martedì 28 aprile 2009

Il Primo Maggio a Perugia si suona per l'Abruzzo

Primo maggio con la mente rivolta all'Abruzzo anche in Umbria. E non poteva essere altrimenti. Il lungo ponte della festa dei lavoratori quest'anno dura dal giovedì sera alla domenica, e pioggia o non pioggia, sarà zeppo di roba da fare in tutta la regione.Il fulcro è a Perugia con la maratona musicale di solidarietà per i terremotati organizzata dai sindacati confederali in collaborazione con la web radio dell'Adisu Radiophonica, una delle novità culturali più interessanti della scena giovanile del capoluogo.
Sul palco di piazza IV Novembre si esibiranno sei band locali selezionate tra quelle partecipanti al bando indetto da Cgil, Cisl e Uil.
Nessun grande nome, insomma, proprio per destinare tutte le risorse alle popolazioni colpite dal sisma del 6 aprile, per le quali durante la manifestazione verrà effettuata anche una raccolta fondi. Si comincia intorno alle sei del pomeriggio, si va avanti in diretta radiofonica (www.radiophonica.com) fino a tardi.
Restiamo a Perugia, dove la sera precedente, e cioè giovedì 30 aprile, suonano i Marlene Kuntz, band di culto del rock italiano anni Novanta.
Il gruppo di Cristiano Godano e Gianni Maroccolo, fresco autore della colonna sonora del non riuscitissimo film di Davide Ferrario "Tutta colpa di Giuda" (in cui Godano recita anche una piccola, ma non piccolissima, parte), aprirà l'intensissima tre-giorni dell'Urban di Sant'Andrea delle Fratte, dove il primo maggio toccherà all'elettropop del duo romano Le Rose e ai folignati Tiger!Shit!Tiger!Tiger!, e il due alle cover band di tre pezzi, più o meno significativi, della storia dell'hard rock: Ac/Dc, Gun's & Roses e Led Zeppelin.
Ma ce n'è anche per gli amanti del reggae. Sempre a Perugia, e sempre giovedì 30, il Norman dedicherà una notte-tributo a Bob Marley, a vent'otto anni dalla sua morte.
Sul palco del club di Boneggio, prima di un selezione musicale tutta reggaettara, saliranno i peruginissimi Rocco Reggae.
E al Loop? Da non perdere il concerto di stasera del cantautore americano Christian Cuff, mentre sabato due sarà la volta delle insolite e delicate cover del Pecorino Quartet.
Poi Terni e provincia. Nella città delle acciaierie tra oggi e domani si conclude l'edizione 2009 del "Circuito dei Club" dei circoli Arci locali.
Domani sera, ore 20.30, al Verdi, la chiusura vera e propria, con lo spettacolo "Timidamente… in Scena" del laboratorio teatrale Gli altri siamo noi del dipartimento di salute mentale della Asl 4, incentrato sul rapporto tra disagio psichico e società.
Per un primo maggio d'autore Orvieto, nella sala del Carmine, propone uno "chansonnier" di indiscusso valore internazionale come Pippo Pollina.
E di tutt'altro tenore il concerto di sabato ai giardini comunali della fortezza Albornoz di Orvieto, per Rock in Albornoz: spazio al grande vecchio dell'heavy metal nostrano Pino Scotto, coi suoi Fire Trails.
Fuochi d'artificio autentici saranno sparati a Foligno, dove giovedì, all'auditorium di San Domenico, si esibirà il folk singer americano Bonnie Prince Billy, uno degli autori più prolifici e interessanti della ribalta alternative d'Oltreoceano.
Due giorni dopo, il due maggio, sempre all'auditorium suoneranno i Têtes de Bois, romantici e vagabondi, per un concerto gratuito nel nome di Amnesty International a cui parteciperà anche Francesco Di Giacomo del Banco del Mutuo Soccorso (dal primo al tre a Trevi si celebrerà la ventiquattresima assemblea della sezione italiana dell'organizzazione umanitaria).
Stessa data per uno degli ultimi appuntamenti dell'eccellente cartellone 2008/2009 del Feedback: toccherà al barocco dei Mariposa, band policentrica e polimorfa.
E chiudiamo col Lago, ovvero, quasi inevitabilmente, con la Darsena di Castiglione del Lago. Sabato due, a distanza di venti giorni dalla gran festa d'apertura, arriva il rock intelligente e tagliente degli Zen Circus, partiti con una rude anima punk a metà anni Novanta e ritrovatisi a suonare le proprie canzoni insieme a gente dei Violent Femmes, dei Pixies e dei Talking Heads.
Niente male, insomma. Non ci sarà da annoiarsi Giovanni Dozzini

Corriere dell'Umbria Martedì 28 Aprile 2009

lunedì 27 aprile 2009

Maggio sui Monti del Tezio

Maggio sui Monti del Tezio
Sentieri, castelli e pievi del perugino

Domenica 3 maggio
La montagna sacra agli umbri
Escursione su Monte Acuto per visitare i resti di antichi insediamenti umbri: il castelliere di Cima Cerchiaia e il luogo di culto umbro situato sulla cima più alta del monte.

Domenica 10 maggio
Alla scoperta delle orchidee spontanee
Questa interessante escursione a tappe nel territorio fra Monte Acuto e Monte Corona si svolge spostandosi varie volte con il proprio mezzo, per poi affrontare brevi escursioni su terreni marnosi e su terreni calcari, su pascoli, pinete e boschi cedui di roverelle, cerri ed elci per imparare a riconoscere le specie più comuni di orchidee spontanee del nostro territorio.

Domenica 17 maggio
La Mattonata
Questa classica escursione fra i boschi prende il nome dalla antica strada di collegamento fra l'Abbazia e l'Eremo di Monte Corona.

Domenica 24 maggio
La tomba del faggeto
Escursione in completa immersione fra i silenzi, le scoperte, gli odori di una natura incontaminata; fra boschi di roverella ed altre essenze tipiche della macchia mediterranea.
Visita alla tomba, scoperta per caso da alcuni boscaioli, che rappresenta un tipico esempio di quell'Umbria minore che va ad arricchire notevolmente il patrimonio archeologico della
nostra regione.

Domenica 31 maggio
La ghiacciaia dei perugini...
quando non c'erano i frigoriferi
Fra i tesori segreti di Monte Tezio riscoperti dall'Associazione Culturale Monti del Tezio vi accompagneremo a visitare le antiche neviere.
In uso fino ai primi del '900, queste strutture servivano ad accumulare neve durante il periodo invernale per avere a disposizione il ghiaccio formatosi per tutta la stagione calda, per preparare sorbetti e bevande, ma anche per conservare, ad esempio, il pesce del Tevere.

Per le condizioni di partecipazione alle varie escursioni, scarica il
Depliant Completo (pdf, 13,4 Mb)

Il programma fa parte di
"In Umbria con le guide.
Escursioni guidate in Umbria"
, con il patrocinio del Comune di Perugia - Assessorato al Turismo, l'Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche e i Laboratori del Camminare.
Con il contributo dell'Unione Europea e della Regione Umbria.
In collaborazione con l'Associazione culturale Monti del Tezio, l'Ass.
Amici di Monte Acuto e Monte Corona, l'Ecomuseo del Fiume e della Torre, l'Ass.
Terre del Maestrale.

Per informazioni:
info@montemeru.it Monte Meru S.r.l., Via San Martino, 20 - 06081 - Assisi

Comune di Perugia Lunedì 27 Aprile 2009

Orlo Secco di Rita Albertini

Orlo Secco di Rita AlbertiniOrlo Secco

a Perugia, ex Chiesa S.Maria della Misericordia§
Via Oberdan, 54
22 aprile - 5 maggio

mostra personale di pittura di Rita Albertini

Orario: 11.00-12.30 / 16.30-20.00
Ingresso libero

Mercoledì 29 Aprile Ore 18.30

incontro con L'artista (Rita Albertini)
interverranno:
  • Franco Venanti
  • Emidio de Albentiis
  • Guido Buffoni
Info: tel.328 6912577
email: ritaalbertini@gmail.com

Comune di Perugia Lunedì 27 Aprile 2009


Orlo secco É il titolo della mostra Personalità complessa e intrigante quella di Rita Albertini che torna ad esporre in pubblico dopo qualche tempo presentando dipinti e questa volta anche sculture recenti, ma anche opere del suo repertorio meno recente.
Nell'ex chiesa di Santa Maria della Misericordia di via Oberdan, col patrocinio dell'assessorato alle Politiche culturali e giovanili del Comune di Perugia, fino al 5 maggio, una trentina di pezzi raccolti sotto il titolo arcano "Orlo secco", spiegato in realtà in una breve composizione che accompagna l'invito come "orlo secco della mente", dunque ancor più ermetico, ma in linea con la complessità dell'autrice, confermano una genialità espressionista che continua ad autoalimentarsi.
Nel senso che il suo onirismo incessante, accompagnato da una memoria di consuetudini di lavoro con persone "difficili", continua ad esplorare un mondo impossibile più che improbabile, popolato di angosce e violenze, ma anche di spiragli di serenità conquistati con la libertà di espressione.
L'Albertini è medico, non a caso medico della mente, ma ha sempre praticato parallelamente la pittura e nel 1986 ha frequentato la scuola libera del nudo di Bruno Orfei all'Accademia di Belle arti di Perugia, ma contrariamente a tanti altri allievi non è stata contagiata dalle anatomie post cubiste femminili del compianto pittore perugino, perché andava nelle aule di San Francesco al prato per curiosità avendo già un suo linguaggio espressivo e soprattutto una sua poetica.
Tant'è che lo stesso Orfei scrive che per lei l'accademia era solo "un luogo di disciplina", ma soprattutto definisce la pittrice "la poetessa dell'angoscia".
Un tema questo, in effetti, fortissimo ricorrente nelle opere recenti e che rappresenta una restituzione a rilascio lento di quanto recepito negli anni di paziente ascolto e di lavoro di liberazione delle angosce altrui, forse anche delle sue, composizioni con ambienti e figure provvisorie, nel senso che vi appaiono spesso ectoplasmi e deformazioni di figure reali.
Palinsesti di oggetti, ambienti e corporeità molto complessi, irrazionali spesso, da illustrazioni freudiane, più trasfigurati che illogici, sospesi fuori tempo e fuori dagli spazi materiali visibili.
L'unico nuovo ambito creato di recente dall'artista sono le "scatole": luoghi mentali in scala ridotta del vivere e del morire, se è vero che molte di quelle opere sono titolate scatolicidio, ma a soccombere violentemente sono gli abitanti delle scatole.
Scatole disegnate o dipinte, senza necessità di prospettiva, ricche di contesti cromatici forti e spesso di polimaterismi, con segni caratteristici individuati come fulcri di narrazione.
Oggetti di nuovo conio che sono diventati molto pregnanti per l'artista, tanto che si sono materializzati in sculture forniti di una testa che fuoriesce da una delle superfici del volume solido irregolare quasi a tentare di salvarsi dal delitto che si sta compiendo all'interno dell'involucro il quale, come accennato, non è necessariamente un luogo fisico, ma una gabbia mentale nella quale si uccide e si viene uccisi.
Questo duro espressionismo materico e polimaterico è quello che legge l'Albertini del e nel mondo senza bisogno degli occhi
Massimo Duranti
Corriere dell'Umbria Domenica 3 Maggio 2009

