o di subcultura giovanile, nella fattispecie in quell'ampia branca che annette i fenomeni di costume, (i grandi raduni, le aggregazioni di grandi masse), si tratta e forse come tale non è mai stata considerata fino in fondo.
Nemmeno da chi di questo circuito virtuoso che contribuisce a fare di Perugia la città della musica, fruisce come ritorno di immagine.
A fronte infatti di una stagione che a volte non può tirarsi indietro nelle scelte "coraggiose" e nel rischiare in proprio eventuali flop, appare sempre meno convinta la partecipazione degli enti locali all'opera meritoria della Musical Box di Sergio Piazzoli.
Tanto che, e questo è un vero peccato, lo stesso Piazzoli, si è dovuto "limitare" nella propria progettualità di fondo e nel coinvolgimento di pop-star di prima grandezza, per cui necessitava di qualche garanzia finanziaria in più.
Detto questo, si chiude questa sera con il concerto di Tiziano Ferro la stagione del ventennale, festeggiata senza particolari fasti ma più che altro con un cartellone che ha saputo coniugare le ragioni del botteghino a quelle del cuore e della qualità.
E, per quanto riguarda proprio quest'ultima caratteristica, quella di Tiziano Ferro si conferma quale una delle scelte più "azzeccate".
Il suo tour, partito il 19 aprile scorso da Rimini, si preannuncia fastoso, grande, assolutamente da non perdere.

Tiziano Ferro a Perugia
La sua è una produzione decisamente hi-tech con due ballerini acrobatici, due coriste, una buona band e ventiquattro brani che confermano quanto Ferro abbia decisamente contribuito a far voltare pagina alla canzone italiana, l'unico che recepisce il grande passato melodico e armonico della canzone italiana e lo stravolge, lo scompone e lo ricompone a suo piacimento seguendo traiettorie diverse e innovative, in una meritoria opera di sdoganamento dell'arte della melodia.
E a proposito della sua atavica paura dello stare in scena, Ferro, nel corso di questa prima parte del tour, sta dimostrando gradualmente di avere tutte le caratteristiche di un front-man, di una individualità che sa prendersi i suoi rischi in prima persona, sia nelle scelte melodico-armoniche che in quelle di un'espressività che a volte si fa più ombrosa e scura, a volte esplode in una solarità incontenibile.
Appuntamento questa sera al PalaEvangelisti

Claudio Bianconi
Corriere dell'Umbria

lunedì 18 maggio 2009

PicUmbria, Diavolillo perugino o Grifo rosso? Il Peperoncino made in Umbria

Si chiamerà "PicUmbria"? Oppure "diavolillo perugino"? o persino "Grifo rosso"?Ancora non si sa. Anche perché il primo esperimento tanto pubblicizzato nel 2007 non ha dato i frutti sperati ed ora l'Accademia del Peperoncino, sempre in collaborazione con il Consorzio Agrario di Perugia e con il superesperto Massimo Biagi della Facoltà di Agraria dell'Università di Pisa, ci riprova selezionando solamente tre varietà (una lunga, una tonda media e una tonda piccola) per arrivare a produrre su vasta scala una specie autoctona, per quanto possa esserlo una pianta che in Europa è arrivata proveniente dal Sud America, completamente "made in Umbria" e che, volendo, potrebbe parzialmente sostituire anche la coltura del tabacco in alcune zone, visto che appartiene alla stessa famiglia delle solenacee.
Una pianta del benessere al posto di una che può far male ed è in crisi: non è un'idea tanto assurda.
Per il momento i 50 commensali di Villa Taticchi, nonché soci della sezione umbra dell'Accademia del Peperoncino ( dal 1994 ha la sua sede nazionale, con oltre 5000 soci, a Diamante in Calabria), presieduta dal napoletano Villani, che sabato sera si sono riuniti per una conviviale "napoletana" ovviamente rigorosamente piccante ad eccezione del dolce, si sono "accontentati" di alcune varietà del "Pepe rosso" tra le più famose in commercio Sulle cinque tavole apparecchiate rigorosamente con tovaglie rosse del celebre piccante ce n'era in abbondanza: negli antipasti vari (pasta cresciuta, casatiello, fritti misti), nel primo: uno straordinario pasticcio di schiaffoni al forno, nelle varie carni al ragu e nelle braciole (involtini di carne con aglio, prezzemolo e peperoncino), nelle traccolelle e nelle verdure saltate.
E di sicuro ce n'era anche, sia pure in senso metaforico, nelle gustose canzoni napoletane proposte con brio da due musicisti nel corso della serata e nelle spiritose poesie, come "L'alice" "Margherita"e "à livella", che hanno avuto proprio nella persona del presidente della delegazione umbra Aldo Villani il loro "fine dicitore".
É stata, come sempre, una serata all'insegna dell'allegria e del disimpegno
"per dimenticare per alcune ore i problemi e le pene create dalla dilagante crisi economica."
Mordendo peperoncino si può non solo accantonare per un po' il crollo delle borse, la cassa integrazione, la chiusura delle fabbriche, l'aumento dei prezzi al consumo ma anche accrescere il benessere del palato esaltando il sapore dei cibi e quello fisico perché, ormai è cosa accertata, il "capsicum" (nome latino) o "chili" (nome atzeco) non fa male come il pepe, anzi, in molti casi è un toccasana.
"é considerato nella tradizione un ottimo anti dolorifico, è efficace contro la cefalea e l'incontinenza urinaria"
spiega il professor Paolo Brunetti, socio della prima ora, presente anche alla cena di sabato
"é dotato di proprietà antitrombotiche e aterosclerotiche tanto da contribuire in buona misura al successo della dieta Mediterranea Cura addirittura l'ulcera.
É un disinfettante, un ipotensivo. Nella prostata agisce contro le cellule tumorali. Il segreto delle sue multiformi proprietà sta nella composizione del frutto che contiene la capsaicina e numerosi antiossidanti, in particolare vitamina c e minerali."
Ma soprattutto, aggiunge Villani
"infonde energia, brio, gioia, amore. Accende il sorriso, porta fortuna (non è un caso che ha la stessa forma del celebre cornetto rosso napoletano), ci aiuta a rimanere giovani, rafforza l'amicizia, sviluppa l'ottimismo, tutela la salute, ravviva la buona tavola, rallegra le papille gustative.
Questi sono i suoi elementi primari che vorrei venissero evidenziati nell' "
Inno al Peperoncino
" di cui intendiamo a breve lanciare il bando di concorso."
Intorno al peperoncino e ai suoi benefici in Umbria si è formato un gruppo di 31 sostenitori che a partire dall'aprile del 2004 si riuniscono ciclicamente (come fanno del resto le altre 60 delegazioni italiane) con l'obiettivo di proporre , valorizzare e approfondirne la cultura della celebre spezia ma anche della buona tavola, con cene, convegni e dibattiti.
Totalmente apolitica e socialmente trasversale dell'Accademia sono soci medici come Santeusanio, Brunetti, Giorgi, Sediari, industriali come Calzoni, Colaiacovo, Novelli, accademici come il professor Toraldo, professionisti come l'avvocato Salari, il dirigente bancario Lucio Grimaldino, Antonio Margiotta presidente del Consorzio agrario, Lucio Ubertini difensore dell'ambiente.
New entry, proprio sabato scorso, l'ambasciatore ora in pensione Santoro. Sono solo alcuni esempi, ma il ventaglio delle iscrizioni è molto variegato. Allevato a pane e peperoncino dalla nonna, Aldo Villani, nato e cresciuto al Vomero, è un "folle" assaggiatore di "diavolicchio" che addenta a morsi ogni santo giorno.
Strenuo difensore delle varietà prodotte in Italia odia quelle importate dai Paesi asiatici
"dove nella coltivazione vengono usati diserbanti e nel prodotto macinato vengono aggiunte sostanze coloranti che sono cancerogene.
La battaglia è comunque dura perché il peperoncino orientale costa molto meno. Noi in Italia possiamo competere solo con l'alta qualità. Sarebbe importante che sui contenitori venisse inserita d'obbligo la provenienza, cosa che per ora non c'è."
L'Accademia umbra è molto attiva, grazie anche alla vitalità e all'energia di Villani (se gli antiossidanti del peperoncino allungano veramente la giovinezza lui è il portatore sano di questa teoria ).
Con "Ottobre rosso" ha partecipato ad una edizione di Eurochocolate e in seguito ha portato la manifestazione di Guarducci a Diamante durante il Festival del Peperoncino.
É presente, da protagonista, ne "i primi d'Italia" di Foligno, sta cercando, come detto, di creare, in collaborazione con 6 aziende agrituristiche, una qualità tipica umbra da inserire in vasta scala nelle colture della regione.
Vuole essere il primo a lanciare un vero e proprio inno al Peperoncino da suonare e cantare nelle cerimonie ufficiali e in quelle conviviali.
"e stiamo anche organizzando una bella gita in settembre a Diamante in Calabria per il prossimo Festival, una nutrita rappresentanza della nostra regione"
, precisa Villani particolarmente euforico per la riuscita della serata napoletana.
E aggiunge con gli occhi luccicanti:
"Oggi so tant' allere che quasi quasi me mettesse a chiagnere"
Anna Lia Sabelli Fioretti
Corriere dell'Umbria Lunedì 18 Maggio 2009

domenica 17 maggio 2009

Primavera in musica

Da anni, ormai da sei a questa parte, si ripete puntualmente l'appuntamento con la rassegna "Primavera in musica", serie di incontri musicali che traggono spunto dall'attività didattica della Scuola di musica "La Maggiore" di Perugia.
Alcuni dei musicisti che avranno l'opportunità di un momento concertistico, svolgono allo stesso tempo il ruolo di insegnanti per gli studenti della scuola di musica.
É così che, ad esempio, in questa sesta edizione delle rassegna, dopo la felice apertura del pianista Riccardo Arrighini a Cannara all'osteria Perbacco il 24 aprile, con le sue incursioni jazzistiche nel mondo pucciniano, sarà la volta di due grandi protagonisti della scena musicale internazionale: l'eclettico clarinettista francese Louis Sclavis ed il pianista Massimo Giuseppe Bianchi.
Il 21, il 22 e il 23 maggio saranno quindi giorni di intenso lavoro per gli studenti della Scuola di Musica La Maggiore impegnati nelle master class tentute dai due artisti; mentre il pianista Massimo Bianchi si dedicherà all'interpretazione del repertorio pianistico classico con particolare attenzione alla musica di J.S.
Bach, Sclavis terrà una masterclass dedicata all'improvvisazione e quindi aperta a tutti gli strumenti e senza limiti stilistici.
Le master sono aperte anche ad un pubblico esterno, per informazioni telefonare allo 075 5736460.
Massimo Giuseppe Bianchi è attualmente uno dei pianisti più interessanti del panorama musicale italiano, infatti oltre ad essere un grande interprete del repertorio solistico e cameristico classico (spiccano fra le varie collaborazioni quella con Bruno Canino e Antonio Ballista) da alcuni anni si è affacciato al mondo dell'improvvisazione creando un duo pianistico con Enrico Pieranunzi e un duo con Louis Sclavis.
Louis Sclavis è considerato dalla critica mondiale uno dei più grandi improvvisatori viventi.
Clarinettista e compositore vanta una nutrita discografia con progetti prodotti dalle più grandi etichette discografiche e collaborazioni con musicisti classici e jazzisti di primo ordine.
Si proseguirà poi con i numerosi saggi degli allievi della scuola e i concerti degli insegnanti, concludendo con lo spettacolo del Trasimeno Gospel Choir diretto dalla soul singer Crystal White e con il laboratorio orchestrale e la performance del fisarmonicista Gianni Coscia, appuntamento clou della manifestazione.
Tra gli eventi più importanti di un programma molto nutrito e variegato, appare martedì prossimo alle 17 nell'aula Tetraktis del "Centro civico musicale Sant'Anna", la prova aperta con il gruppo Tetraktis Percussioni, un incontro ravvicinato, aperto a tutti, con lo strumento a percussione.
Mentre giovedì 21 e venerdì 22 maggio si svolgeranno le master class con il clarinettista francese Louis Sclavis (improvvisazione) e il pianista Massimo Giuseppe Bianchi (pianoforte e musica da camera), nella stessa serata di venerdì alle 21 nella Sala del Dottorato al Museo Capitolare di San Lorenzo il duo Louis Sclavis (clarinetto) e Massimo Giuseppe Bianchi (pianoforte) si produrrà in un concerto.
Mercoledì 27 maggio alle ore 17 nell'aula magna della scuola "La Maggiore" si svolgerà il saggio - concerto degli allievi della stessa Scuola, mentre nelle stessa giornata alle 21,30 all'Enoteca La Bottega del vino è previsto il concerto del trio jazz Manuele Morbidini, sassofono; Ugo Alunni, batteria e Joe Rehmer, contrabbasso.
Venerdì 29 maggio alle 17 nell'aula magna della Scuola di musica secondo appuntamento con il saggio - concerto degli allievi della Scuola, mentre giovedì 4 giugno e venerdì 5 giugno si svolgerà il laboratorio orchestrale del fisarmonicista e compositore Gianni Coscia.
Gianni Coscia che il giorno successivo alle 18 nell'aula magna dell'Università per stranieri terrà un concerto con la partecipazione degli allievi che hanno frequentato il laboratorio orchestrale.
Sabato 6 giugno alle ore 18 nell'aula magna della Scuola "La Maggiore", saggio dell'orchestra di chitarre della scuola "La Maggiore" diretta dal Maestro Leopoldo Calabria, trenta giovani chitarristi riuniti nell'esecuzione di celebri pagine musicali, mentre il giorno seguente alle 21 nel Chiostro di Sant'Anna, è previsto il concerto del Trasimeno Gospel Choir diretto dalla soul singer Crystal White.
Martedì 9 giugno alle 17 "Mi metto in gioco...", laboratorio musicale a cura della professoressa Angela Contessa, rivolto ai genitori accompagnati dai loro bambini (7-9 anni), mentre sabato 13 giugno alle 18 si svolgerà il Gran Concerto con i gruppi di musica d'insieme, la classe di propedeutica, la Banda, il Coro di voci bianche, l'Orchestra di violoncelli della scuola "La Maggiore" e il Coro giovanile dell'Accademia di Canto Corale di Perugia.
A cura dei Maestri Francesco Ciarfuglia, Franco Radicchia, Angela Contessa, Laura Barone, Manuele Morbidini, Ulrike Brand, Viola Ancarani, Luca Tironzelli, Michele Chiasserini, Simone Frondini, Leopoldo Calabria, Marco Tinarelli, Sauro Alicanti, Umberto Ugoberti, Viktoria Rastorgueva, Chiara Ercoli.
Martedì 16 giugno infine concerto della classe di canto moderno e delle classi Jazz, Rock e Pop a cura dei Maestri Crystal White, Alessandro Magnalasche, Lorenzo Sementilli, Massimiliano Santoni, Francesco Speziali, Stefano Fanini, Francesco Miceli