Star cup 2009-Cambia la tua vita come un goal

La "Star cup 2009-Cambia la tua vita come un goal" è giunta alla sua conclusione. Il torneo di calcio a cinque iniziato venerdì scorso e sostenuto dall'Archidiocesi di Perugia-Città della Pieve, è terminato ieri con le finali femminili e maschili disputate rispettivamente alle 18:30 e alle 20:30.
In mattinata si sono svolte le semifinali che hanno visto le squadre dei "Sisto Boys" e "Casarsenal" qualificarsi per la finale maschile, mentre le "Gasoline" e le "Show Girls" per quella femminile.
Il torneo femminile è stato vinto dalle "Show girls" di Monteluce che hanno avuto la meglio sulle "Gasoline" di San Sisto.
Per il torneo maschile hanno avuto la meglio i "Sisto boys" per 6 a 1 su "Casarsenal". Non sono mancati i consueti appuntamenti dedicati alla riflessione religiosa, caratterizzata dalla messa del mattino e dalla catechesi pomeridiana.
La giornata di ieri ha visto concludersi anche il torneo dell'"Argiocup" (composto dalle squadre eliminate durante le fasi di qualificazione della "Star cup"), dove i diversi "team" si sono affrontati sotto una pioggia battente.
"Sono stati tutti dei big match contesi e combattuti fino all'ultimo minuto, animati da squadre di ragazzi e ragazze che hanno conquistato i risultati finali in modo corretto e leale."
É stato il commento di Paolo Roscini, uno degli "speaker" ufficiali della "Star cup 2009", espresso durante una delle sue "cronache in diretta" fatte a bordo campo.
Grazie allo spirito di squadra e ad un'atmosfera caratterizzata da un senso "pacifico della competizione", gli adolescenti che hanno preso parte a questa iniziativa si sono confrontati gli uni con gli altri per tutta la durata del torneo, mettendo "in gioco" il proprio carattere, le proprie esperienze e la propria determinazione nel "rapporto con l'altra persona".
Sono riusciti a
"cogliere gli aspetti determinanti del nostro progetto, improntato in particolar modo sullo sviluppo del senso del rispetto, della solidarietà e della lealtà."
É stato il commento di don Riccardo Pascolini, il quale ha espresso grande soddisfazione per il successo ottenuto con l'edizione della "Star cup 2009";
"non è certo possibile cambiare la vita di una persona in soli tre giorni - ha aggiunto Pascolini - ma credo che grazie a questa iniziativa possiamo ora scommettere sul cambiamento spirituale di molti ragazzi che sono oggi qui presenti, perché Dio è già in mezzo a noi, è sempre presente e bisogna solo trovare la volontà e il modo corretto per avvicinarci alla sua figura"
Antonio Torrelli
Corriere dell'Umbria Lunedì 27 Aprile 2009

Lunga vita al Futurismo nella Villa del Cardinale

Sulle ali delle celebrazioni del centenario della pubblicazione del Manifesto su "Le Figaro", sbriciolate in tutta Italia ma vivaci e in grado di suscitare curiosità in chi del movimento conosce ben poco, il Futurismo lungi dall'essere diventato archeologia culturale sorvola a bassa quota anche l'Umbria, una regione, come ha sottolineato più volte Massimo Duranti, critico d'arte e studioso del maestro dell'aeropittura Gerardo Dottori,
"dove è nato uno dei primi gruppi futuristi, nonostante in quel periodo fosse ancora terra di contadini e di artigiani."
Anche in Umbria, quindi, manifestazioni e presentazioni di vario genere sono già "andate in scena", come avrebbero voluto i protagonisti del Futurismo, movimento di rottura del classicismo che proprio sulla teatralità ha ogni gesto, ogni atto, ogni scritto ed ogni evento organizzato.
L'ultimo in ordine di tempo si è svolto venerdì sera nella Limonaia della Villa del Cardinale a Colle Umberto con una performance di varia natura dove si sono intrecciate le parole e le opinioni di Francesco Scoppola , direttore regionale per i beni culturali, di Anna Di Bene, soprintende dei Beni Architettonici e Paesaggistici, del critico Massimo Duranti, con i ricordi di Francesca Barbi, nipote di Marinetti e testimonial di terza generazione, con la presentazione di spezzoni del docufilm di Luca Verdone sul Futurismo e con gli interventi teatrali di Edoardo Sylos Labini, ottimo attore versatile e istrionico, che ha coinvolto il folto pubblico presente nell'esilarante brano futurista "Donna, velocità e pericolo".
Marinetti & co. sarebbero stati felici di un simile pomeriggio dove si è parlato in termini entusiastici del movimento che lungi dall'essere superato dopo 100 anni ha ancora molte cose da dire alle future generazioni in fatto di rinnovamento e di cambiamenti nella società civile.
Critico, come deve essere per mestiere, Massimo Duranti su alcune grandi mostre realizzate per le celebrazioni, come quelle di Parigi e Roma, ha più volte contestato la scelta di escludere, quasi cancellandolo, il secondo futurismo limitandosi a puntare i riflettori sul periodo prefascista di Boccioni, Severini e Carrà, estromettendo quindi ancora oggi, con motivazioni politiche, il periodo successivo bollato come "fascista" , periodo particolarmente fecondo perchè allargato a tutte le arti maggiori e minori, intervenendo sulla moda, la cucina, il linguaggio, il cinema, il teatro".
"La mia famiglia ha un particolare debito nei confronti di Gerardo Dottori" ha ricordato Francesca Bardi "é stato l'unico artista ad aver dipinto i Marinetti al completo.
Quando il dipinto ci è stato rubato l'abbiamo ritrovato proprio in Umbria. Mi raccontava mia madre che vennero a prenderlo in macchina, lo legarono sul portabagagli e fecero tutto il viaggio di ritorno a Roma tenendolo con le mani fuori dal finestrino".
Vera avanguardia che ha voluto rivoluzionare non solo il linguaggio creativo staccandolo a forza dai classici canoni ottocenteschi (a Perugia gli studenti contestatari dei superati metodi di insegnamento dell'Accademia si ritrovavano tutti a "complottare" nel bar Mezzabestia di Piazza Matteotti) ma anche i movimenti, gli usi e i costumi della società il Futurismo è stato scelto come protagonista di una docufiction di 52 minuti prodotta da Paolo Bruno, sceneggiata da Alessandro Zambrini e diretta da Luca Verdone.
"Marinetti" ha spiegato Verdone presentandone alcuni spezzoni "ha ridato la vita alla capacità creativa degli esseri umani.
Si può sconfiggere la noia, la routine, il grigiore con una nuova visione della vita in ogni sua sfaccettatura".
"Io credo che il Futurismo sia stato il più grande movimento d'avanguardia del '900" ha aggiunto Zambrini "Sant'Elia ha lasciato i disegni della "città del futuro" che hanno influenzato Fritz Lang in "Metropolis", Depero si è inventato la mitica bottiglietta del Campari, i modelli di macchina da loro disegnati ancora oggi vengono considerati futuribili"
Anna Lia Sabelli Fioretti
Corriere dell'Umbria Domenica 26 Aprile 2009

domenica 26 aprile 2009

Fiera di Primavera a Pian di Massiano

Il tempo non ha smentito il titolo dell'appuntamento. Così ieri la "mostra-mercato di primavera" ha tenuto banco a Pian di Massiano sotto il sole caldo di una giornata luminosa e tersa.
Circa duecento gli espositori, perugini e non solo hanno fatto onore alle mercanzie. E sono accorsi numerosi. Intere famiglie con bimbi piccoli a spasso e, a giudicare dai tanti sacchetti appesi al braccio, ottima disposizione agli acquisti.
Non solo rivenditori ma anche produttori tra le bancarelle. Di formaggi, di legumi e verdure provenienti da orti umbri, e poi l'enogastronomia ospite. Notevole e appetitoso un grande banco pugliese con la fila davanti per fare gli acquisti. Le merci si sa, in un mondo globalizzato, non riservano straordinarie sorprese quanto a novità. Oggetti etnici, ceramiche per la casa, vestiti e intimo a go-go. Come sempre a far da civetta erano i cartelli con l'offerta delle buone occasioni. Con uno e cinque euro al pezzo, si poteva spaziare: dalle scarpe sgargianti della primavera-estate, alle borse colorate di pelle ecologica o paglia intrecciata, alla camiceria, ai vestiti.
Non pochi i rivenditori con gli occhi a mandorla. Con anche "pashmine", scialli e sciarpe, che in etichetta riportavano la composizione di cachemire al settanta per cento e di seta al trenta.
Costo? Quattro euro. Incredibile ma (forse) vero. La mostra-mercato di primavera ha portato anche tanti fiori. Molto belli e con una varietà notevole. Lunghi tralci di orchidee a sei euro. Fasci di girasoli dal fiore formato mignon alla stessa cifra. E poi rose, narcisi, ranuncoli, dalie e molto ancora. Oltre a una corposa offerta di piante aromatiche a pochi centesimi l'una. Non mancava il banco con gli animali da cortile. A mezza mattina già vuote le gabbie con dentro colonie di galletti a due euro e mezzo l'uno. Questa è la strada giusta, commentava soddisfatto l'assessore comunale Ilio Liberati:
"Abbiamo ripetuto la formula che abbina produttori a rivenditori già sperimentata con successo per San Costanzo.
Inoltre l'attenta selezione dei commercianti operata dal consorzio Cosap e la garanzia di qualità delle merci sono la formula giusta, che ha riconfermato l'affezione dei perugini a questo appuntamento di primavera"
Corriere dell'Umbria Domenica 26 Aprile 2009

sabato 25 aprile 2009

Verso una politica sociale europea?

Verso una politica sociale europea?
e presentazione volume
L'Italia e la dimensione sociale nell'integrazione europea
(Cedam, 2008), a cura di Luciano Tosi

lunedì, 27 aprile 2009 (dalle ore 16,00)
presso la Facoltà di Scienze Politiche, Aula 1 - via Pascoli - Perugia

Il Dipartimento di Scienze Storiche dell'Università degli Studi di Perugia e l' Icsim (Istituto per la Cultura e la Storia d'Impresa "Franco Momigliano") invitano alla tavola rotonda

Verso una politica sociale europea?

Nell'ambito del progetto Plus - Cultura Impresa e Lavoro in Umbria
(realizzato con il contributo di Regione Umbria, Provincia di Terni e Comune di Terni)

La politica sociale è in qualche modo la cifra della politica europeista dell'Italia, quella che forse meglio riassume l'impegno del Paese in favore dell'integrazione.
In essa confluiscono sia le motivazioni ideali della sua scelta europea, sia le motivazioni politiche, che coniugano le finalità generali dell'integrazione con il perseguimento di specifici obiettivi nazionali, sia quelle economiche, mai disgiunte dalle preoccupazioni d'ordine sociale.
L'azione italiana per la tutela internazionale dell'emigrazione, per la politica educativa e di formazione professionale, per il Fondo Sociale Europeo, per la politica di sviluppo regionale, ha contribuito a gettare le basi di un "principio di redistribuzione" in ambito comunitario che oggi rappresenta uno degli elementi strutturali della costruzione europea, la cui presenza inizialmente non era affatto scontata.
Si è iniziato a dare un volto umano all'Unione.

Il volume, dopo aver delineato il processo di avanzamento della politica sociale e l'atteggiamento al riguardo di imprenditori, sindacati e forze politiche, analizza il costante ruolo propositivo svolto dai governi italiani nell'affermare una dimensione sociale nella costruzione europea, anche per dare una soluzione comunitaria ad alcuni problemi del Paese.

Programma

Introduce Franco Giustinelli (Presidente Icsim)
Partecipano
Stefano Giubboni (Università degli Studi di Perugia)
Giuseppe Iuliano (cisl-cese)
Catiuscia Marini (Parlamentare europeo)
Lorenzo Medici (Università degli Studi di Perugia)
Marcello Signorelli (Università degli Studi di Perugia)
Modera Elena Calandri (Università degli Studi di Firenze)

Restauro dei dipinti murali di Gerardo Dottori

Stamani alle ore 10.30, presso il Teatro Mengoni di Magione, presentazione dei lavori di restauro dei dipinti murali di Gerardo Dottori, uno dei maggiori esponenti dell'aeropittura, fatti realizzare nella sala del Consiglio del Palazzo comunale di Magione dall'allora sindaco Publio Trento Bartoccioni, nel 1948.
Interverranno Massimo Alunni Proietti, sindaco di Magione, Aldo Chiappini, assessore alla cultura Comune di Magione, Carlo Colaiacovo, presidente Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, Laura Lametti, Soprintendenza B.s.a.e.
dell'Umbria, Mauro Masci, restauratore. Si tratta di una importantissima giornata tesa a sottolineare la valenza dell'opera di Gerardo Dottori, maestro perugino dell'aeropittura, proprio nell'anno in cui si celebra il centenario della nascita del movimento Futurista il cui manifesto fu pubblicato dal poeta e editore Filippo Tommaso Marinetti per la prima volta il 5 febbraio 1909 nelle Cronache letterarie de La gazzetta dell'Emilia e poi il 20 febbraio su Le Figaro