Claudio Bianconi dal Corriere dell'Umbria 17/07/09

Il nuovo quartiere di Monteluce

Il nuovo quartiere di Monteluce
Monteluce Perugia
Il plastico di Bolles+Wilson per il nuovo quartiere di Monteluce a Perugia.

sabato 16 maggio 2009

Perugia in giallo. Indagine sul poliziesco italiano 27 e 28 maggio

Il 27 e 28 maggio torna la seconda edizione di "Perugia in giallo. Indagine sul poliziesco italiano", la biennale umbra dedicata al noir nostrano. La manifestazione, organizzata dal Dipartimento di Culture comparate dell'Università per Stranieri di Perugia, nasce da un'idea dei professori dell'Ateneo Maurizio Pistelli e Norberto Cacciaglia.
Come per il precedente convegno, già agli atti in un saggio pubblicato da Pistelli e Cacciaglia per la Donzelli Editore, sono previste due giornate di studio con i protagonisti del genere in Italia.
Studiosi, scrittori e musicisti importanti, affiancati quest'anno dal famoso regista horror Dario Argento, indagheranno il mondo del brivido, che affascina un pubblico sempre più folto.
"Due anni fa abbiamo concepito questo evento traendo lo spunto dal libro di Maurizio Pistelli "Un secolo in giallo" ed ha subito avuto un sorprendente successo - afferma Cacciaglia -. L'evento si snoderà tra Palazzo Gallenga, la Libreria Feltrinelli ed il Cinema Pavone. Sarà anche un'occasione in più per aprire le porte dell'Università alla città."
Pistelli invece si sofferma sulla storia del romanzo d'indagine in Italia e sul suo recente trionfo:
"Il genere giallo fino a poco tempo fa veniva considerato paraletteratura, una littérature de gare, ossia da stazione, di facile consumo.
In Italia invece questa categoria ha una tradizione secolare: risale alla seconda metà dell'Ottocento, con autori come Salvatore Di Giacomo e Matilde Serao."
Poi nel 1929 c'è il boom della collana Il Giallo Mondatori,che pubblicava scrittori rigorosamente italiani secondo i dettami dell'autarchia mussolinania.
Con la caduta del fascismo segue un periodo di dominio letterario anglo-americano nel genere,ma negli anni '60, con Giorgio Scerbanenco, tornano alla carica gli autori nazionali.
Dai primi anni Novanta il filone è riesploso:
"Grazie ad Andrea Camilleri, Carlo Lucarelli, Massimo Carlotto, Giancarlo De Cataldo, per citare solo alcuni degli scrittori italiani più famosi, l'offerta editoriale è aumentata del 1700 percento.
I contenuti esistenzialistici e sociali inoltre fanno del noir l'erede legittimo dell'odierno romanzo sociale - conlude Pistelli -."
I lavori del convegno si apriranno mercoledì 27 maggio alle 9 all'Aula magna dell'Università per Stranieri con il saluto della Rettore Stefania Giannini e delle autorità amministrative patrocinanti.
Seguirà una tavola rotonda a cui interverranno tra gli altri Giulio Leoni, specializzato in gialli storici dove il detective è Dante Alighieri, e Piero Colaprico, che scriveva a quattro mani con l'anarchico Pietro Valpreda.
Il dibattito terminerà in serata con la musica di Marco Werba, musicista che ha scritto la colonna sonora di "Giallo", l'ultimo film di Dario Argento, e Stefano Ragni, che esplora in musica la rivalità tra Mozart e Salieri.
Alle 20,30 la manifestazione si sposterà al Teatro Pavone con l'incontro pubblico col suddetto regista e la proiezione di due sue opere.
"Nel cinema invece c'è ancora prevenzione per questo genere, ci sono pochi titoli, anche per colpa della crisi del settore - afferma Fabio Melelli, critico cinematografico -."
Il giorno dopo i lavori in Facoltà si riapriranno alle 9,30 con relatori come il giallista Lorenzo Beccati, anche voce storica del Gabibbo televisivo, e Alessandro Perissinotto, che ambienta i libri sulle Alpi piemontesi.
La manifestazione si concluderà alle 17 alla Libreria Feltrinelli, con un incontro con gli autori

Stefania Piccotti
Corriere dell'Umbria

venerdì 15 maggio 2009

Festa del cinema nel centro Borgonovo a Centova Multiplex Giometti

Novita grosse al Multiplex Giometti di Perugia, nel centro Borgonovo a Centova. Tra prezzi scontati e una ricca proposta cinematografica, gli organizzatori assicurano un mese di programmazione per tutti i pubblici del grande cinema.
"Una 'Festa del Cinemà - spiegano -, non di un giorno o una settimana, ma di un intero mese, tutti i giorni, senza limitazioni di film o di orari.
Una 'festa per gli occhi', per il piacere di vedere anche le nuove tecnologie 3d. Dopo il successo delle precedenti promozioni (il 'Tornà o la promozione 'Donnà nel mese di marzo), maggio al Multiplex Giometti si presenta con una politica di prezzi sicuramente vicina e gradita da tutto il pubblico perugino, nonché con una qualità della programmazione proposta: da 'Angeli e Demoni', al primo Horror in 3d 'San Valentino di sangue', al prequel di Star Trek, fino a '17 again' con Zac Efron, al 'Vincere' di Marco Bellocchio direttamente dal Festival di Cannes, all'esilarante 'Una Notte al Museo 2- la Fugà, all'attesissimo 'Uomini che odiano le donne', primo blockbuster europeo tratto dal romanzo di Stieg Larsson."
Ma dicevamo dei prezzi. E allora ecco il costo dei biglietti: dal lunedì al venerdì ingresso unico a 3 euro, sabato ingresso unico a 4 euro e domenica ingresso unico a 5.
Per tutti i possessori di Cinechip previsto un ulteriore sconto del 25 per cento
Corriere dell'Umbria

Premio Luigi Castellani alla violinista Azusa Onischi

É stato consegnato nei giorni scorsi il prestigioso premio intitolato al musicista Luigi Castellani presso l'aula magna di Palazzo Gallenga.
La XIII edizione del premio "Luigi Castellani" ha incoronato vincitrice la violinista giapponese Azusa Onischi che ha eseguito in concerto musiche di Beethoven, Bach e Ysaye, accompagnata dalla pianista mongola Odgerel Samilnorov. Il comitato promotore era presieduto da Lavinia Castellani, presidente dell'associazione culturale "La Postierla", finanziatrice dell'iniziativa, nonché figlia dell'intestatario del premio.
Accanto a lei Rosella Vinerba, responsabile delle attività culturali e ricreative degli studenti della seconda università perugina. La giuria tecnica vede come membri stabili Paolo Franceschini, primo violino dei Solisti di Perugia e docente presso il conservatorio musicale "Francesco Morlacchi" di Perugia; oltre al Maestro Stefano Ragni, pianista, cattedratico di storia della musica alla Stranieri e autore di qualificate pubblicazioni di settore.
All'iniziativa, assecondata dal rettore Stefania Giannini, collabora attivamente il Maestro Salvatore Silivestro, presidente dell'Agimus.
Alla violinista giapponese Azusa Onischi premiata, analogamente a quanto accaduto ai precedenti musicisti, è facile prevedere una prospettiva di solide affermazioni professionali.
Numeroso è stato il pubblico anche in questa edizione del premio, che ha seguito con interesse e apprezzamento le varie fasi della cerimonia e del concerto
San.All.
Corriere dell'Umbria

La Lista Perugia Civica per le Elezioni Comunali di Perugia

Disposti a lavorare insieme, ma allo stesso tempo critici. Con un proprio programma indipendente, ma dentro la coalizione di centrosinistra per il governo della città.
Insomma, compagni di strada ma senza fare sconti e lesinare critiche. É "Perugia Civica": lista verde di cuore, di cultura e di progetti; promette "aria nuova in città" e ne fa il suo slogan elettorale.
Perché sia nata è Mariano Sartore, urbanista e docente universitario, a spiegarlo in un incontro pubblico (ieri mattina) alla sala della Vaccara.
Chiarendo in premessa che i verdi non erano presenti nelle due ultime consiliature, e proprio negli ultimi anni è stata messa a segno una serie di scelte piuttosto discutibili.
Necessario, allora, resettare scendendo direttamente in campo. Non prima, però, di aver fatto le pulci al governo cittadino responsabile di una serie di guasti. Quali? Sartore elenca in sintesi insieme agli altri compagni di lista, Renzo Zuccherini, Angela Cataliotti, Maria Pia Angellotti, con lui al tavolo dei relatori (tutti i nomi nel "Corriere" di domenica 10 maggio).
E quindi:
"Mobilità da rifare, centro storico utilizzato vantaggio degli imprenditori privati e che continua a svuotarsi, periferie dimenticate, troppo cemento e inquinamento, cultura piegata alle esigenze commerciali che privilegiano lo spettacolo invasivo che nulla porta alla qualità della vita collettiva, al recupero della socialità."
C'è un deficit di partecipazione e anche di trasparenza, il sistema politico è diventato autoreferenziale, taglia via Sartore, noto per non mandarle a dire.
Invece è necessario riportare al centro della cosa pubblica, delle decisioni, i cittadini. Quindi dal "palazzo" ai quartieri, alle piazze, "fin dentro le case". Basta allora
"con la stagione delle grandi opere ma piuttosto una grande stagione di opere. Pubbliche, a vantaggio di tutti."
Perugia e il suo territorio devono diventare un insieme organico. Vanno "pensati e disegnati" i luoghi nuovi dove vivere e lavorare, in un mix di funzioni garanzia di una vera fruizione sociale.
Criterio valido anche per il centro cittadino. É necessario creare valide alternative alla mobilità pubblica, cercando di limitare quella individuale.
Ancora: blocco della spesa per strade e opere a favore del traffico privato, ferrovie da incentivare.
Nell'opera di cucitura sociale tra città e territorio, punto focale è l'ambiente naturale e agrario.
Che non va trattato, si dice,
"come spazio in attesa di essere urbanizzato, ma va difeso perché l'agricoltura modella il paesaggio e lo preserva dal degrado."
É necessaria allora una politica che abbia una visione di sistema dei territori e degli interessi in gioco. Collante, un'azione che investa nella cultura
"come motore di crescita sociale prima che economica."
Un'utopia? Per Perugia Civica no. Per questo è scesa in campo
(Don. M.)
Corriere dell'Umbria

martedì 12 maggio 2009

Quattro X Ora della Compagnia 320Chili giovedì alle 21 al teatro Mengoni

Un intenso e approfondito lavoro di indagine tra teatro, gesto, danza e circo contemporaneo è quanto caratterizza "Quattro X Ora", la nuova creazione della Compagnia 320 Chili che giovedì alle 21 al teatro Mengoni presenterà in anteprima.
Lo spettacolo è coprodotto da Sosta Palmizi insieme al Comune di Magione che ha messo a disposizione il teatro per l'allestimento e un lungo periodo di prove.
320Chili nasce a Torino nel 2006 dall'incontro fra cinque giovani acrobati e artisti di circo poetico, Elena Burani, Piergiorgio Milano, Fabio Nicolini, Roberto Sblattero, Francesco Sgrò.
Il loro primo spettacolo Invisibile ha debuttato nel 2007 suscitando grande interesse e curiosità. Il fine dello spettacolo è in sintesi raccontare l'uomo e la sua natura, in uno spazio urbano e fiabesco dove s'incontrano personaggi fuori del loro contesto.
Ogni tecnica circense viene riportata a energia e si trasforma in necessità di movimento. Gli attrezzi si intrecciano al corpo degli attori come emozioni. Potendo contare su una limitata capienza di posti è consigliabile prenotare telefonando al n. 338 7005659