Corriere dell'Umbria Sabato 25 Aprile 2009

venerdì 24 aprile 2009

Il Museo archeologico nazionale dellUmbria

Parlante. É così che è diventato il Museo archeologico nazionale dell'Umbria. Così lo hanno fortemente voluto la soprintendente Mariarosaria Salvatore e tutto lo suo staff. Più di ottocento reperti, tra collezioni e resti rinvenuti negli scavi, sono in mostra da ieri pomeriggio nel rinnovato spazio dell'ex monastero di San Domenico.
Dopo una chiusura di poco più di un mese e tre anni di lavoro, le sale della maggiore raccolta archologica della regione hanno ritrovato la folla.
E per celebrare l'evento, da oggi fino a domenica, il Museo rimarrà aperto fino a mezzanotte con ingresso gratuito (come prevede la Settimana della cultura in corso).
a salutare la riapertura del Museo ieri un pubblico numeroso, assente invece il Ministero, che doveva essere rappresentato dal dirigente generale Stefano De Caro, e assente pure il direttore regionale Farncesco Scoppola, entrambi per sopraggiunti impegni in Abruzzo e a Roma.
Lasciata da sola la soprintendente uscente (già destinata a nuovo incarico), senza taglio del nastro, ha introdotto alla visita una lunga coda di persone.
In aiuto i codici colore che segnano le varie sezioni, le numerose tavole esplicative realizzate dallo studio Inklink e dal disegnatore Angelo Barili, e una scansione cronologica ben definita ad iniziare dalla preistoria per arrivare alla romanizzazione dell'Umbria.
Poi l'aumento del 60 per cento della superficie espositiva, il miglioramento e riallestimento dell'impianto luci, che peraltro contribuisce ad abbattere di oltre il 70 per cento dei costi di gestione, e il recupero di molti reperti custoditi nei magazzini e la ricollocazione più appropriata degli oggetti, sono le linee guida di un progetto scientifico ambizioso che ha sopperito alla scarsezza dei fondi (500mila euro dal Ministero e 100mila dalla Fondazione) con la cura degli archeologi interni.
I più giovani ora troveranno molto più divertente passare per la sezione preistorica e protostoria raccontata in gran parte da immagini e da supporti multimediali accesi sulle risposte dei professori Fiorenzo Facchini dell'Università di Bologna e Telmo Pievani dell'Università di Milano.
Proseguendo il percorso, segnato dalle frecce, si resta a bocca aperta davanti al Cippo perugino, adesso prima donna del Museo al centro di una stanza dedicata completamente ad esso.
La sala dei bronzi, cuore dell'esposizione, con Umbri a sinistra ed Etruschi a destra ora si lascia guardare per luminosità in tutta la sua lunghezza.
Tra le novità esposte spiccano le lamine bronzee da Castel San Mariano e i vetri multicolore provenienti da Todi.
E andando avanti si trovano le necropoli etrusche e i resti sulla Perugia tardo antica. Qui si fanno notare alcuni reperti rinvenuti negli scavi sotto la Cattedrale di San Lorenzo, come la Testa colorata di Sileno e la dea Potna Theron.
Infine spazio alla colonizzazione romana in Umbria e alla sezione topografica dedicata a tutti i municipi, area totalmente nuova allestita in quelle che furono le celle dei frati del monastero.
Dalle finestre del Museo si scorge una Perugia ricca di verde con il Subasio a chudere le quinte, cupo e silenzioso davanti al Museo parlante.
Anche se ancora non in lingua inglese Sabrina Busiri Vici [emptytag]perugia - Parlante. É così che è diventato il Museo archeologico nazionale dell'Umbria. Così lo hanno fortemente voluto la soprintendente Mariarosaria Salvatore e tutto lo suo staff. Più di ottocento reperti, tra collezioni e resti rinvenuti negli scavi, sono in mostra da ieri pomeriggio nel rinnovato spazio dell'ex monastero di San Domenico.
Dopo una chiusura di poco più di un mese e tre anni di lavoro, le sale della maggiore raccolta archologica della regione hanno ritrovato la folla.
E per celebrare l'evento, da oggi fino a domenica, il Museo rimarrà aperto fino a mezzanotte con ingresso gratuito (come prevede la Settimana della cultura in corso).
a salutare la riapertura del Museo ieri un pubblico numeroso, assente invece il Ministero, che doveva essere rappresentato dal dirigente generale Stefano De Caro, e assente pure il direttore regionale Farncesco Scoppola, entrambi per sopraggiunti impegni in Abruzzo e a Roma.
Lasciata da sola la soprintendente uscente (già destinata a nuovo incarico), senza taglio del nastro, ha introdotto alla visita una lunga coda di persone.
In aiuto i codici colore che segnano le varie sezioni, le numerose tavole esplicative realizzate dallo studio Inklink e dal disegnatore Angelo Barili, e una scansione cronologica ben definita ad iniziare dalla preistoria per arrivare alla romanizzazione dell'Umbria.
Poi l'aumento del 60 per cento della superficie espositiva, il miglioramento e riallestimento dell'impianto luci, che peraltro contribuisce ad abbattere di oltre il 70 per cento dei costi di gestione, e il recupero di molti reperti custoditi nei magazzini e la ricollocazione più appropriata degli oggetti, sono le linee guida di un progetto scientifico ambizioso che ha sopperito alla scarsezza dei fondi (500mila euro dal Ministero e 100mila dalla Fondazione) con la cura degli archeologi interni.
i più giovani ora troveranno molto più divertente passare per la sezione preistorica e protostoria raccontata in gran parte da immagini e da supporti multimediali accesi sulle risposte dei professori Fiorenzo Facchini dell'Università di Bologna e Telmo Pievani dell'Università di Milano.
Proseguendo il percorso, segnato dalle frecce, si resta a bocca aperta davanti al Cippo perugino, adesso prima donna del Museo al centro di una stanza dedicata completamente ad esso.
La sala dei bronzi, cuore dell'esposizione, con Umbri a sinistra ed Etruschi a destra ora si lascia guardare per luminosità in tutta la sua lunghezza.
Tra le novità esposte spiccano le lamine bronzee da Castel San Mariano e i vetri multicolore provenienti da Todi.
E andando avanti si trovano le necropoli etrusche e i resti sulla Perugia tardo antica. Qui si fanno notare alcuni reperti rinvenuti negli scavi sotto la Cattedrale di San Lorenzo, come la Testa colorata di Sileno e la dea Potna Theron.
Infine spazio alla colonizzazione romana in Umbria e alla sezione topografica dedicata a tutti i municipi, area totalmente nuova allestita in quelle che furono le celle dei frati del monastero.
Dalle finestre del Museo si scorge una Perugia ricca di verde con il Subasio a chudere le quinte, cupo e silenzioso davanti al Museo parlante.
Anche se ancora non in lingua inglese.
Corriere dell'Umbria Venerdì 24 Aprile 2009

giovedì 23 aprile 2009

La nuova Fondazione di Umbria Jazz

Anche il Comune di Orvieto, dopo la discussione e l'approvazione in Consiglio comunale, aderirà alla nuova Fondazione di partecipazione "Umbria Jazz".
L'adesione al fondo patrimoniale è pari a 30 mila euro che dà diritto ad Orvieto a nominare un rappresentante nell'ambito del nuovo consiglio di amministrazione.
La nuova Fondazione Umbria jazz, voluta fortemente dalla vecchia associazione per un più solido assetto istituzionale che ne definisca meglio ruoli e funzioni, ma anche per permettere un più snello fluire dei finanziamenti privati verso il festival, consta in tutto di nove membri del Consiglio di amministrazione così suddivisi: cinque di nomina regionale tra cui appunto uno in rappresentanza del Comune di Orvieto, tre che faranno riferimento alle nomine di Comune di Perugia, Provincia di Perugia e Camera di commercio di Perugia e uno in rappresentanza dell'associazione Umbria Jazz.
L'iter prevede che dopo le varie discussioni nei consessi cittadini di Perugia e Orvieto, le adesioni passino al vaglio della Regione, ma è certo sin da ora che le nomine dei vari rappresentanti sarà compito delle prossime giunte che verranno elette in seguito alle elezioni di giugno.
La nuova Fondazione prevede inoltre tre figure apicali: un presidente, un segretario e un direttore artistico.
"Si tratta del cambiamento dell'assetto giuridico - commenta l'assessore regionale alla cultura Silvano Rometti - per garantire nuove prospettive pur rispettando la continuità di una manifestazione che recentemente è stata menzionata dall'Eurispes tra le cento eccellenze d'Italia.
Ne risulta semplificato l'assetto di Umbria Jazz per una maggiore chiarezza dei ruoli, non più scissi tra Fondazione e Associazione, ma confluiti in un'unica strutturazione istituzionale.
Scopo della Fondazione è quello di assicurare la continuità della manifestazione "Umbria Jazz" e di realizzare tutte le iniziative ritenute necessarie a sostenere ed incrementare l'ulteriore sviluppo del fortunato evento.
Vale a dire che con "il nuovo assetto - continua Rometti - si offre la possibilità a soggetti pubblici e privati di una nuova rappresentanza per poter partecipare agli oneri del festival".
In sostanza dal confronto tra lo statuto della vecchia Fondazione e quello della nuova, appaiono maggiorati i poteri della Regione del Consiglio di amministrazione e un ruolo ridotto rispetto al passato dall'associazione Umbria Jazz sotto il profilo organizzativo.
All'associazione spetta infatti la nomina di un solo membro del consiglio di amministrazione e del direttore artistico.
Tutto questo sta a significare che tutto cambia, soprattutto negli equilibri di potere per un maggior coinvolgimento delle istituzioni e dei privati nella gestione del complesso meccanismo di un festival che ha ormai varcato la soglia della manifestazione di successo per calarsi nell'empireo del più rappresentativo festival della regione(estero compreso), ma la direzione artistica rimane saldamente nella mani dell'immarcescibile Carlo Pagnotta.
Per la nomina della altre figure apicali, come detto, bisognerà aspettare il dopo-elezioni
Claudio Bianconi
Corriere dell'Umbria Giovedì 23 Aprile 2009

Con il nuovo Palazzo Grossi cambia il volto di Perugia

Lo skyline, l'orizzonte di Perugia è cambiato. La teoria delle torri, dei campanili e dei tetti antichi della città è stata alterata. Nel bene o nel male l'"altro" fa infatti la irruzione. Un nuovo "nato" si culla nella complessa, composita - stratificata dal Medioevo - architettura della vetusta.
E fa sentire il suo vagito. O meglio fa vedere il suo volto, epifania di linee e colori che segnano una cesura netta col passato: basta arrampicarsi per la strada sinusoidale di Montemorcino e fissare l'acropoli.
Rosso (rame) e bianco, simboli peraltro cari alla Perugia sportiva, geometrie semplici che ricordano opifici anni Settanta e loft metropolitani.
Razionale. In realtà si tratta dell'apice della nuova sede del Comune, l'erede designato di palazzo dei Priori.
Si chiama palazzo Grossi, fu ex Pascoli. La storia plurisecolare della città va ad annettere una estetica fino ad oggi sconosciuta al centro storico.
Soprattutto nelle altezze, la parte superiore del "cubo", minimalista nella forma, si staglia diverse decine di metri sopra la linea dell'orizzonte sino ad oggi conosciuta.
Già diversi curiosi hanno scattato foto e raffrontato il prima e il dopo, il com'era e com'è adesso il volto di Perugia.
La questione interessa rivolti architettonici, paesaggistici, storico-artistici. I vincoli del centro storico sono innumerevoli, e il progetto è stato vidimato - stando alle certificazioni - da tutti gli organi competenti.
La forma tecnico-burocratica è quella del project financing, il partenariato fra pubblico e privato.
Con una parte in denaro in capo all'amministrazione e una parte ai costruttori. Il progetto preliminare, quello definitivo e l'esecutivo sono stati "partecipati" dunque a più livelli.
Il sindaco Renato Locchi considera il palazzo un fiore all'occhiello del "fare" (sarebbe meglio dire dell'aver fatto, a questo punto) del suo doppio mandato.
E sbeffeggia le critiche.
"In Comune - afferma il sindaco Locchi - stanno arrivando lettere, apprezzamenti di chi sta visitando il palazzo: sono ammirati del recupero e della qualità architettonico del recupero: io mi occupo solo di questo."
La scheda tecnica offre cifre da capogiro. Importo dei lavori: 6,1 milioni di euro, durata dell' intervento: 740 giorni, superficie utile complessiva: 6835 mq, di cui 5715 di uffici, 745 mq di superfici accessorie e 375 mq di superfici esterne.
Posti di lavoro: 262. L' edificio permette di ospitare funzioni che attualmente sono dislocate in altri ambiti del centro, tra Palazzo Bianchi, i locali adiacenti a Palazzo dei Priori e quelli di Porta Eburnea.
" Il progetto- spiegano dal Comune - si propone di dare risposta ai molteplici requisiti richiesti dalla nuova funzione senza però stravolgere l'impianto originario del palazzo né l'immagine radicata nella memoria collettiva della città"
Il nuovo "aspetto" è dato dal restyling, nessuna sovracubatura.
In particolare
"la ristrutturazione è consistita, per la parte esterna, in un sostanziale lavoro di manutenzione e restauro, per non alterare l' aspetto dell' edificio, con la valorizzazione e riorganizzazione degli ingressi attraverso l'uso di lamiere in acciaio corten"
Alessandro Antonini
Corriere dell'Umbria Giovedì 23 Aprile 2009