Corriere dell'Umbria Martedì 12 Maggio 2009

56 feste e sagre nel Perugino fino a Novembre

Sobrietà e tipicità. Ovvero: menu non ipertrofici. Ma offerta selettiva legata alle tipicità del territorio e delle sue tradizioni. Gastronomiche, enologiche, produttive. Questo l'invito dell'assessore comunale al Turismo Ilio Liberati nel presentare, ieri alla sala della Vaccara, il calendario delle feste e delle sagre che si terranno quest'anno.
Cinquantasei appuntamenti (il via lo scorso 24 aprile a Lidarno e Sant'Enea in contemporanea) che si allungheranno sino al 6 novembre.
Di questi, ben ventuno sono apparecchiati dalle pro loco, riferiva Giampiero Marchini, presidente di Unpli del comprensorio perugino che aggrega anche i comuni di Corciano, di Deruta e di Torgiano.
Insomma, una vita associativa molto attiva quella espressa dal Perugino. La cui vivacità sarà presto regolata da un disciplinare ad hoc. Un insieme di buoni comportamenti, riferiva l'assessore, per mettere doverosi paletti ad alcune "inclinazioni".
Le quali finiscono per entrare in contraddizione con il senso stesso del fare festa insieme.
"c'è chi si fa concorrenza con il numero di piatti che mette in tavola: che senso ha? Meglio ridurre invece, e tipicizzare.
A questo servono le sagre"
precisava l'assessore. Non deve mancare poi una "vetrina" delle tipicità. Una vera e propria mostra-mercato dei prodotti agricoli, dell'artigianato del luogo, di ogni altra iniziativa che sia legata all'arte del fare.
Naturalmente, precisava Liberati, il disciplinare sarà condiviso con le associazioni.
"Che hanno - diceva - un ruolo fondamentale. Sono custodi delle tradizioni e promotrici del territorio, in un continuum culturale importante."
Centri storici e "periferie" (nel senso squisitamente geografico del termine) sono allacciati dalla stessa vocazione, secondo l'assessore.
Che è poi quella dell'accoglienza, dell'ospitalità. e si sta ragionando, spiegava Liberati, sul progetto di allargare il raggio del percorso del bus turistico.
Non più solo nel perimetro della cittadella storica, ma anche oltre. Fuori, nei borghi e nella campagna perugina, nei luoghi delle feste, dell'animazione e dei mercati. Se ci sono stati dissapori, a volte, con alcune associazioni di categoria (ad esempio i commercianti che hanno lamentato in passato il far concorrenza delle sagre), questo va "smontato" con un'azione che sia improntata alla collaborazione, al fare insieme con idee efficaci ma senza sovrapporsi.
Perché l'obiettivo comune è quello della buona accoglienza. Cercando di allungare la permanenza dei turisti, invogliando nel contempo chi nei nostri luoghi vive e lavora a uscire di casa, a "consumare" ciò che offre il territorio.
Le tante offerte, le tante iniziative organizzate. Riferiva il presidente del Cai di Perugia, Marcello Ragni, che le "passeggiate di Manlio" (i percorsi alla scoperta delle nostre bellezze ambientali e monumentali) quasi sempre hanno fatto il pienone.
Con anche duecento persone di domenica lungo i sentieri pedonali del Trasimeno
(Don.M.)
Corriere dell'Umbria Martedì 12 Maggio 2009

Per la Giornata della Terra la conferenza: Origini ed evoluzione della vita e del cosmo

In occasione della Giornata della Terra, nonché del duecentesimo anniversario della nascita di Darwin, l'Associazione Culturale "L.Bonazzi" di Perugia ha organizzato una conferenza sul tema:
"Origini ed evoluzione della vita e del cosmo."
Ne hanno parlato Carlo Cirotto, biologo e citologo presso l'Università di Perugia, e Roberto Battiston, direttore della sezione di Perugia dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, collaboratore della Nasa e docente di Fisica presso l'Università di Perugia.
Cirotto è arrivato nella sede dell'Associazione con un pesante "Atlante della Creazione", scritto da uno scienziato turco, convinto creazionista, che è addirittura riuscito a stabilire che la Terra è nata il 22 ottobre del 4004 a.C., ed esattamente alle ore 18,00.
Gli scienziati, infatti, si dividono in creazionisti, che credono in un essere che ha creato il mondo, e in evoluzionisti, che invece ritengono che il mondo si sia formato grazie ad una evoluzione che si svolge continuamente.
La Terra, ha detto Cirotto, è nata quattro miliardi e mezzo di anni fa, subito è nata anche la vita, in forma di batteri, poi sono venuti i vertebrati, poi i dinosauri, poi una miriade di specie viventi, e tre milioni di anni fa, la nostra specie.
Linneo, lo scienziato svedese del '700, credeva in un Dio creatore di tutte le cose, e riteneva che l'Universo fosse fisso.
Chi cominciò ad intuire il principio dell'evoluzione fu Lamarck, nella seconda metà del '700. Darwin, nell'800, dedicò la sua vita a dimostrare che gli esseri viventi si evolvono nel tempo gradualmente e, grazie alla selezione naturale, sopravvive chi meglio si adatta all'ambiente.
Mendel, poi, fissò le idee di Darwin in leggi che vanno sotto il nome di "sintesi moderna" o "neodarwinismo".
Infine, scienziati moderni come Gould e Eldredge hanno dimostrato che l'evoluzione procede anche per salti.
Le cellule di tutta la materia vivente, per esempio, si rinnovano continuamente e Cirotto ha mostrato alcune immagini affascinanti indicative della complessità della cellula.
Battiston ha affrontato il tema della possibilità di altre forme di vita in altri pianeti e nel cosmo in generale.
Questa materia si chiama Astrobiologia. Per avere vita si deve avere energia, e devono sussistere delle condizioni particolari perché le forme di vita possano venire ad esistenza.
Sulla Terra queste condizioni si sono verificate e nulla ci impedisce di pensare che si possano verificare anche nell'infinità del cosmo.
Su Venere la vita potrebbe forse esistere nelle sue nuvole che hanno una temperatura inferiore ai 450 gradi del pianeta.
Su Marte ci potrebbe essere vita nel sottosuolo, vicino a fonti di calore. E così su Titano e su Europa. Alla domanda rivolta ai due relatori su come si sia originata la vita, ancora la scienza non può dare una risposta.
É anche possibile, hanno detto, che siano nate più vite contemporaneamente. L'affascinante mistero rimane ancora insoluto