martedì 21 aprile 2009

La pace Gauggi Geronzi

Scoppia la pace, dopo anni di fiera contrapposizione e battaglie legali (civili e penali) tra l'ex patron dell'Ac Perugia Luciano Gaucci ed il presidente del consiglio di Sorveglianza di Mediobanca Cesare Geronzi.
Dopo la rinuncia di Gaucci all'azione civile nei confronti del banchiere, al quale chiedeva il risarcimento dei danni per l'attribuzione della responsabilità per il fallimento della società di calcio umbra, ieri mattina Geronzi ha ritirato la querela per diffamazione per quelle dichiarazioni.
Dichiarazioni che avevano fatto finire sotto processo Gaucci non solo per diffamazione, ma anche per calunnia.
Per effetto del ritiro della querela, formalizzato dai legali del banchiere, gli avvocati Emilio Ricci e Francesco Vassalli, il pm Francesco Dall'Olio ha chiesto al giudice monocratico il non doversi procedere nei confronti di Gaucci, per remissione di querela sotto il profilo della diffamazione e, per quanto riguarda la calunnia, reato per il quale la procura ha proceduto d'ufficio, il rappresentante dell'accusa ha sollecitato l'assoluzione dell'imputato per
"insussistenza dell'elemento soggettivo."
La "vertenza" tra Gaucci e Geronzi aveva preso spunto dalle dichiarazioni del patron perugino, che accusava l'esponente di Mediobanca di aver determinato il fallimento del Perugia calcio.
Gaucci aveva parlato, tra l'altro, di regalie per circa 60 milioni di euro fatte a Geronzi ed ai suoi familiari nell'arco di 20 anni.
La sentenza del residuo di processo a Gaucci per calunnia è stata aggiornata al 15 luglio prossimo. Quando la polemica era rimbalzata sulle televisioni e sui giornali, alle affermazioni di Gaucci (che aveva sostenuto di aver frequentato per anni (sia lui che la sua famiglia) la villa dei Geronzi, il banchiere aveva replicato seccante sostenendo che le frequentazioni non c'erano mai state.
La pace esplosa in queste ultime ore è, indirettamente, una sorta di vittoria per Gaucci che sta rimettendo a posto i conti della sua vicenda e della "guerra" che aveva lanciato contro i "poteri forti" (così li definiva il patron) del calcio italiano.
Proprio la scorsa settimana Gaucci ha portato un altro attacco, sia pure su un altro fronte: ha chiesto il risarcimento dei danni del crac dell'Ac Perugia, ad un avvocato romano che lo aveva tutelato nella prima fase della vicenda (prima appunto del fallimento della società).
La richiesta di risarcimento è firmata oltre che da Lucianone, dai suoi figli, Alessandro e Riccardo.
Coinvolto nella vicenda penale del crac (inchiesta del pm Antonella Duchini e della guardia di finanza), Gaucci aveva dovuto subire, per evitare l'arresto, un asilo sia pure dorato a Santo Domingo di quasi tre anni
Corriere dell'Umbria Martedì 21 Aprile 2009

La prima demolizione a Monteluce

(i.r.) é indubbio, Monteluce sta soffrendo le inevitabili conseguenze del trasferimento dell'ospedale con un calo della domanda di residenza, di servizi commerciali e della redditività complessiva.
Le preoccupazioni del quartiere sono state ufficialmente esplicitate venerdì sera in un incontro pubblico organizzato dal Pd, presso il circolo Arci di Sant'Erminio.
Per Wladimiro Boccali il primo incontro con la cittadinanza con l'investitura ufficiale a sindaco, ha sottolineato Giacomo Leonelli, segretario comunale Pd, presente insieme al deputato Giampiero Bocci e alla senatrice Anna Rita Fioroni.
"Monteluce è un quartiere che non ha fatto comitati, né proteste nonostante il trasferimento dell'ospedale"
ha sottolineato Luciano Moretti, presidente del circolo Arci, che ha raccolto in un documento tutte le criticità sollevate.
Una partecipazione silenziosa ma attenta e numerosa quella dei commercianti e residenti desiderosi di informarsi sulle trasformazioni del quartiere che raggiunse, tra gli anni '70 e '90, l'apice di redditività.
Il futuro sembrerebbe ora riservargli una seconda primavera, stando alle linee d'intervento fissate dal piano regolatore che prevedono un rilancio complessivo dell'area.
"So che siamo in una fase difficile"
ha ammesso Wladimiro Boccali
"ma dal 31 dicembre abbiamo iniziato i lavori."
Diversi tecnici si aggirano già nell'area della ex cittadella ospedaliera e il 5 maggio, ha anticipato il candidato sindaco del Pd, verrà demolito il primo padiglione.
All'interno dell'area ci sarà anche spazio per un auditorium e un centro salute. Da un confronto con i vertice dell'Asl 2 sarebbe stato confermato anche il trasferimento di alcune attività ambulatoriali.
Fondamentale sarà la attenuazione delle differenze tra l'area ex-ospedaliera ricostruita e la zona di via Eugubina
Corriere dell'Umbria Lunedì 20 Aprile 2009

lunedì 20 aprile 2009

Due Totem a Palazzo della Penna

La scomoda, ma affascinante scala di Franco Minissi a Palazzo della Penna fatta di fiches di cemento armato disposte nella forma elicoidale per raggiungere dalle sale delle Lavagne di Beuys il chiostro dell'antico palazzo, protetta da una cupola trasparente alla Merz, è ora penetrata da due totem naturalistici di Franco Passalacqua sospesi nella tromba da funi d'acciaio uno sopra l'altro.
Sono due parallelepipedi in acciaio dipinti con acrilico e colori industriali di tre mesi ciascuno, la cui base è di trenta centimetri per trenta.
Una modalità di collocazione permanente che l'artista perugino, ternano di origine, ha sperimentato con successo in altre "trombe" architettoniche come quella alla Austin Friars di Londra.
Queste figure geometriche solide che Luca Beatrice, curatore dell'installazione, ha definito "Totem", specificandone la natura non magica e dunque togliendo loro l'aura di simboli di paure e di veri e propri tabù, sono in effetti trasporti di natura nei luoghi del quotidiano dove la natura non c'è o non c'è più; sono esorcizzazione di una sottrazione continua di natura nel mondo.
Passalacqua è il pittore (oggi anche scultore o installatore che dir si voglia) degli olivi e anche nelle tre dimensioni compila le superfici con la sua ormai inconfondibile tessitura di foglie d'olivo sulla gamma dei verdi, lambite da una luce argentante e appena mosse da una brezza leggera, con un complessivo effetto pittorico astratto.
Scrive Beatrice che
"L'intento è volto alla riappropriazione del dato naturale che cerca una ormai dimenticata collocazione nel contesto contemporaneo"
, una caratterizzazione "site-specific" di questi totem ormai collaudata esteticamente.
Una natura, in verità, controllata e strutturata geometricamente, frutto di una raffinazione progressiva della tecnica e di una concettualizzazione sempre più spinta dell'immagine che rimane pur sempre rigidamente pittorica.
Ben lontana comunque dalle sue prime prove del non poi così lontano 1994 quando, nella sua piena maturità anagrafica, il brillante e poliedrico pediatra decise di dipingere, forse perché lo aveva sempre visto fare da sua madre e poi da sua sorella che è ben nota restauratrice alla Soprintendenza.
E si presentò a poche centinaia di metri in linea d'aria da Palazzo della Penna, alla Libreria Grande di via Oberdan e la prima recensione uscì sul Corriere dell'Umbria a mia firma.
Da allora Passalacqua di strada ne ha fatta molta, essendo uno dei pochi artisti umbri inserito appieno nel sistema dell'arte, il che significa mostre in tutta Europa, gallerie di prestigio che lo rappresentano e presenza in tutte le fiere dell'arte che contano.
E allora l'assessorato alle politiche culturali e giovanili del Comune di Perugia, complice la Liomatic della famiglia Caporali, che ha letteralmente adottato Palazzo della Penna, ha regalato alla città questa installazione che, come ha annunciato Andrea Cernicchi - brillante assessore al ramo, raggiante per aver messo a segno di recente diversi bei colpi come la mostra del design alla Rocca Paolina che ha avuto quasi cinquemila visitatori paganti in due mesi-, segna un po' la svolta nel futuro dell'utilizzo del contenitore in senso decisamente di spazio del contemporaneo con sempre meno uffici e più superfici espositive.
Un cambiamento che si è manifestato intanto con l'accesso al palazzo dai Tre archi al posto dell'introvabile (per i turisti, ma anche per molti perugini) via Podiani
Massimo Duranti
Corriere dell'Umbria Lunedì 20 Aprile 2009

sabato 18 aprile 2009

La danza ha il suo tempio al Centro civico Sant'Anna

La location è suggestiva, lo spazio di una ex chiesa completamente recuperata e riattrezzata a sala convegni che per l'occasione si trasforma nel luogo ideale per una performance di teatrodanza.
A percorrere un tracciato, il suo tracciato, composto da un linea di gesso sul pavimento è la coreografa e danzatrice, tra le più autorevoli in Italia, Simona Bucci che intende così suggellare, con il "Path", la sua più autentica espressione d'arte, la sua personale danza sulle impronte di un cammino mutevole, cangiante e adattabile allo sguardo presente.
É così che sulla stessa linea d'indirizzo tracciata dalla performance di danza, si inaugura un nuovo spazio anch'esso malleabile, aperto alle diverse, ipotetiche e possibili interferenze - per dirla con la direttrice artistica Valentina Romito - nel cercare di miscelare diverse aree espressive e artistiche per orientarsi tutti nella direzione di un unico progetto: lo spettacolo.
Il nuovo Centro Civico Danza nel complesso architettonico di Sant'Anna, è stato "battezzato" così nel nome non soltanto della danza, ma dell'ambito molto più ampio dell'arte performativa contemporanea che annette teatro, arti visuali e teatro danza.
Lo studio-danza vero e proprio è ancora in via di ultimazione e consta di un luogo altamente professionale concepito e realizzato con criteri di salvaguardia dell'integrità di chi vi si esercita: importanti sono ad esempio i materiali utilizzati per il pavimento, un "Harlequin", un marchio noto in tutto il mondo sul marcato dei pavimenti per danzatori, che garantisce il massimo comfort per gli artisti e aiuta a prevenire lesioni e infiammazioni tendinee e muscolari.
Annessi alla sala studio di circa 130 metri quadrati, vi sono poi una serie di altri servizi quali gli spogliatoi e le docce, ma anche una mediateca che si vuole porre quale punto specialistico per pubblicazioni sulle arti performative.
Il nuovo Centro civico danza nasce dalla scuola Dance Gallery che finalmente riesce a coronare i propri sogni di uno spazio adeguato e vocato alla danza.
Da tempo infatti la scuola di danza che ha vissuto in questi anni travagliate vicende di cambio di sedi, dal centro storico alla palestra del Liceo classico, agognava ad uno spazio proprio.
E tramite una convenzione con la Fondazione Sant'Anna finalmente Dance Gallery è riuscita nell'intento.
A nulla valgono le polemiche che pure si sono sollevate ieri ad opera del presidente del Centro civico di cultura musicale Sant'Anna che "convive" nello stesso complesso monumentale di Sant'Anna in un'area molto più vasta di 480 metri quadrati e per l'organizzazione del quale sono occorsi 250 mila euro di investimenti: Francesco Ciarfuglia contesta le modalità di un accordo che non vede coinvolta direttamente la Dance Gallery nelle spese del mutuo che il Centro di cultura musicale si è accollato per ristrutturare e riadeguare i locali del Sant'Anna.
Ad intervenire per cercare di fare chiarezza nella complessa vicenda è l'assessore alla cultura Cernicchi che ricorda di come a fronte dell'impegno economico del Centro musicale e della scuola di musica Sant'Anna l'amministrazione comunale vada a scontare l'affitto dei locali per gli interventi strutturali sostenuti e l'agevolazione del 20 per cento del canone Istat, mentre - ricorda lo stesso Cernicchi - la stesso Centro civico di cultura musicale risulta a tutt'oggi inadempiente rispetto ad una serie di impegni sottoscritti in sede di protocollo di intesa quali ad esempio la gestione della banda municipale cittadina.
Polemiche a parte al momento inaugurale sono intervenuti oltre all'assessore Cernicchi, il presidente della Fondazione Sant'Anna Luciano Lorenzetti che ha sottolineato come il Centro danza chiuda il cerchio dell'obiettivo perseguito sin dal 2004 di dare vita ad una struttura polivalente; e le direttrici artistiche del Dance Gallery: oltre alla già citata Valentina Romito, anche Rita Petrone.
Da ricordare che a partire da settembre oltre ai tradizionali corsi dedicati alla danza contemporanea, classica e moderna, si aggiungeranno quelli dedicati ad appuntamenti cinematografici e reading letterari dedicati all'arte.
Al breve ma intenso "solo" di Simona Bucci, è seguita la proiezione di un breve video realizzato da Gilles Dubroca, in cui alcune allieve del Dance Gallery, oggi impegnate in compagnie nazionali e internazionali, hanno raccontato la loro esperienze formativa.
Domenica dalle 19,30 alle 21,30 è prevista una ulteriore festa inaugurale del Centro civico di danza aperta a tutti dal titolo "Performance in corso" alla quale parteciperanno alcuni danzatori della Dance Gallery insieme agli attuali studenti ed artisti che da anni collaborano con la stessa associazione
Claudio Bianconi
Corriere dell'Umbria Sabato 18 Aprile 2009