Carlo Timio
Corriere dell'Umbria Lunedì 11 Maggio 2009

lunedì 11 maggio 2009

Assalto fallito a Collestrada

Notte ad altissima tensione al Centro commerciale di Collestrada, dove una banda di malviventi aveva progettato un colpo a dir poco spettacolare ai danni del negozio della catena Mediaworld presente all'interno della struttura.
Il colpo, però, è sfumato perché i malviventi non avevano fatto i conti con una serie di imprevisti e con il tempestivo intervento degli uomini della Vigilanza Umbra e dei carabinieri.
Di certo non è mancata l'audacia a un gruppo di ladri che intorno alle 2 ha assaltato il centro commerciale all'altezza dell'ingresso più vicino al negozio di elettrodomestici, computer e hi-fi.
Con un'auto, con tutta probabilità di provenienza rubata, hanno sfondato una porta i sicurezza laterale, percorso le gallerie interne all'edificio e, una volta raggiunta l'area antistante Mediaworld hanno preso la rincorsa per abbattere anche tutte le strutture di ingresso del negozio.
Nel frattempo, però, l'allarme era scattato su tutti i fronti, sia dalla sala di controllo interna al centro commerciale, dove operano 24 ore su 24 delle guardie giurate, sia dalla centrale operativa della Vigilanza Umbra, alla quale sono collegati i sistemi di sorveglianza del negozio Mediaworld.
Immediatamente, dopo aver avvertito i carabinieri, la Vigilanza Umbra ha inviato sul posto una propria pattuglia che si trovava nella zona di Ponte San Giovanni.
L'arrivo delle forze dell'ordine e dei metronotte, ma anche il fatto non previsto dell'autovettura che si è incastrata fra i tornelli e la saracinesca del negozio di elettrodomestici e computer, ha determinato le condizioni affinché i malviventi prendessero la decisione di desistere dal proprio piano.
Non è un caso che sia le guardie giurate arrivate sul posto che quelle impegnate all'interno del centro di controllo video abbiano visto scappare alcuni individui a piedi nelle campagne circostanti.
Non è escluso, fra l'altro, che in un luogo vicino - forse anche il vicino snodo viario costituito da E45 e "Centrale umbra" - fosse pronto a recuperarli un complice a bordo di un altro mezzo.
Controlli accurati e minuziosi sono stati attivati già nel corso della notte e non è escluso che il sopralluogo effettuato dai carabinieri all'interno del centro commerciale non abbia consentito loro di raccogliere già qualche elemento utile alle indagini.
Uno degli elementi che vengono vagliati con attenzione è senza dubbio la provenienza dell'auto di grossa cilindrata utilizzata per tentare il colpo.
Senza dimenticare eventuali tracce lasciate dai ladri sia nella vettura che nel parcheggio antistante la porta divelta, ma anche nell'area interna al centro in cui si sono svolti i fatti.
Una volta conclusi gli accertamenti e i prelievi da parte degli inquirenti, nel centro commerciale e nel punto vendita Mediaworld sono entrate in azione squadre di operai per riparare i danni e rendere nuovamente agibile la struttura.
Ieri, infatti, era giorno di apertura al Centro commerciale Collestrada, la cui funzionalità è stata immediatamente ripristinata, al punto tale che i clienti hanno potuto compiere senza problemi di alcun genere i propri acquisti.
L'unica "testimonianza" rimasta del tentato furto è un telone nero che protegge la porta di sicurezza divelta
Mauro Barzagna
Corriere dell'Umbria Lunedì 11 Maggio 2009

sabato 9 maggio 2009

Dal 14 al 17 maggio il IX Congresso dell'Associazione europea dei Festival Scientifici

Si rinnova a Perugia, dal 7 al 17 maggio, l'appuntamento con "Science Festival", la manifestazione dedicata alla cultura scientifica e alla sua divulgazione, giunta con meritato successo alla sua settima edizione.
Anche quest'anno il festival coinvolgerà pubblico, cittadinanza e scuole con un nutrito programma di mostre ed iniziative legate dal filo conduttore del tema dell'evoluzione, in concomitanza con il bicentenario della nascita di Darwin.
L'argomento verrà interpretato da diversi punti di vista raccontando i percorsi di sviluppo dell'indagine e del pensiero scientifico, il suo rapporto con l'etica ma anche con i metodi della didattica, ed infine il connubio tra scienza ed arte.
In questo quadro si inseriscono le mostre dedicate a Darwin al Museo archeologico e alla Rocca Paolina, quest'ultima in una prospettiva rivolta ai più giovani, destinatari anche delle altre due esposizioni "Sfere, bolle, palle, globi" e "Raggio di luce", frutto di specifiche ed avanzate esperienze didattiche per le scuole.
Nel tema dell'evoluzione della scienza si colloca anche la particolare mostra nella Rocca Paolina
"Donne alla guida della più grande macchina mai costruita dall'Uomo"
, che intende evidenziare, come ha sottolineato la curatrice Elisabetta Duranti, la trasformazione nel tempo del ruolo delle donne nelle discipline scientifiche, presenza sempre più significativa soprattutto da un punto di vista di merito e capacità.
Vogliamo anche ricordare l'interessante novità di questa edizione, rappresentata dalla suggestione della scienza nella creazione artistica, concretizzata nell'esposizione a Palazzo della Penna dei progetti di venti artisti dell'Accademia di Belle arti di Brera: si tratta di "germi" di opere artistiche, destinate ad essere poi realizzate e presentate nella stessa Accademia di Brera, scaturite dalla collaborazione con l'Osservatorio di Brera e dalla conseguente interpretazione dell'universo come nuovo paesaggio.
É importante sottolineare, non da ultimo, il carattere internazionale di questa edizione di "Science Festival", che farà di Perugia la capitale europea della comunicazione delle scienze: la città ospiterà infatti, dal 14 al 17 maggio, il Ix° Congresso dell'Associazione Europea dei Festival Scientifici che, con i suoi 89 membri da 34 paesi europei, farà il punto sul tema dell'organizzazione di festival ed eventi dedicati alla divulgazione scientifica; ancora nell'ambito di "Science Fest" si terrà, il 13 e 14 maggio, la quarta edizione di "Wonders", festival europeo della scienza, occasione di incontro e scambio tra i vari festival scientifici europei, e progetto orientato a raccontare la scienza attraverso lo spettacolo ed il coinvolgimento del pubblico.
Proprio questo approccio ludico e "spettacolare" caratterizzerà il weekend del 9 e 10 maggio, con diversi e singolari appuntamenti nel centro della città

Francesca Silvestrini
Corriere dell'Umbria Venerdì 8 Maggio 2009

venerdì 8 maggio 2009

Il Choco Tango a Perugia dal 14 al 17 maggio

É un festival piccolo piccolo, a conduzione familiare, e orgoglioso di esserlo. Né intende crescere o cambiare "perché" precisa la sua direttrice artistica Maria Elena Tacconi della società perugina Intangibile che lo organizza "con l'attuale dimensione possiamo coccolare le persone che vengono.
Il più grande complimento che ci è stato fatto in questi quattro anni è stato il commento di un partecipante: "Finalmente un festival dove mi sento ascoltato, apprezzato, dove c'è un rapporto vero con gli organizzatori".
Choco Tango torna a Perugia per il quarto anno consecutivo (dal 14 al 17 maggio) con le sue stars, gli stages, la musica, le serate danzanti portando con sé una novità: non sarà più esclusivamente legato alla città, si allargherà all'Umbria con appuntamenti a Bastia e ad Assisi, anche se il cuore pulsante della manifestazione continuerà ad essere l'Etruscan Chocohotel dove si svolgeranno tutte le lezioni.