Musica per i Borghi 2009: musica in tutti i borghi dell'Umbria

La scommessa è vinta, i numeri stanno lì a dimostrarlo. E come ha ricordato l'assessore regionale alla cultura Silvano Rometti, Musica per i Borghi è tra le poche iniziative in Umbria capaci di coinvolgere un elevato numero di spettatori.
É con queste credenziali che è stata presentata ieri all'Hotel Brufani la settima edizione della rassegna che si svolge nella Media Valle del Tevere, tra Marsciano, Deruta e Collazzone coinvolgendo anche la folta teoria di piccoli e magici borghi che in estate cercano una propria trama strategica per attirare turisti.
Una edizione, quella che si svolgerà nei mesi di giugno e luglio, di Musica per i Borghi che quindi fa riferimento ad un'impostazione vincente e che ha visto nel corso di questi anni sperimentare anche esclusive particolarmente gradite dal pubblico.
Produzioni originali che hanno rappresentato quel quid particolare che ogni festival dovrebbe possedere.
Il direttore artistico Beppe Vessicchio, è ben consapevole di questo, ma non pago dei risultati raggiunti prova a spingere oltre l'ostacolo il suo cuore e a proporre un programma con "alcune provocazioni" sui cui si testano ulteriormente i gusti del pubblico.
In questo senso tra le altre cose, appare quanto meno oltre il versante della musica popolare ed etnica a cui la maggior parte dei concerti della rassegna sembra essere ispirata, l'appuntamento con la Kee Marcello Band (venerdì 3 luglio a Cerqueto) : il suo leader è infatti un chitarrista haevy metal svedese noto soprattutto per aver militato negli Europe.
Rientra invece nei canoni ormai abituali e sperimentali di Musica per i Borghi l'esclusiva composta dall'incontro tra due protagonisti della canzone italiana, entrambi per certi versi emblematici di un certo approccio glamour alla musica: Patty Pravo e Mario Biondi (concerto finale a Marsciano, sabato 25 luglio).
Per il resto, come detto, la rassegna si articola tra Marsciano e Collazzone, passando per Deruta che - come ha ricordato l'assessore alla cultura Laura Buco - è stata recentemente annoverata tra le componenti dell'esclusivo Club dei Borghi più belli d'Italia, con un'attenzione particolare per la forma canzone italiana.
Tra cui, tra i più discussi rappresentanti, ma anche tra i più imitati, c'è Franco Califano che insieme a Maurizio Solieri, chitarrista di Vasco Rossi, darà vita a "Il Viaggio maledetto" (sabato 18 giungo a Papiano).
Altra rappresentante trasversale della canzone italiana, tra le più interessanti e coerenti dell'intera scena nazionale, è Andrea Mirò (sabato 13 giungo a Spina), mentre a dir vita ad un revival della migliore canzone italiana degli anni Quaranta e Cinquanta sarà Gabriella Scalise e alcuni allievi di "Amici" nell'ambito del concerto titolato "Grazie dei Fior", titolo preso a prestito da un vecchio successo di Nilla Pizzi (sabato 4 luglio a Deruta).
Ancora musica italiana con un tributo ad uno dei più creativi e tormentati cantautori della musica italiana, Rino Gaetano, con la Band a lui dedicata (sabato 27 giugno, Collepepe), e spazio all'ironia e al divertimento con la Banda Osiris, direttamente da "Parla con me" di Serena Dandini (sabato 11 luglio a Collazzone).
Uno spazio particolare sarà invece dedicato alla musica napoletana, concerto che ha alla sua base forti motivazioni di fondo.
Fatto importante è che il direttore artistico della rassegna è napoletano e fatto ancor più significativo è che ogni anno a grande richiesta lo stesso pubblico insiste per un avere in programma un concerto di musica napoletana (sabato 20 giugno al Castello delle Forme).
Tra le iniziative collaterali al programma principale è da citare quella dedicata alla formazione musicale, nata dalla sinergia tra gli operatori locali, gli amministratori e le aziende che sostengono "Musica per i Borghi" e rivolta a tutti quei musicisti che possiedono una particolare abilità per alcuni stili particolari, tali che li possano rendere "appetibili" per un traghettamento televisivo.
Il riferimento specifico è a quello stile iniziato negli anni Cinquanta e Sessanta relativo al cosiddetto "ritmo sinfonico" caratteristico di alcune grandi orchestre del periodo, a cominciare da quella di Armando Trovajoli.
Beppe Vessicchio chiude l'incontro di presentazione con i giornalisti dichiarandosi particolarmente curioso di come il pubblico risponderà di fronte alla nuova "provocazione-sperimentazione" dell'incontro tra Mario Biondi e Patty Pravo, allo stesso tempo già certo per i risultati conseguiti con altri concerti simili già proposti negli anni passati e che hanno prodotto importanti collaborazioni discografiche, come nel caso dell'incontro Gino Paoli-Neri per Caso e Ornella Vanoni -Giorgia
Claudio Bianconi
Corriere dell'Umbria Venerdì 17 Aprile 2009

venerdì 17 aprile 2009

Il Museo del vetro di Piegaro

Il Museo del vetro di Piegaro, uno dei pochi esempi esistenti in Italia, allestito all'interno della antica fabbrica del vetro nel centro storico di Piegaro, verrà inaugurato domani (ore 17,30) alla presenza del sindaco, Andrea Caporali, del presidente della Comunità Montana Trasimeno Medio Tevere, Massimo Bianchi, di rappresentanti della Provincia di Perugia e della Regione dell'Umbria.
L'allestimento del museo é stato curato da Laura Lametti, funzionario della Soprintendenza ai beni culturali, artistici architettonici ed etno-antropologici dell'Umbria e Gianni Bovini, della società Crace.
In esposizione, i manufatti vetrari prodotti nel corso dei secoli in quest'antica vetreria: da bicchieri, bottiglie e caraffe finemente lavorati a mano, (alcuni dei quali con decorazioni in oro zecchino) a damigiane e fiaschi impagliati che hanno caratterizzato la produzione della fabbrica vetraria fino al 1960.
Nella struttura museale si potranno ammirare, al secondo piano sottostrada, una rete di cunicoli, ancora visibili nella zona, in corrispondenza della sala secondaria, il cui scopo era di utilizzare i gas e i fumi prodotti dalle fusioni, prima che fuoriuscissero dalla ciminiera, per mantenere costante la temperatura del forno, permettendo un alto risparmio di combustibile.
Altre gallerie e i due lunghi cunicoli affiancati presenti su questo stesso livello, venivano invece adoperati per immagazzinare sabbia e legname che qui, grazie al calore dell'ambiente, si asciugavano e rendevano di piu' al momento dell'utilizzo.
Asca Venerdì 17 Aprile 2009

Umbria e i luoghi zona2 a rischio sismico

Chiese completamente crollate, crocifissi danneggiati, piazze che hanno perso la pavimentazione originaria, dipinti del 1.600 praticamente perduti.
Tristi e terribili le immagini che arrivano in questi giorni dall'Aquila, anche riguardo alle perdite architettoniche e artistiche.
A dodici anni di distanza è difficile dimenticare anche l'orrore del crollo di Assisi, le volte della Basilica di San Francesco e gli affreschi di Giotto che si sbriciolavano in diretta tv sotto i colpi del sisma che colpiva nel mese di settembre l'Italia centrale.
Dal 2007 Protezione civile e ministero dei Beni Culturali hanno messo a punto una lista con i comuni a rischio sismico, che sono oltre 3mila con loro i monumenti.
E dello stesso anno è la direttiva della presidenza del consiglio che impone la verifica della vulnerabilità entro dicembre 2010.
Sono 2345 le città comprese nella cosiddetta "Zona2" di rischio, la stessa dell'Aquila e di Assisi e dei loro tesori architettonici.
In Umbria i luoghi considerati a "rischio" sono appunto Assisi, patrimonio Unesco dal 2000, con la Basilica e i luoghi francescani, il palazzo dei Consoli e il centro storico di Gubbio, la fontana maggiore e il Palazzo dei Priori a Perugia, insieme alle antiche mura cittadine e a corso Vannucci.
Per quanto invece riguarda la regione Marche è considerato a rischio il palazzo ducale a Urbino e per la Toscana la Basilica di San Francesco ad Arezzo, insieme al Duomo e alla Chiesa di San Domenico.
Nella vicina Cortona la Protezione Civile indica quale zona a rischio la chiesa della Madonna del Calcinaio, Villa Medici a Fiesole, il duomo di Firenze, insieme al campanile, a piazza della Signoria e all'intero museo degli Uffizi.
Nella stessa zona rischiosa sono inserite anche le torri di San Gimignano, piazza del Campo a Siena e la bellissima piazza dei miracoli di Pisa
Corriere dell'Umbria Venerdì 17 Aprile 2009

lunedì 13 aprile 2009

Poste: la lettera al vicino fa il giro d'Italia

Strano ma vero. Passa per Firenze la via postale per recapitare una lettera imbucata a Perugia con destinazione Perugia, magari nello stesso quartiere.
Idem, se la si vuole inviare in un'altra qualsiasi località della nostra regione.
Assisi, Torgiano o Terni: è uguale. Diceva Ennio Flaiano che il nostro è un Paese dove la via più breve tra due punti è l'arabesco. Perciò accade questo: infiliamo la nostra missiva in una delle tante cassette di Poste Italiane, a orari prestabiliti la raccolta cittadina viene portata al centro operativo di via Mario Angeloni, da dove partono i furgoni con la corrispondenza alla volta di Firenze, al centro meccanizzato postale: il cmp.
Otto corse giornaliere, più o meno. In Toscana la posta viene come si dice in gergo "lavorata" e se destinata all'Umbria riprende la via di casa. Idem per le altre località del Perugino.
Ma da Città della Pieve e da Magione, ad esempio, la strada per la Toscana è diretta e non passa per il capoluogo umbro. Nulla di strano se nei periodi caldi, ad esempio quelli festivi, il cmp fiorentino s'intasa. Con buona pace dei tempi di consegna che si allungano. Poco importa se i francobolli sono ormai tutti di "posta prioritaria".
L'aggettivo smentisce se stesso. E se la prende comoda. Come mai accade questo, un vero nonsense? Per dirla ancora con Flaiano, qui nulla è più definitivo del provvisorio. Infatti il giro per Firenze doveva essere temporaneo, spiega Umberto Pocceschi segretario regionale di Slp-Cisl, sindacato di settore. "La promessa fatta da Poste Italiane era che nel capoluogo umbro sarebbe sorto un centro meccanizzato autonomo. Questo quattro anni fa, quando la via postale dell'Umbria prese la 'scorciatoià del Granducato". E da allora? "Promesse vaghe e reiterate.
Del tipo: sì lo faremo, ci stiamo ragionando su". Vero è che i flussi di corrispondenza negli ultimi anni sono calati. Internet ha fatto la sua parte. "Poste Italiane - dice il segretario - deve trovare più conveniente il giro fiorentino, ma è tutto da dimostrare, piuttosto che fare investimenti qui e migliorare il servizio alla collettività. Inoltre le macchine che lavorano la posta in Toscana sono le nostre, di Perugia. E basterebbe un capannone nemmeno grande in zona Balanzano per smaltire in un paio d'ore il flusso di tutta l'Umbria e recapitare in giornata".
Il problema riguarda anche Terni. Lì la posta imbocca la via per Roma Fiumicino, dove c'è un altro centro meccanizzato. Poi rientra se diretta in Umbria.
Scelta fantasiosa: com'è noto le strade intorno Roma non conoscono intasamenti, nei raccordi il traffico scorre liscio come l'olio. "É il sistema organizzativo e logistico che è sbagliato, però Poste Italiane preferisce lasciare tutto com'è" lamenta ancora il segretario regionale.
Come non bastasse, a pesare anche problemi che riguardano personale.
"Non solo i postini con tante ferie pregresse da smaltire e le zone scoperte dei colleghi assenti di cui farsi carico ogni giorno - riferisce Pocceschi -, il gap maggiore tocca gli addetti agli sportelli.
Dove la carenza di personale è molto pesante.
Chi va in pensione non è sostituito. Negli ultimi due anni circa cento gli 'sportellisti' andati in quiescenza in Umbria, ora siamo quasi al collasso. Ma il turn over è bloccato e si assume solo a tempo determinato, i trimestrali".
Insomma, la matassa è intricata. Se ne parlerà martedì in un incontro a Perugia con il segretario nazionale di Slp-Cisl, Lorenzo Galbiati. "Poste ha il bilancio in attivo ma non assume.
Il personale è costretto a pressing forti, mancano addetti e non ci sono premi di produzione degni di questo nome. Una situazione non sostenibile. Come sindacato chiediamo risposte chiare e tempi certi" promette Pocceschi. Sembra proprio che la protesta stia per prendere la corsia prioritaria

Donatella Murtas
Corriere dell'Umbria 12 Aprile 2009

giovedì 9 aprile 2009

Movimento per Perugia: Rottamiamo il minimetrò

Rottamare il minimetrò. Chiudere i negozi di kebab per incentivare i punti vendita di prodotti locali. Riaprire il centro storico alla circolazione delle automobili. E soprattutto restituire una per una tutte le multe ricevute dai perugini per colpa del T-red. Eccole le proposte di Carla Spagnoli, candidata del Movimento per Perugia,
"e questo è esattamente quello che farò quando sarò sindaco di questa città."
Ha convocato una conferenza stampa per annunciare una controquerela nei confronto del sindaco Renato Locchi.
"Il quale - ha spiegato - lo scorso mese di gennaio ha portato in giunta una proposta di querela nei miei confronti per un mio articolo di giornale.
Si trattava di un pezzo - ha chiarito l'imprenditrice - nel quale denunciavo niente altro che la verità.
Il T-red, a mio parere, non è infatti altro che una truffa a danno dei cittadini, un escamotage per far pagare ai perugini il buco di bilancio.
Questo è ciò che ho scritto, esercitando un sacrosanto diritto di critica. Con la denuncia adesso credono di fermarmi, ma non otterranno nulla."
Carla Spagnoli, in conferenza stampa, era accompagnata dall'avvocato Francesco Crisi, suo rappresentante legale
"ma anche sostenitore del progetto politico.
L'ipotesi di querela portata avanti dal primo cittadino è delittuosa - ha sottolineato l'avvocato - noi non siamo più disposti a sostenere questa egemonia culturale."
Ed è proprio contro quello che lei stessa ha definito come
"regime arrogante dell'attuale classe politica"
che Carla Spagnoli si è più volte scagliata.
"La polemica con la prefettura di questi giorni non è che l'ennesima dimostrazione della tracotanza di questa classe dirigente: anni e anni di potere hanno portato i nostri amministratori ad atteggiamenti che non sono più tollerabili."
Ma l'imprenditrice perugina non ha risparmiato frecciate nemmeno all'opposizione:
"a cosa hanno saputo reagire in questi anni? Quali grandi prese di posizione ci hanno proposto? Sono stati capaci soltanto di incatenarsi alla fontana per sorridere di fronte ai fotografi, ma nulla di più.
L'opposizione ci ha regalato nè più ne meno di quanto ha dato alla città la maggioranza: il nulla più assoluto.
Siamo noi l'unica vera novità di questa campagna elettorale - ha concluso la Spagnoli in chiusura di conferenza - è tempo che Perugia e i nostri avversari se ne rendano conto"
Federica Grandis
Corriere dell'Umbria Giovedì 9 Aprile 2009

Umbria Jazz 2009: B.B. King in Donna Summer out

Sarà B.B. King a sostituire Donna Summer nel concerto finale di Umbria Jazz '09 all'Arena di Santa Giuliana. La regina della disco-dance ha di fatto camncellato le 22 date del tour europeo e Umbria Jazz non poteva mancare l'appuntamento con uno dei più importanti artisti della scena della black musica che arriverà in esclusiva italiana.
Per King è un ritorno: in Umbria è già stato nell' edizione '93 e nel 2004.
Nato nel 1925 nel profondo sud degli Stati Uniti, come molti altri inizia cantando nel coro gospel della sua chiesa e suonando agli angoli delle strade.
L'incontro con la musica di T-Bone Walker, suo idolo e modello, lo porta verso la strada del professionismo musicale, prima come dj, poi come musicista, iniziando così una carriera straordinaria che ne fa oggi il più celebrato musicista blues in attività.

Il primo successo di King al di fuori del mercato blues fu una riedizione di "The Thrill Is Gone" di Roy Hawkins che nel 1969 scalò le classifiche sia pop che R&b, evento molto raro ancora oggi.
L'elenco dei successi di King continuò per tutti gli anni settanta con canzoni quali "To Know You Is to Love You" e "i Like to Live the Love".
Dal 1951 al 1985 King è apparso sulle classifiche R&b di Billboard ben 74 volte.
Nel 1987, gli fu consegnato il Grammy alla carriera per sua "devozione alla verità musicale'", come recita la motivazione.[...]
Corriere dell'Umbria Mercoledì 8 Aprile 2009

La Pasqua a Tavola: si comincia dalla Pizza di Formaggio!

pizza di formaggioNon c'è crisi che tenga. O che almeno osi toccare i piaceri della tavola.
In pochi, anche quest'anno, sembrano infatti disposti a rinunciare al tradizionale menu pasquale.
Un pranzo, e questa è la bella notizia, la cui spesa complessiva sarà più sostenibile rispetto al 2008. Parola di Adoc, l'associazione dei consumatori, secondo la quale i prezzi di carne e uova di cioccolata sarebbero in calo del 2% circa.
Ma che dire delle tavole dei perugini? Cosa mangeranno e quanto spenderanno domenica prossima le famiglie che si riuniranno per il tradizionale pranzo? Così come avviene in quasi tutta l'Umbria, in molti, di prima mattina, mangeranno i prodotti benedetti in parrocchia il sabato santo.
Su tutti spicca la Pizza di formaggio o torta salata, deliziosa specialità umbra al formaggio, che si vende tutto l'anno ma nasce come prodotto squisitamente pasquale. Fino a pochi anni fa la torta veniva fatta in casa, ma oggi quasi tutti scelgono di acquistarla in forni e pasticcerie.
Il prezzo varia poco: si va dai 9,8 ai 10 euro al chilo.
E considerando che una torta media pesa un chilo e mezzo, la spesa si attesta intorno ai 15 euro al pezzo. Con la torta al formaggio di norma si mangia il capocollo: prezzo medio, per l'acquisto in macelleria, 15 euro al chilo. Terminata la colazione, aperte le uova e placati gli entusiasmi dei bimbi, si passa quindi alla preparazione del pranzo. A farla da padrone sulle tavole pasquali sarà sua maestà l'agnello. Anzi, l'abbacchio, per essere più corretti, che corrisponde ad un agnello da latte con un mese di vita dal peso medio di cinque chili.
"Come tradizione vuole, l'agnello, anche a Perugia, si mangerà arrosto oppure fritto"
, spiega Rinaldo Gerbi, macellaio storico del cuore dell'acropoli.
Comprare l'abbacchio in uno dei punti vendita più antichi della città costa 18 euro al chilo, e il prezzo scende e si arriva a 12 euro se l'agnello viene comprato intero.
Sono naturalmente ancora pochi ad aver acquistato la pregiata carne, ma il macellaio assicura di aver ricevuto già numerose prenotazioni.
Nessun calo, dunque: salvo ripensamenti in pochissimi rinunceranno al simbolo pasquale per antonomasia. Sui dolci la tradizione perugina offre una vasta varietà di scelta: la ciaramicola, anzitutto, il tipico dolce cittadino a base di alchermens, glassa di zucchero e confettini multicolori.
Molte sono le notizie che indicano come questo dolce fosse già preparato nelle case perugine secoli addietro: alcuni ritengono addirittura che la sua forma con le cinque sfere rappresenterebbe la piazza con la fontana Maggiore al centro e le quattro porte della città, con i confetti colorati a raffigurare simbolicamente i cinque rioni di Perugia.
"Storia a parte, comunque, il prezzo medio per questo dolce è 10 euro al chilo"
, come spiega la signora Donatella di Cofopa.
Chi invece sceglierà la colomba, acquistandola in pasticceria, spenderà al chilo dai 9 ai 14 euro, a seconda che opti per la classica, per quella farcita al cioccolato o per la specialità con fichi e noci proposta dal negozio "Dolce Perugia".
Tavole pasquali ben imbandite malgrado la crisi, dunque: i perugini non sembrano intenzionati a rinunciare alle tipicità del periodo. Ma per molti sarà una Pasqua anche all'insegna della solidarietà.
Tanti i cittadini che aderiranno alle campagne che stanno partendo in queste ore, donando ai terremotati dell'Abruzzo parte dei soldi destinati alle uova di cioccolata

Federica Grandis
Corriere dell'Umbria Mercoledì 8 Aprile 2009

mercoledì 8 aprile 2009

Gustando il Borgo 2009 a Torgiano

Torna anche quest'anno la kermesse 'Gustando il Borgo' e lo fa annunciando grandi attese e novità da non perdere.
La tre giorni di arte, manifestazioni, spettacoli e degustazioni allieterà i torgianesi e tutti i visitatori, ribadendo la presenza di grandi ospiti internazionali.
"Oggi presentiamo la sesta edizione dell'evento. Siamo qui nella sede dell'Anci umbra assieme al maestro Raffaele Tarpani, pronti a spiegare le grandi novità della kermesse"
- esordiscono sindaco Primo Lolli e vicesindaco Avelio Burini.
La conferenza stampa, tenutasi ieri mattina alla sede Anci a Perugia, non ha lesinato la descrizione dei punti fondamentali e delle caratteristiche salienti dell'avvenimento pasquale torgianese. Gustando il Borgo si svolgerà da sabato prossimo al lunedì di Pasqua.
Si tratta di una rassegna di prodotti tipici, arte, cultura del territorio nella quale le tante peculiarità della nostra zona troveranno ampio spazio e visibilità" - spiegano le due più alte cariche del Comune di Torgiano.
L'artista Raffaele Tarpani, responsabile della mostra estemporanea di pittura organizzata nell'ambito della manifestazione, introduce il tema.
"La gara di pittura estemporanea di lunedì, aperta a pittori umbri ma anche alle regioni limitrofe, darà soddisfazioni come negli anni passati. I partecipanti sono 77, la giornata comincerà al mattino per ogni artista. Ciascuno realizzerà la sua opera, tutte verranno prese in visione e valutate nella serata da parte della giuria. Colgo l'occasione per ringraziare i vari agriturismi, fulcro dell'ospitalità e dell'accoglienza per noi artisti".
'Torgiano luci, forme e colori' è il tema che quest'anno tutti gli artisti invitati rispetteranno nel creare le proprie opere.
La giuria darà le sue valutazioni a partire dalle ore 17 della giornata dedicata all'arte.
Confermate le attività e gli eventi previsti nel territorio comunale, rimarcati gli ospiti di rilievo come Amanda Sandrelli e Blas Roca-Rey.
Quest'ultimo, attore di fiction e di teatro come la compagna, è il figlio dello scultore Joaquìn del quale a Brufa permane immensa gratitudine per la scultura a suo realizzata nell'ambito di "Scultori a Brufa".
Entrambi non sono nuovi a visitare Brufa ed il territorio torgianese. Il museo dedicato a Joaquìn Roca-Rey sarà inaugurato nell'edificio dove un tempo si trovavano le scuole elementari proprio durante la tre giorni di 'Gustando il borgo'.
Questo museo è intitolato 'Dal Perù a Brufa, il viaggio di uno scultore' e si guadagnerà un posto d'onore egregiamente nell'ambito della manifestazione ultraventennale 'Scultori a Brufà, da sempre fiore all'occhiello del borgo brufano.
Numerose le visite guidate che saranno realizzate al Museo della vite e del vino, al Museo dell'olivo e dell'olio, a palazzo Malizia, lungo la 'Strada del vino e dell'arte' tra vigneti e sculture.
"Ammireremo palazzo Graziani Baglioni, i due musei torgianesi, la donazione Caruso, la mostra "Circo Lucerna", l'artigianato e le botteghe orafe, le uova di ceramica dipinte dagli studenti - spiega il vicesindaco e assessore Avelio Burini - e ci tengo a dire grazie alle associazioni, alla ricettività, a rimarcare l'attività sinergica delle Pro loco di Brufa e Torgiano, delle associazioni e della protezione civile e a sottolineare l'importanza di Torgiano nel panorama turistico regionale, nazionale, internazionale.
Gustando il Borgo è una kermesse ricca di sorprese e qualità che attende solo il 'fischio d'inizio", ha concluso Burini
Michele Baldoni
Corriere dell'Umbria Mercoledì 8 Aprile 2009


Dal 11 Aprile Al 13 Aprile
Torgiano: Scopri e gusta il Borgo
Arte, cultura e prodotti tipici del territorio di Torgiano.
  • 11/04, centro storico: Festa del Bucciotto di Pasqua, Mostra di uova dipinte, degustazione dei tipici 'bucciotti' bambolotti, animaletti o altro preparati con gli avanzi dell'impasto della torta di Pasqua.
  • 13/04, Visite guidate alla scoperta del territorio, seduzione del paesaggio.