Gli insegnanti sono tre famose coppie di ballerini di tango, Pablo Inza e Eugenia Parrilla, Matias Facio e Claudia Rogowski (esperti in un ballo più moderno e innovativo) e Diego Escobar e Angelina Staudinger (danzatori più legati al tango classico).
Tutti e sei insegneranno o perfezioneranno gli amanti del "pensiero triste che si balla" come viene definita la danza argentina, in tre giorni completi di full immersion nelle svariate tecniche (colcadas, volcadas, ganci e voleos, giri e planeos, ecc).
Per i tangueros provenienti da fuori Umbria l'hotel e il festival hanno previsto dei pacchetti completi: 360 euro per tre giorni, comprensivo di pernottamento, cene argentine, lezioni, massaggi plantari e chocodegustazioni, da 264 per due giorni e 150 euro per un giorno.
Lezioni singole 25 euro con sconto per le successive. "Abbiamo già una cinquantina di prenotazioni da tutta Italia" precisa la Tacconi "ed anche dalla Svizzera.
Il popolo dei tangueros non è un popolo pigro, si sposta con grande facilità. Molti, già esperti, arrivano anche per ballare una sola notte, al galà del sabato, che è la serata più affollata (circa 400 persone) e si svolgerà quest'anno all'Hotel Resort Valle di Assisi.
L'originalità di Choco Tango sta proprio in questo particolare, a fare spettacolo non sono solo i sei ballerini professionisti ma anche gli appassionati di tango che partecipano, ballando, alle varie serate: giovedì 14 al The Barr di Bastia, con musica dal vivo dei Metrotango ed esibizione di Escobar e Staudinger, il 15 maggio all'Etruscan Hotel e il 16 il galà di Assisi con l'esibizione dei Maestri del tango, il 17 al 100dieci Café musica dal vivo con la compagnia Tango Popular.
Quattro milonghe (le serate) 46 euro. Aperitango ogni giorno al Centro Commerciale Giò per esercitarsi, mostra fotografica dedicata al tango e al colore rosso, massaggi di riflessologia plantare e Tangoterapia al Centro Benessere Ego, dal 13 al 16 a cura della psicologa ed esperta Caroline Daphne Marcucci.
Molto attesa, in particolare dagli appassionati umbri, la serata conclusiva con la Compagnia Tango Popular, formazione musicale locale nata solo pochi mesi fa "dall'esigenza di fare del tango senza doversi rivolgere per forza ad artisti di fuori" spiega Daniele Vergoni ballerino ed esperto di musica argentina che l'ha ideato e creato.
Sono musicisti che suonano insieme a Perugia da anni ed avevano in repertorio qualche brano di Piazzolla.
Io li ho guidati verso l'altra faccia del tango, con brani dell'epoca d'oro del tango anni '40, estremamente ballabili"

Anna Lia Sabelli Fioretti
Corriere dell'Umbria Venerdì 8 Maggio 2009

giovedì 7 maggio 2009

Come sarà il nuovo Monteluce

É il più grande intervento di trasformazione urbana di Perugia. Fa voltare pagina a un secolo di vita che ha vissuto a Monteluce la sua cittadella sanitaria. Il 14 settembre 1910 la posa della prima pietra dell'ospedale allora nuovo: per celebrare anche il cinquantesimo della liberazione dal potere papalino, con l'arrivo il 14 settembre 1860 dei bersaglieri piemontesi.
Non è esagerato dire, una volta tanto, che il cambiamento è "epocale". Resterà un centro sanitario, il padiglione della patologia chirurgica, per ricordare la vocazione primaria del luogo.
Ma i 65mila metri quadrati del cosiddetto "recinto" muteranno volto, destinazione, uso. Con un'operazione complessa e costosa (120 milioni di euro di investimenti iniziali) che, ultimata, non resterà hortus conclusus.
Il nuovo quartiere polifunzionale intende infatti allacciare la sua vita, il suo quotidiano movimento di persone, non solo al resto del rione ma all'interà città.
Proprio grazie al suo essere "molteplice" e aperto. Il volto dell'edificato sarà di piccole costruzioni condominali e villette private. Niente di grande. E poi un albergo, una scuola, un centro congressi e una clinica privata, un presidio sanitario pubblico, negozi, alloggi per studenti.
La volumetria esistente (263.500 metri cubi) non aumenterà; il 43 per cento destinato a residenze private, il 25% delle quali sarà di edilizia convenzionata.
Deus ex machina la nuova proprietà, Bnp Paribas Reim che reinventa secondo il progetto vincitore al concorso internazionale bandito per riformulare tutto: quello dello studio di architettura tedesco-australiano "Bolles and Wilson".
Il quale pone estrema attenzione al rispetto dell'ambiente evitando incursioni di edificati invasivi; cura e concede spazio al verde con tre parchi e varie piazze fiorite per la socialità; sceglie la strada attenta della riduzione dei consumi energetici.
Ma tutto gratificando la vista. Secondo quella concezione del "bello" trascurata in anni per nulla lontani, che è sostanza e qualità del vivere.
Perché garanzia anche di comfort e di soluzioni pratiche. Un protocollo che accompagna il progetto indica le linee guida e gli obiettivi da tradurre in pratica nelle fasi successive.
Altri architetti, altri professionisti, si occuperanno, di volta in volta, entrando nei dettagli del vasto progetto d'insieme.
Che pezzo dopo pezzo cerca l'interesse del mercato. Qualche cifra per inquadrare meglio la complessa operazione di Monteluce. Seimila e cinquecento i metri quadrati destinati agli spazi commerciali, 6mila agli uffici, 10mila alle strutture ricettive, 7mila ai servizi socio-sanitari, 6mila e cinquecento alle residenze per studenti.
Ancora, e molto importanti: 10mila e cinquecento metri quadrati di verde pubblico, 9mila e cinquecento per piazze e spazi pedonali, 9mila e cinquecento per parcheggi pubblici.
Dell'esistente rimarranno in piedi i padiglioni d'ingresso, costruzione ottocentesca con alcune parti preesistenti dell'antico convento risalente al 1200, la chiesa con gli affreschi del pittore perugino futurista Gerardo Dottori , restaurati di recente.
Il rione modello manterrà la sua vocazione universitaria con gli alloggi destinati agli studenti. In via del Giochetto andranno (ben prima dei sette anni previsti per realizzare il progetto complessivo) alcune facoltà universitarie della Conca.
Non appena la presidenza di Medicina e chirurgia con i vari ambulatori operanti lì si trasferiranno nella nuova e già luccicante sede della facoltà in via di completamento al polo unico di Santa Maria della Misericordia, a Sant'Andrea delle Fratte.
Data prevista, l'autunno di quest'anno. E sarà, con l'inaugurazione, un'altra festa grande. Un'altra svolta cittadina. Con il quartiere prima "operaio" di San Sisto che muterà vocazione. E diventerà a tutti gli effetti universitario

Donatella Murtas
Corriere dell'Umbria Mercoledì 6 Maggio 2009

mercoledì 6 maggio 2009

Museo Paleontologico Luigi Boldrini di Pietrafitta

Museo Paleontologico Luigi Boldrini di Pietrafitta
L'8 maggio alle ore 17,00 incontro e vista guidata al museo

L'8 maggio alle ore 17.00 si svolgerà uno workshop ed una visita guidata del Museo Paleontologico Luigi Boldrini di Pietrafitta.
L'iniziativa ha come obiettivo quello di far conoscere i progressi relativi alla realizzazione dell'importante Museo.