La nuova Piazza Morlacchi

Piazza Morlacchi e le vie adiacenti verranno riconsegnate al pieno godimento dei cittadini nel brevissimo arco di qualche giorno.
È questa la ragionevole promessa che gli addetti al completamento dei lavori fanno ai cittadini, stressati da una serie di cantieri (ex Gelsomini, ex media Pascoli) che sono sembrati interminabili.
D'altronde, l'ordinanza sindacale che, per motivi di sicurezza, fa divieto di accedere in zona è stata prorogata di un paio di giorni.
Parimenti è stato disposto l'allungamento della sosta per il capolinea buxi in piazza Cavallotti.
"Non è stato per niente semplice - commenta un addetto - anche perché occorreva concordare i tempi d'intervento dei vari soggetti (Enel, Telecom, Comune per le fognature) e sincronizzarli, in modo da ridurre le lungaggini.
E anche allo scopo di non dover guastare quanto appena fatto."
E qualcuno , memore di numerosi esempi in tal senso, si domanda se il rischio non sia concreto.
Spesso, infatti, "a giochi fatti", si sono visti numerosi cantieri ripartire col gas o altre tubazioni di servizio. La risposta, assolutamente tranquillizzante, sostiene che la linea dei cavi elettrici e quella della larga banda è completa. Passare materialmente i fili è cosa da niente, e non comporta scavi o rotture. Un altro lavoro impegnativo è stato quello di raschiare i precedenti manti d'asfalto allo scopo di non sfalzare i piani rispetto a piazza degli Aratri.
Difatti la sede stradale è stata spolpata, fino a giungere alla primitiva pavimentazione in lastre di arenaria. Ma non sarebbe stato bello recuperarla? Impossibile, rispondono, per una questione di costi e di tempi. E poi, aggiungono, è una soluzione che ha il suo bello per una viabilità completamente pedonalizzata. O quasi. Ma, col traffico intenso di questa zona, il lastricato sarebbe durato ben poco. Intanto sono state perfettamente ribitumate via della Pernice, via Guardabassi, via Tiberi (che lambisce palazzo Bianchi), e via del Cotogno (che adduce in via del Verzaro).
Quest'ultima completamente a mano, data l'impossibilità di entrarci con la macchina.
L'area davanti alla biblioteca umanistica interdipartimentale, di prossima inaugurazione, è liscia e tirata. Manca solo la segnaletica orizzontale. Moreno Mariotti, braccio destro dell'ingegner Fagiolari e responsabile delle infrastrutture stradali, segue personalmente i lavori, tra il tanfo del catrame caldo, in mezzo al rumore di asfaltatrice e rulli compressori.
Afferma:
"Con la recente approvazione del bilancio, sarà possibile dare seguito ad una serie di lavori che attendono da tempo.
E fornire risposte ai numerosi cittadini che giustamente segnalano buche e dissesti.
Ne siamo consapevoli e ci stiamo attivando per operare in tutti i contesti che richiedono manutenzione.
D'altronde, il tempo inclemente ha impedito interventi tempestivi ed ha peggiorato la situazione."
Dunque, nell'uovo di Pasqua i Perugini troveranno una preziosa parte del centro restituita ad una condizione dignitosa. Ma un negoziante osserva sornione:
"Ci vorrebbero le elezioni una volta all'anno."
Battuta maliziosa. Che contiene un filo di antica saggezza popolare

Sandro Allegrini
Corriere dell'Umbria Mercoledì 8 Aprile 2009

martedì 7 aprile 2009

Crisi sì, ma all'uovo di Pasqua non si rinuncia

uovo di PasquaFondente o al latte? Una scelta superata. Le ultime novità per la Pasqua 2009 propongono infatti ben altre alternative: l'uovo griffato Armani, avvolto da una carta perlata e chiuso da un prezioso nastro di raso, o l'uovo all'olio d'oliva, esposto presso lo stand della Coldiretti al Vinitaly.
Che sia ricercato o meno, comunque, l'uovo di cioccolata resta una tradizione imprescindibile. Che sembra farsi beffe anche della crisi. I più famosi e "gettonati" negozi del centro storico cittadino, infatti, non sembrano lamentare cali di vendite. Che siano fondenti, al gianduia oppure al latte, mamme e papà, anche quest'anno, non faranno mancare ai loro bimbi il tanto atteso uovo.
i punti vendita storici del centro cittadino parlano di un
"trend che si mantiene sui livelli dello scorso anno.
Non siamo certo sui numeri di quattro-cinque anni fa - spiegano sia alla pasticceria Ceccarani sia alla cioccolateria Galli - ma non si può certamente parlare di un crollo delle vendite."
Anche i supermercati non lamentano cali drastici. I punti vendita della grande distribuzione collocati nel centro cittadino registrano già da giorni un alto numero di acquirenti.
L'Adoc, il sindacato che difende i consumatori, fa sapere intanto che i prezzi delle uova sono calati, rispetto allo scorso anno, del 2,5%.
E il risparmio, in effetti, è palpabile con un semplice giro tra gli stand dei supermercati. Ma come scegliere il prodotto giusto da regalare? é ancora il sindacato dei consumatori a mettere in guardia: al momento dell'acquisto dell'uovo di Pasqua è bene leggere con attenzione l'etichetta.
Su di essa, infatti, sono elencati i diversi ingredienti in ordine decrescente, per peso o percentuale, contenuti nell'uovo.
Lo zucchero, anzitutto, che costa un decimo del cacao e rappresenta, in media, il 50% del cioccolato al latte, il burro di cacao, il latte in polvere e il cacao (30% circa).
Un uovo al cioccolato è da considerarsi di buona qualità se contiene maggiori quantità di cacao in polvere e burro di cacao rispetto allo zucchero.
Il burro di cacao è l'elemento più importante, quindi è importante controllare a che punto della lista sia collocato e, soprattutto, diffidare di scritte tipo "contiene grassi di sostituzione."Spesso, infatti, il tradizionale burro di cacao viene sostituito con altri oli o grassi di qualità inferiore che, così come gli aromi e gli additivi aggiunti, trasformano l'uovo di Pasqua in un vero e proprio surrogato dell'originale.
Ma mai come in certi casi dalle imitazioni è meglio fuggire a gambe levate

Federica Grandis
Corriere dell'Umbria Martedì 7 Aprile 2009

lunedì 6 aprile 2009

Trasimeno rent e la pista ciclabile intorno al Lago Trasimeno

Con il simbolico taglio di un nastro da parte del campione di ciclismo Mario Cipollini, è stato inaugurato ieri mattina, all'ex-aeroporto di Castiglione del Lago, un nuovo servizio, denominato "Trasimeno rent", che offre il noleggio di biciclette (di ogni tipo), assistenza tecnica e interventi di soccorso lungo la pista ciclabile realizzata dalla Comunità montana intorno al grande lago umbro.
Realizzato grazie a un finanziamento del ministero dell'Ambiente, concesso nell'ambito delle iniziative dell'ufficio "Living Lakes" della Provincia di Perugia, il servizio sarà gestito per il 2009-2010 dalla società "Papin Sport" di San Candido, vincitrice della gara pubblica indetta per il suo affidamento.
Quattro per ora i punti di noleggio delle bici (che sono targate e potranno essere lasciate in qualunque punto del percorso): oltre a quello dell'ex-aeroporto di Castiglione del Lago, ce ne sono già a Borghetto, Tuoro e Passignano.
Presto però se ne aggiungeranno degli altri a Torricella, San Feliciano e a Sant'Arcangelo di Magione.
"Da questa mattina (ieri per chi legge ndr) - ha detto Fiorello Primi, coordinatore di "Living Lakes" - inizia una gestione professionale della pista ciclabile, uno dei prodotti turistici più importanti di quest'area".
E anche l'assessore municipale Stefano Petrucci ha poi sottolineato come la pista ciclabile, anche grazie al nuovo servizio, diventi uno strumento di forte promozione del turismo ambientale.
Dopo l'intervento di Silvio Vetrano, dirigente del ministero dell'Ambiente, è stato il presidente della Comunità montana, Massimo Bianchi, ad annunciare che per completare la pista ciclabile (manca il tratto Sant'Arcangelo-Castigione del Lago) è già stato in pratica reperito un un milione di euro tramite un finanziamento comunitario, ma che ne occorrono altri 500mila.
Poi l'anello intorno al lago potrebbe essere chiuso in un paio d'anni. Il servizio inaugurato ieri, ha quindi spiegato l'assessore provinciale Sauro Cristofani, ci avvicina ad altre realtà europee ed è parte di un più vasto e ambizioso progetto di collegamento ad altri percorsi ciclabili, innanzitutto lungo il Tevere e il Nestore.
Tutte iniziative, queste, che secondo Cipollini possono non solo promuovere il turismo ambientale, ma anche avvicinare i giovani al ciclismo.
Il campione ha promesso di tornare in occasione del completamento della pista. Un obiettivo, questo, da raggiungere al più presto, ha sostenuto l'assessore regionale all'Ambiente, Lamberto Bottini, il quale ha ricordato come la Regione stia puntando molto sullo sviluppo sostenibile.
Un'esibizione degli sbadieratori di Città della Pieve ha concluso la manifestazione

Sergio Spaccapelo
Corriere dell'Umbria Lunedì 6 Aprile 2009

domenica 5 aprile 2009

Donazione di Rolf Schott alla Biblioteca Augusta.

Martedì 7 aprile alle ore 10 nella sala dei Notari di Perugia, cerimonia di donazione dei libri posseduti dallo scrittore tedesco Rolf Schott alla Biblioteca Augusta.
Il fondo è costituito da più di mille volumi e un epistolario con molti protagonisti del Novecento, tra cui Hesse, Zita di Borbone-Parma, Thomas Mann e molti altri.
Tra gli intellettuali tedeschi che abbandonarono la Germania per sfuggire alle leggi razziali o solo per godere di maggiore libertà nella loro professione, figura anche il nome di Rolf Schott.
Nato a Magonza nel 1891, egli era cresciuto alle soglie del Novecento consapevole dell'eredità dell'epoca morente, come ebbe a dire in un suo scritto del 1965:
"Il grande secolo andava tramontando, ma l'arte, la musica, le lettere, lo spirito creativo occidentale tardarono ancora per decenni a volatilizzarsi."
È proprio in questo spirito creativo che Schott sviluppa la sua opera, un percorso che lo porterà a rapportarsi con i più importanti protagonisti del periodo, quali Thomas Mann, Hermann Hesse, Karl Kraus, Hugo von Hofmannsthal, Oswald Spengler, Hans Urs von Balthasar, Rudolf Alexander Schroder, Karl e Magda Kerényi, ecc.
La biblioteca di questo importante scrittore nonché storico dell'arte verrà ora donata dal genero Gianfranco Uva alla Biblioteca comunale Augusta, grazie anche all'intermediazione dell'Università degli studi di Perugia.
Questo patrimonio librario che consta di più di mille volumi, comprende rarissime edizioni del settecento e dell'ottocento, spesso del tutto assenti nelle biblioteche italiane, tra cui vale la pena ricordare la prima edizione del capolavoro di Winckelmann la Geschichte der Kunst des Altertums ("Storia dell'arte nell'antichità", 1764), l'edizione critica dell'opera di Tito Livio in dieci volumi di Johann Christian Hermann (1790), la traduzione tedesca delle poesie di Ossian di Rhode (Ossian's Gedichte, 1804), la Geschichte der alten und neueren Literatur ("Storia della letteratura antica e contemporanea", 1815) di Friedrich Schlegel, la prima edizione della Vittoria Accorombona di Leopold Tieck (1840), le Nouvelles di Alfred De Musset (1846), ecc.
Ancora più ricca si rivela la messe per quanto riguarda il Novecento: edizioni originali con dediche e postille autografe di scrittori prevalentemente tedeschi, quali Hermann Hesse, Rainer Maria Rilke, Thomas e Heinrich Mann, Nino Ernè, Karl Kraus, Hugo von Hofmannsthal, Oswald Spengler, Hans Urs von Balthasar, Johannes Baptist Lotz, Gisbert Kranz, Rudolf Alexander Schroder, Karl e Magda Kerényi, Imma von Bodmershof.
Al patrimonio librario si accompagna un notevole epistolario con molti protagonisti del Novecento, tra cui Hermann Hesse, Zita di Borbone-Parma, Thomas Mann e i figli Klaus e Monika, Hans Urs von Balthasar, e altri ancora.
Da questo ricchissimo materiale inedito abbiamo trascelto un paio di passi particolarmente significativi.
Il primo è tratto dalla lettera di Thomas Mann del 13 dicembre 1946 da Pacific Palisades (California).
Siamo a più di un anno dalla sconfitta della Germania nazista nella seconda guerra mondiale e lo scrittore, che da essa era fuggito nel 1933, dà ragione all'amico sul fatto che bisogna tenersi lontani dalla patria: solo la propria anima è rimasta l'unica isola felice dove i bei ricordi possono sperare di non essere spazzati via dalla temperie del presente:
"Von Deutschland, da haben Sie recht, hält man sich besser fern.
Das Gute und tief Beschwerliche davon hat man ohnedies in sich selbst."
(Dalla Germania, in questo le do ragione, è meglio stare alla larga.
Quanto di più buono e più faticosamente profondo si conserva in noi stessi).
Il secondo è dalla missiva di Hesse del settembre 1947, che contiene, in forma dattiloscritta, la poesia Herbstgeruch, con alcune varianti redazionali, del tutto inedite.
Il penultimo verso presenta infatti delle correzioni manoscritte che lo trasformeranno nella redazione oggi nota.
"Enge wird und duftet bang und bitter/Diese Welt, dem Lichte abgewendet/Rüsten wir uns auf das Spätgewitter Das des Lebens Sommertraum beendet!"
(Si fa stretto e di paura e amarezza odora questo mondo allontanato dalla luce.
Prepariamoci per il tardo temporale che chiude il sogno estivo della vita).
Bastano gli esempi finora presentati per rendersi conto dell'importanza di questa donazione per capire senz'altro meglio non solo lo studioso Schott, ma anche quella
"temperie irrazionalistica diffusa in una parte non irrilevante della cultura tedesca"
(Ernesto De Martino), che caratterizzò i primi decenni del XX secolo.
Un'acquisizione, insomma, che farà diventare la città di Perugia il crocevia di molti studiosi italiani e stranieri.
*(Docente di Filologia romanza Università degli Studi di Perugia)

Carlo Pulsoni

All'asta il Motociclista di Dottori

Un'opera d'arte è tale quando crea emozione in chi la guarda. Un sentimento attenuato dalla consuetudine quarantennale con le opere di un artista. Ma non è sempre così!. Il vostro cronista di cose dell'arte, che i dipinti del futurista Dottori è aduso a guardarli, rimanendo certo quasi sempre compiaciuto dei suoi dinamismi delle macchine e della natura, delle visioni dall'alto delle dolci colline, dei verdi collinari e degli azzurri dei laghi, si è acutamente emozionato alla vista di un'opera fondamentale nell'itinerario estetico del pittore perugino conosciuta soltanto attraverso un'immagine sbiadita.
Quando sono stato chiamato da Cristina Corsini, direttrice della casa d'aste Finarte di Roma per vedere un dipinto a olio su tela di Dottori raffigurante un "motociclista", mi sono dinamicamente precipitato nella capitale, rischiando i pochi punti rimasti nella patente, sperando che fosse proprio quel quadro da anni inseguito.
Sentimento non andato deluso: era proprio l'olio su tela, dedicato sul fronte a F.t. Marinetti, dipinto intorno al 1914, ma forse anche uno o due anni prima, visti i bei bozzetti a matita e idromatita del periodo, che l'allora esordiente futurista perugino regalò al poeta.
Un dipinto importante, in grado di dimostrare come Dottori fosse autorevolmente futurista già nel primo lustro degli anni Dieci e così in confidenza con Marinetti da regalargli il suo miglior quadro futurista, per di più già con la sua specificità di umbro.
Infatti quel "Motociclista" è diverso da quelli degli altri futuristi, perché non è solo meccanico, ma è ambientato nella natura, dunque c'è, insieme, il dinamismo della macchina e quello della natura, come nel suo capolavoro "Trittico della velocità" del 1925-27.
Un motociclista caratterizzato da un accentuato materismo e da una tavolozza estremamente vivace; materia e colore come in "Esplosione di rosso sul verde" del 1913 e "Primavera" del 1912.
Fantastico il coinvolgimento della velocità meccanica e del corpo proteso nella penetrazione del paesaggio con le linee di un ambiente ricco di verdi, gialli e azzurri.
Insomma, un quadro bellissimo del cosiddetto "primo futurismo" che fu esposto nel 1920 a Perugia e Roma (da Bragaglia) che finì presto nella collezione di un personaggio brillante romano amico di Marinetti e Bragaglia, ma anche di D'Annunzio, ufficiale pilota della Seconda guerra mondiale.
La tela dopo il 1923 scomparve, seppure fu spesso riprodotto, rimanendo celato nell'abitazione del personaggio e poi dei suoi eredi.
Ora è in asta da Finarte dove verrà battuto il giovedì 23 aprile alle ore 17, ma dal 18 al 22 sarà in mostra e il sottoscritto avrà l'onore di presentarlo - insieme a un gruppo di altre opere futuriste, compreso un inedito di grande qualità di Alessandro Bruschetti, l'altro grande futurista umbro (stima 20.000 euro)-, sabato 18 aprile dalle ore 16 in poi nella sede della casa d'asta in via Margutta.
La stima è alta, ma non troppo (80-100.000 euro), vista l'eccezionalità dell'opera e potrebbe ampiamente superarla (il record di Dottori è di 120.500 euro a un'asta di Cristhe's di Milano), ma siamo in tempi di crisi.
C'è da augurarsi - e in questo senso lancio un appello - che istituzioni pubbliche e fondazioni private umbre possano assicurarsi questa opera così che torni in Umbria nel cui ambiente venne concepita e realizzata
Massimo Duranti
Corriere dell'Umbria Sabato 4 Aprile 2009

sabato 4 aprile 2009

Rockin'Umbria con Mike Patton e gli Zu

Quando nel 2005 Rockin'Umbria riprese le sue "trasmissioni", gli organizzatori cercarono due nomi che fossero tra i più "rock" possibili, in Italia e nel mondo; nel primo caso non ebbero dubbi a scegliere gli Zu, nel secondo la scelta era un po' più difficile ma alla fine cadde su Mike Patton e i suoi Fantomas.
Quell'incontro diede vita ad una serata davvero memorabile, ma fu anche "galeotta" perché Patton si innamorò degli Zu e via via in questi anni ci ha collaborato.
Ora, proprio "reduci" da un tour negli Stati Uniti con il pirotecnico cantante, gli Zu tornano in Umbria, per un concerto che vuol essere gustosa anteprima dell'edizione 2009 di Rockin'Umbria (che si svolgerai primi di luglio a Umbertide).
Il gruppo romano, che ha appena pubblicato il suo ultimo cd "Carboniferous" per la Ipecac con la produzione dello stesso Patton, sarà sul palco del Norman di Boneggio questa sera, affiancato da due interessanti rockband umbre: i B-Blast e gli esordienti (A)Toll.
Gli Zu sono una realtà atipica della scena alternativa italiana e non solo, vista la loro ormai consolidata visibilità a livello internazionale: nati dalle ceneri dei Gronge, da sempre formazione di tre elementi (basso - sax - batteria) a vocazione strumentale, si sono imposti all'attenzione ormai da una decina d'anni con uno stile capace di fondere la libertà del jazz d'avanguardia con l'impatto dirompente e fisico del rock più "metallico" con un pizzico di tecnolgia a mischiare ancor più le carte; imperdibili le loro infuocate esibizioni dal vivo
Andrea Niccolini
Corriere dell'Umbria Sabato 4 Aprile 2009

L'Ordine di San Giovanni di Dio Fatebenefratelli torna in una San Nicolò restaurata

Un'attesa lunga, durata ben tredici anni. É questo il tempo impiegato per portare a termine i lavori di ristrutturazione del complesso storico di San Nicolò, nella zona di Porta Erbunea.
Dopo questa lunga attesa la comunità religiosa dell'Ordine di San Giovanni di Dio Fatebenefratelli ha fatto finalmente rientro nella sua sede originaria, sino ad ora sostituita, in via provvisoria, dalla Casa dell'amicizia Alessandro Seppilli di via della Pallotta.
Un evento importante che ha permesso a Padre Bartolomeo Coladonato (cappellano e superiore del San Nicolò) e ai suoi confratelli di raccogliersi nuovamente negli spazi della storica struttura.
Eretto nel 1584, l'ospedale "San Nicolò degli Incurabili" venne fondato dall'Ordine dei religiosi di San Giovanni di Dio Fatebenefratelli (per ordine di Padre Pietro Soriano) e sorto per i soli malati di sesso maschile e con la specializzazione per alcune malattie come il tremendo "fuoco di S.Antonio".
Nel corso della storia l'Ordine mantenne salda la tradizione di assistere i più bisognosi, giungendo ai giorni nostri con l'impegno di questi religiosi tradotto in un concreto aiuto indirizzato alle persone anziane.
L'impegno continua "Noi continueremo ad attuare regolarmente la nostra attività, assistendo gli anziani e svolgendo il nostro servizio religioso presso la casa dell'amicizia" ha dichiarato Coladonato.
Il cambio di sede non determina, quindi, sostanziali diversificazioni per le occupazioni dei religiosi, ma certamente ha avuto un grande significato morale che rende omaggio non solo alla storia di questa struttura ma anche al loro senso di appartenenza all'Ordine di San Giovanni di Dio.
Da ieri la comunità perugina del Fatebenefratelli, che ha ultimato le operazioni di trasferimento nelle prime ore del mattino, risiede nuovamente nella sua storica "casa" di Porta Erbunea.
I religiosi che vi risiedono sono tre e in alcuni casi quattro, perché come ha spiegato Padre Coladonato "dipende sempre dagli impegni e dalle direttive che i fratelli ricevono da Roma".
Il piccolo gruppo di religiosi potrà dunque ricominciare a svolgere attività di culto nel cuore del centro storico della città all'interno della sede di piazza San Giovanni di Dio, riallacciando, anche dal punto di vista "fisico", il filo conduttore con un'identità del passato ben testimoniata negli spazi interni dell'antico ospedale.
Da segnalare che nella cappella è custodita la tomaba del venerabile fra Pietro Soriano, il primo superiore generale dell'Ordine dei Fatebenefratelli che morì a Perugia il 18 agosto del 1588.
Ritornava dalla storica battaglia di Lepanto contro l'esercito turco. La ristrutturazione dello stabile ha permesso non solo di mantenere una presenza stabile dell'Ordine ospedaliero di San Giovanni di Dio grazie all'assegnazione di alloggi per la comunità e locali per lo svolgimento dei servizi religiosi, ma al piano superiore del Centro "San Nicolò Fatebenefratelli" sono state adibite idonee residenze nelle quali vengono ospitati circa quaranta studenti universitari.
La cifra dell'ospitalità continua dunque a distinguere lo storico edificio nel cuore dalla nostra città

Antonio Torrelli
Corriere dell'Umbria Venerdì 3 Aprile 2009