Attualmente può definirsi conclusa l'allestimento interno della struttura e del laboratorio mentre deve ancora essere ultimato l'allestimento esterno.
L'evento, che non coincide con l'apertura del Museo in quanto se ne prevede il completamento tra circa un anno, è una importante iniziativa in cui verranno illustrate tutte le fasi realizzative della struttura e i passi che ancora dovranno essere fatti.
In programma una visita guidata ai locali del Museo e al laboratorio, per descrivere l'idea di allestimento della struttura.
All'evento interverranno, Andrea Caporali, Sindaco del Comune di Piegaro, Luciana Bianco, Sindaco del Comune di Panicale, Enzo Patalocco, Presidente della Società Valnestore Sviluppo, Massimo Bianchi, Presidente Comunità Montana Trasimeno Medio Tevere, Giulio Cozzari, Presidente della Provincia di Perugia, Mariarosaria Salvatore, Soprintendente per i Beni Archeologici dell'Umbria e Sergio Gentili dell'Università degli Studi di Perugia.
In chiusura ci sarà un intervento del Presidente della Regione Umbria Maria Rita Lorenzetti.
Ufficio Informazioni e Accoglienza Turistica del Comprensorio Trasimeno

P.zza Mazzini, 10 - 06061 Castiglione del Lago
Tel.075.9652484 / 075.9652738 - Fax 075.9652763
info@iat.castiglione-del-lago.pg.it

Perugia cambia a partire da Monteluce

La grande tenaglia rossa della ruspa affonda in un pezzo di tetto, con gronda e tegole, lo gira e lo stacca come fosse burro.
Mentre un getto d'acqua per dissolvere la polvere viene lanciato dal cannonfog, lo stesso arnese usato sulle piste da sci per sparare neve artificiale.
Sono le undici in punto di ieri, quando il primo colpo sferrato dall'escavatore si abbatte contro il muro grigio del padiglione del vecchio policlinico che porta su scritto in lettere d'ottone
"Divisione di ricerche sul cancro."
La tenaglia rotante agguanta un secondo pezzo di parete, e lo torce spaccandolo quasi con leggerezza.
Il rumore del motore è assordante. Ma nessuno parla, lo sguardo di tutti fisso verso l'ala laterale dell'ex istituto di anatomia e istologia patologica, in fondo al fitto viale di alberi.
A Monteluce. Ci sono tutti. Comune, Azienda ospedaliera, Università, Regione, Bnp Paribas Reim, nuova proprietaria della vasta area che rinascerà ex novo.
Un quartiere modello, moderno, polifunzionale. Come quelli delle grandi città europee. Case, negozi, albergo, centro congressi e centro salute, scuola e chiesa. E piazze e parchi. Con quasi ottocento nuovi residenti e un via vai giornaliero di circa duemila persone. Sette anni di attesa, per tutto questo. Per consegnare ai ricordi un luogo che per un secolo è stato di speranza e di dolore, di vita e di addii.
Un luogo di studio, di ricerca, che ha formato centinaia e centinaia di medici e di operatori della sanità; che ha stretto forte il suo destino a quello della città, non solo del quartiere che gli vive intorno e che ne attende la rinascita per dimenticare timori e dubbi dopo la dismissione.
Così, quasi simbolico per il direttore generale dell'Azienda ospedaliera Walter Orlandi che a "cadere" per primo sia l'ultimo padiglione traferito al Santa Maria della Misericordia.
"Era ancora qui a dicembre" ricorda il dg. Ha chiesto, racconta, di avere una lettera dell'insegna di ottone che la ruspa butta giù, come fosse di carta.
é un po' commosso il preside di Medicina e chirurgia Adolfo Puxeddu. In questi padiglioni è arrivato, dalla Sardegna, nel 1959. Qui ha cominciato la sua carriera, due anni dopo, assistente di Paolo Larizza, clinico insigne. Indica tre finestre che occhieggiano vuote, senza infissi, e da una ciondola un pezzo di tenda superstite.
"lì c'era lo studio del preside Lucio Severi."
E ammette che, sì,
"gli dispiace vedere smantellare tutto."
Il rettore Francesco Bistoni riporta in alto l'ago del buonumore:
"Ogni tanto mi piacerebbe guidare uno di questi attrezzi"
butta là guardando con interesse le ruspe cingolate.
Contro chi? Ride:
"Non si sa... diciamo a 360 gradi."
L'evento è storico, i fotografi inquadrano i protagonisti. Il sindaco Renato Locchi, gli assessori comunale e regionale Wladimiro Boccali e Maurizio Rosi (Urbanistica e Sanità), il rettore e il preside di Medicina, l'amministratore delegato di Bnp Paribas Reim Michele Cibrario con il fund manager Luca Panizzi.
Ma sono in tanti, tecnici e amministratori, ad aver raccolto l'invito dell'ad Cibrario, per festeggiare insieme l'avvio della demolizione.
Ognuno con il suo pezzo personale di ricordo. Boccali arriva accompagnato da diversi commercianti del rione. Come dire: tranquilli, qui si lavora fitto e il nuovo futuro con tanta gente è a un passo. La mappa del verde Ora sono circa una trentina le maestranze al lavoro, riferisce Panizzi. E aggiunge che tutti gli alberi sono censiti. C'è
"un meraviglioso cedro del Libano: sarà al centro delle residenze convenzionate, un quarto della cubatura destinata ad abitazioni, il 43 per cento del totale."
Intatto resterà il viale fitto di lecci che dalla sommità dell'area scende giù al padiglione in demolizione.
Altri alberi, non di pregio, saranno eliminati. Ma ogni cespuglio è stato censito.
"c'è un leccio di centoventi anni"
aggiunge Claudio Bazzarri, assessore comunale con il pollice verde.
Non mancheranno alberi e fiori nel rione: i parchi saranno tre e belli fitti. Almeno a giudicare dal plastico che riproduce il progetto vincitore degli architetti Bolles e Wilson, rinomati per la qualità delle loro opere.
Una garanzia. La città nuova nascerà qui, sito di etruschi. Spunterà fuori qualcosa? Carlo Ciangottini, decano dei geometri perugini, 82 anni e memoria di ferro, non ha dubbi.
"Un bel pezzo di Perugia è ancora nascosta"
Donatella Murtas
Corriere dell'Umbria Mercoledì 6 Maggio 2009